
aka : The God Hands
Titoli degli episodi :
The Cursed Doll (aka The House). Titolo originale : Norowareta ningyô
Waterfall of the Dead Spirit (aka The Lake aka The Spirit of the Dead) Titolo originale : Shirei no en
An Inn Where a Ghost Lives (aka Special motel aka The Haunted Inn) Titolo originale : Yûrei no sumu ryôkan
Sceneggiatura : Hiroshi Takahashi
Produzione : Nikkatsu Corporation
Data di uscita : 1992
65’
Raccolti in DVD sotto questo titolo sono
finalmente tre vecchi cortometraggi diretti per la TV giapponese
da un giovane Hideo Nakata, uomo che farà deflagrare
l’horror mondiale sei anni dopo con il fenomeno di costume
Ring. I tre video tradiscono istantaneamente la loro
destinazione televisiva, ma anticipano e fanno parte in parte
della nuova onda del J-horror. La mano e l’occhio del
regista sono in fase di allenamento e lo stile muta da un
video all’altro come in cerca di un’impronta definitiva
di sé stesso. Tre storie di fantasmi, ma tre perfette
macchine di terrore dove l’entità può
essere sempre sia positiva che negativa ma perennemente venata
da un alone di tristezza melodrammatica. Se nelle due storie
iniziali viene minato l’establishment familiare, nell’ultima
è l’amicizia a subire l’innesco centrale.
Il primo episodio, The Cursed Doll,
è sicuramente il più banale e prevedibile. Una
ragazza inizia ad avere delle visioni in cui una bambola la
chiama per nome. Dopo aver trovato davvero la bambola in un
vecchio cassetto inizierà una spirale di possessioni
e visioni terrifiche. La ragazza scopre così di aver
avuto una sorella, morta in un rogo quando lei era piccola
e che la madre nel tentativo di salvarla confusa tra le fiamme,
anziché il corpo della bambina aveva portato in salvo
la bambola in cui ora si è insediato il fantasma irato
della piccola. Poco emerge di un’iconografia classica
e spesso in maniera meccanica, a poco servono i ciuffi di
capelli corvini sparsi per la casa, la sequenza più
suggestiva è probabilmente l’esorcismo finale.
Che ci si poteva aspettare da un soggetto simile a quello
de La Bambola Assassina?
Anche se a tratti banale e retorico il secondo
episodio raddrizza il tiro mettendo ancora in scena fantasmi
di familiari defunti. Madre e figlio assistono impotenti al
decesso del padre/marito. Mesi dopo, per distrarre il ragazzino
la signora lo porta insieme ad altri bimbi in campeggio tra
i monti. Destino vuole che una donna si sia suicidata sulla
cascata lì presente e che il suo fantasma vaghi senza
pace rapendo e uccidendo ogni bambino della zona. Il character
design della fantasmessa illuminata di azzurro è inquietante
e funziona, producendo alcuni brividi nello spettatore.
Finale con l’episodio più disperato,
protagoniste tre ragazzine che si recano in un vecchio hotel
e subiscono la possessione del fantasma di una giovane adolescente
malata morta in loco. Più vicino ad un film della serie
Ju-On
che non ad un horror di Nakata, il film presenta un’ottima
donna fantasma dal collo fratturato e continue sequenze di
apparizioni ad effetto. Amaro più che spaventoso il
finale, come nel miglior J-horror.
Non ci si aspetti chissà cosa da un
lavoretto per la TV assolutamente minore nella carriera del
regista, ma in parte interessante per analizzare la sua maturazione
nel genere.
La sceneggiatura è del fedele Hiroshi Takahashi che
sceneggerà poi anche Ring.
Il guardare questi episodi, anche se non così fondamentali,
ci immerge però nella contemporaneità giapponese,
dove vengono continuamente scritti e diretti decine di cortometraggi
horror destinati ad ogni forma di intrattenimento e pronti
da essere proiettati nelle sale, pubblicati in DVD, mostrati
via internet e sui cellulari. E’ un po’ come leggere
tanti di quei racconti brevi pubblicati in Giappone con continuità
come quelli che anche in Italia si riescono fortunatamente
a reperire su antologie come Alia.
A cura di CZ:
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