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BERANAK DALAM KUBUR:
THE MOVIE

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di Adjie Saputra e Freddy A. Lingga, Indonesia, 2007


Interpreti :
Adhitya Putri, Dinda Kanya Dewi, Revandita T. N, Shalvynne Chang, Syran Boysen, Julia Perez
Sceneggiatura : Ery Sofid
Direttore della Fotografia : Dimas Aji
Musiche : Teguh Pribadi
Prodotto : Dhamoo Punjabi, Manoj Punjabi
Produzione : MD pictures
Data di uscita : 19/12/2007

Non c'è alcun elemento di innovazione in questo film della MD pictures. Si tratta esattamente della stessa tipologia di film scritti dall'immarcescibile Ery Sofid per Indika Entertainment o Rapi films. Purtroppo in questo caso più che essere dalle parti dei film di Koya Pagayo (Panggil Namaku 3x, Hantu Jamu Gendong) e quindi avere di fronte un semplice prodotto di intrattenimento, siamo dalle parti delle sgangherate accozzaglie di fantasmi di Nayato (Kereta Hantu Manggarai). L'impressione anzi è di essere arrivati ad un livello ancora più basso visto che sono addirittura due i registi ad assemblare le continue apparizioni dei fantasmi.

Peccato perché l'inizio dai pur vaghissimi sentori dell'Argento di Suspiria con una morte insolitamente gore per un film indonesiano del ventunesimo secolo lasciava ben presagire. In realtà il film si risolve nel solito gioco di persecuzione dei fantasmi ai danni dei giovani protagonisti scelti a caso tra il fior fiore dello stardom (popstars e modelle) indonesiano. Immancabile anche la presenza della giunonica Julia “Jupe” Perez nella parte del fantasma vendicativo e che si ritaglia anche un piccolo spazietto da Jessica Rabbit cantante in un frammento di film.

In fin dei conti tutto già visto e noto. C'è quel che piace vedere agli spettatori indonesiani: belle ragazze, bei ragazzi, fantasmi ogni trenta secondi e seni enormi. C'è di mezzo una camera mortuaria maledetta come nel successivo Kuntilanak Kamar Mayat sempre a firma di Sofid e diretto da Nayato. C'è la solita storia di amori e delusioni tra i protagonisti come se fossimo in una puntata di Melrose Place, già visto anche questo nel discreto Malam Jumat Kliwon a firma Pagayo. E per non farsi mancare nulla c'è la solita gravidanza negata ad una donna che torna dall'oltretomba per vendicarsi e che ormai è una compulsione ossessiva del cinema indonesiano dell'orrore di questi ultimi anni.

Ci sono veramente poche speranze che a firma di questo sceneggiatore venga fuori qualcosa di nuovo per i prossimi anni. Se ci si aggiunge il carico di una regia discontinua e arrangiata, questo film è da evitare come la peste. Sempre che non vi piaccia guardare il buon make up dei fantasmi o seguire per ore le problematiche mimiche facciali degli attori mentre si voltano o si guardano attorno tormentati dalle presenze.
Evitabile. Davvero.

A cura di Paolo Simeone


 








 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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