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DRIVING MISS WEALTHY

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di James Yuen, Hong Kong, 2004



Titolo originale : Juet Sai Ho Bun
Interpreti :
Lau Ching-wan, Gigi Leung, Chow Chung, Law Koon Lan, Jim Chim Sui Man, Hui Siu Hung, Tats Lau Yee Tat, Jamie Luk, William Tuan
Sceneggiatura : James Yuen, Jessica Fong Ching, Law Yiu-Fai
Musiche : Raymond Wong
Prodotto : Fong Ping, Derek Yee
Data di uscita : 06/05/2004
103'

Commedie di questo genere sembrano essere il pesante pedaggio che ogni regista contemporaneo hongkonghese deve pagare per sopravvivere all’interno dell’industria locale. Così, cambiano le carte in tavola, cambia il duo protagonista, ma il succo rimane lo stesso. Stavolta non c’è né Andy Lau e Sammi Cheng, né Miriam Yeung e Louis Koo ma Lau Ching Wan e Gigi Leung, decisamente sottotono, in una fin troppo classica e fastidiosa commedia sentimentale, basata sul denaro e sui contrasti tra le classi. Va bene mostrare l’attitudine degli abitanti dell’ex colonia all’HK$, il sogno hongkonghese in cui un immigrato arriva con 5 dollari di Hong Kong e diventa un magnate, ma resistere alla noia e alla retorica del film è dura, cercando poi di glissare sui ripetuti scherzi razzisti nei confronti del popolo filippino.

Lau Ching Wan interpreta un ex poliziotto in cerca di lavoro che si ritrova a fare l’autista/guardia del corpo di una bizzarra e viziata figlia (Gigi Leung) di un magnate, addicted al denaro e tendente a colmare le propria carenze affettive con un consumo e sperpero colossale di valuta locale. Inevitabili i contrasti, le unioni, gli ostacoli che porteranno alla collisione e al coinvolgimento sentimentale dei due universi.

Il regista James Yuen è un nome parallelo, magari poco analizzato, ma assolutamente  interessante, sceneggiatore con –ad oggi- più di trenta script sulle spalle, regista di gioiellini squisiti come Clean My Name, Mr. Coroner!. Se questo Driving Miss Wealthy sembrava il film della caduta rovinosa, fortunatamente il regista si è poi ripreso lo stesso anno con il delizioso Crazy ‘n the City. Produce il film un altro nome parallelo del cinema di Hong Kong, quel Derek Yee che sarebbe piombato l’anno successivo nella trappola delle commedie agrodolci con il venefico Drink, Drank, Drunk, dopo una scarica di ottimi prodotti.

A cura di CZ:


 








 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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