
Interpreti : Julia Perez, Mandala A. Shoji, Rizky Mocil, Imelda Lubis, Uwie Jasmine, Amanda Faried
Sceneggiatura : Ery Sofid
Direttore della Fotografia : Dharma You
Musiche : Teguh Pribadi
Prodotto : Gope T. Samtani, Subagio S.
Produzione : Rapi Films
Data di uscita : 19/03/2009
Nayato è assieme a David Poernomo il fondo del barile dei nuovi registi di horror indonesiani. Questo film realizzato con budget certamente superiore rispetto al già deludente Kereta Hantu Maranggai, non ha diritto nemmeno a tutte le scusanti che aveva quest'ultimo.
La differenza è palpabile. Anche qui la storia del film è scritta da Ery Sofid, ma basti guardare alla notevole differenza di risultato rispetto al discreto Malam Jumat Kliwon per rendersi conto delle diverse carature in capacità registiche tra un Koya Pagayo e Nayato. Malam Jumat Kliwon è infatti un simpatico prodotto di intrattenimento con una messinscena medio\buona che trova ragion d'essere nella volontà di spaventare gli spettatori a piè sospinto. Al contrario Kuntilanak Kamar Mayat fa venire fuori tutte le lacune di scrittura presenti in sceneggiatura e l'ossessione compulsiva dell'autore per certi cliché di questo che può essere considerato a tutti gli effetti un genere a se stante in Indonesia: il teen horror.
Come nel precedente film scritto per Nayato lo sceneggiatore non fa che separare le persone colpite dalla solita maledizione per farle inseguire da fantasmi, per lo più burloni e poco sanguinari. Il resto è totalmente marginale. La storia prende origine da un semplice spunto, in questo caso una storia d'amanti tra infermiere e dottore in un ospedale, e si dipana lentamente fino alla telefonata spiegazione finale del rancore del fantasma. Le uniche novità sono la presenza di un personaggio comico, cioè un ragazzino che vuol girare un horror indie, che si trova inspiegabilmente ad avere a che fare con un Pocong (un fantasma nel sudario) in un film dedicato ad una Kuntilanak (un fantasma di donna gravida). La stessa presenza di ragazzi è forzata all'interno del film che si dovrebbe sviluppare in un ambiente più adulto quale un ospedale.
Addirittura questo lavoro segna una involuzione rispetto ai precedenti film di Nayato come Kereta Hantu Maranggai. Si aggiunge infatti una recitazione spaventevolmente povera, che forse è anche figlia della storia che rimanda direttamente ad una telenovela di pessimo gusto. A nulla servono i polposi seni finti del gommosissimo sex symbol indonesiano Julia “jupe” Perez, perché nulla può salvare dall'ignominia questo orribile ibrido tra telenovela, commedia adolescenziale e horror. Anzi, mette un po' tristezza pensare che la notoria bellezza delle donne indonesiane sia svilita dal successo in patria di questo modello di donna terribilmente occidentale. Speriamo un giorno si ravvedano.
A cura di Paolo Simeone
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