
Interpreti : Sheila Marcia Joseph,Melvin Lim, Stefanie Hariadi, Nadila Ernesta, Rina Hassim, Gianina Emanuela, Fendi Trihartanto, Diah Cempaka Sari
Sceneggiatura : Ery Sofid
Direttore della Fotografia : Dharma You
Musiche : Teguh Pribadi
Prodotto : Gope T. Samtani, Subagio S.
Produzione : Rapi Films
Data di uscita : 30/04/2008
Colpisce di Kerenta Hantu Manggarai la bellezza assoluta di tutti i giovani protagonisti. Incomincia a farsi strada in chi scrive il sospetto che questo sia il motivo per cui questi film fatti in fotocopia da Ery Sofid abbiano tanto successo in Indonesia. Basta praticamente prendere una leggenda metropolitana o una maledizione e renderne vittime un gruppo di ragazzi e il film è fatto.
Sofid scrive sia per Rapi Films che per Indika Entertainment, le due case specializzate in questo sottofilone tutto indonesiano di horror giovanile, i medesimi film. Usa esattamente gli stessi trucchi, con fantasmi che scivolano alle spalle degli attori per scomparire quando essi si voltano oppure con lo stratagemma del risveglio da un incubo, ripete all'estenuazione gli attacchi dei fantasmi che non vanno mai a buon fine se non in rarissimi casi. Spesso e volentieri poi, vi sono addirittura scene clonate: sembra infatti esserci una predilezione per le pale di qualche ventilatore che si staccano e vanno a tranciare di netto la gola di qualcuno quando si tratta di far fuori uno dei protagonisti.
Quindi conta poco la storia di una sorella (Sheila Marcia Joseph) che cerca l'altra sorella scomparsa con cui aveva un rapporto problematico. Conta poco che la poverina sia salita sul “treno fantasma della stazione Manggarai” e che abbia conosciuto i fantasmi delle vittime di un incidente ferroviario. Conta poco che nel treno volato giù per la scarpata ci fosse una negromante. Conta poco che un gruppo di ragazzi che studia il sovrannaturale sia a caccia del treno. Conta tutto dannatamente poco.
Il film è di una noia mortale. E' sciatto. Tirato via in malo modo e francamente inutile. Ripete il solito teatrino di pop stars e modelle indonesiane splendidamente fotografate e ben inquadrate. Sembra anche noioso ribadirlo, ma a parità di film, Koya Pagayo se la cava ben conscio dei limiti di questo cinema, Nayato invece affonda inesorabilmente. Da cestinare senza pietà.
A cura di Paolo Simeone
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