
Titolo originale: Sa Tree Lex
aka: Satree Lex
Interpreti:
Jesdaporn Pholdee, Sahaphap Tor, Ekachai Buranapanit, Chaichern Nimpulsawasdi, Kokkorn Benjathikoon, Shiriohana Hongsopon, Phomsit Sitthijamroenkhun, Anucha Chatkaew
Sceneggiatura: Youngyooth Thongkonthun
Costumi: Ekasith Meeprasertsakul
Fotografia: Jira Maligol
Montaggio: Sunit Asvinikul
104'
Il mio rapporto con Iron Ladies è soprattutto “affettivo” poiché risulta essere uno dei primi film asiatici che abbia visto e che mi abbia entusiasmato. Infatti, nonostante l’uscita nelle sale italiane avvenga solo ora, questo film era stato presentato al Far East Film Festival nell’aprile 2001, e ancora lo ricordo come una seconda proiezione serale. Tutti parlavano di questo film soprattutto perché “oh, è un film con i travestiti!”, e molti, sfortunatamente lo ricordano solo per questo.
Iron Ladies, in realtà è una divertentissima e vitale commedia, che non trasforma l’essere gay in una semplice buffonata, bensì mette in luce anche i pro e i contro (senza sfociare nel drammatico) di una società che per quanto di mentalità aperta, molti ostacoli li crea comunque. In ogni caso è da apprezzare soprattutto il fatto che, a differenza di molti film, non vi sia stata una rappresentazione dell’omossessualità come una condizione di martirio ed incompresione totale.
Il film è ispirato ad una storia vera, ovvero quella di una squadra di pallavolo thailandese che si forma in un modo alquanto strano: il fattore che li riunisce, infatti (a parte il caso di uno dei membri) è l’essere gay, travestiti o transessuali. Jung e Mon, amici dal tempo dell’università, si trovano ad essere cacciati, nonostante la loro bravura, da qualsiasi squadra maschile di pallavolo, poiché “froci”. Decidono quindi, di presentarsi alle selezioni che la coach Bee sta facendo per formare una squadra per la provincia. Poiché il metodo della prima selezione è tecnica, e il talento di Jung e Mon è indiscutibile, coach Bee si trova davanti al rifiuto di continuare da parte di tutti gli altri elementi nella squadra. Sarà così che, alla faccia degli ex compagni, Jung e Mon hanno la possibilità di formare una squadra a modo loro, chiamando gli amici che sanno essere portati per questo sport e facendo dei “provini” per scegliere gli ultimi componenti.
Si forma così una squadra visivamente pittoresca, che, con tutti i problemi del caso, cerca di vincere e prendersi anche un po’ la rivincita per i torti subiti. In particolar modo l’occhio è puntato su Chai, l’unico componente eterosessuale della squadra che decide di rimanere a giocare con le Iron Ladies. I malintesi e le complicazioni che nascono, quindi, con la famiglia e con l’opinione pubblica, diventano un elemento portante del film.
Iron Ladies è un bellissimo film sia perché vi sono delle gag assolutamente spassose, sia perchè i personaggi sono perfetti nella loro parte, ma soprattutto perché parla dello sport fatto con passione e divertimento e critica le discriminazioni che anche al suo interno di possono creare. È un film certamente dai personaggi estremizzati, ma sia nei momenti positivi che in quelli negativi non cade mai nello scontato. Ci sono a volte delle sequenze un po’ prevedibili, oppure dei momenti al limite del patetico, però sono sempre funzionali alla narrazione e non sono mai messi lì a caso.
Con un film come questo, magari, viene da porsi la domanda, essendo ispirato ad una storia vera, quanto le reali Iron Ladies abbiano deciso di formare questo gruppo per diventare famose facendo scalpore o quanto in realtà sia una scelta più motivata e “contestatrice”. Ad ognuno la sua opinione in merito.
In ogni caso se volete divertirvi non potete perdere questo film. Come molti hanno già espresso dubbi a proposito, il doppiaggio sarà probabilmente un punto a sfavore o la totale distruzione di questa pellicola (vedi quello che è successo ad un'altra “commedia sportiva” come Shaolin Soccer) per cui il consiglio è quello di recuperare una copia con l’audio originale.
E dopo la visione del primo è d’obbligo passare ad Iron Ladies II, che sinceramente non ha la stessa potenza del primo, ma è un ottimo seguito.
A cura di Ameonna
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