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RULES OF DATING
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di Han Jae-rim, Corea del Sud, 2005

Titolo alternativo: To Do Not To Do
Titolo originale:
Yeonae eui mogjeok (Fare e non fare)
Cast:
Park Hae-il (Lee Yoo-rim), Kang Hye-jeong (Choi Hong), Lee Dae-yeon (ins. Jo), Park Grina (Hee-jeong), Pyo Sung-jo (Yeon-ho), Seo Yeong-hwa (ins. Guk-eo), Lee Yeong-suk (ins. Su-hwa)
Sceneggiatura: Go Yun-hui, Han Jae-rim
Distributore: CJ Entertainment 
Produzione: Sidus Pictures
Produttore: Cha Seoung-Jae, Choi Seon-jung
Fotografia: Park Yong-soo
Scenografie: No Sang-eon
Direttore artistico: Jeon Soo-ah
Montaggio: Park Gok-ji
Musica: Lee Byeong-woo
Data di uscita coreana: 10 giugno2005
Affluenza: 1 428 080 biglietti (al 17 luglio 2005)
35 mm, 2.35:1, 120'

 

- Sei bagnata? (La prima battuta del film)
- Ce l'ho su... (La terza)

Aria fresca nel panorama cinematografico coreano, inquinato da produttori e divetti. L'esordiente Han sceglie di differenziarsi dalla moda imperante che vuole le solite belle facce comportarsi tutte al solito modo nelle solite storie d'amore che nascono dal nulla, non dicono nulla e che alla fine non lasciano nulla. Sviluppato dapprima sottotono e poi con l'aggiunta di una spiccata componente melodrammatica, lo scattante copione di Rules of Dating narra una storia d'amore articolata, inusuale, non ben definita, mai seriosa eppure intensa e in un paio di occasioni shockante. I luoghi comuni vengono accuratamente tenuti a debita distanza nella ricerca di nuovi stilemi narrativi, di nuove luci sotto le quali illuminare personaggi problematici, molto veri, spesso meschini con una sensibilità e una cura ammirevoli.

Ma la ricerca e l'anticonformismo di Han non si fermano qui. L'accompagnamento musicale consta quasi esclusivamente di una chitarra acustica e di percussioni, rimarcando con efficacia il carattere intimo, minimale, realista della pellicola, caratteristiche che emergono anche dalle scelte registiche e tecniche. Si fa largo uso di piani medi, di tinte tenui e di colori autunnali - a questo riguardo i poster del film sono assolutamente fuorvianti -, ma soprattutto della macchina a mano, vero e proprio tormentone che rende ogni inquadratura traballante dalla prima all'ultima scena, distinguendo ulteriormente il film dalla massa e ricordado di continuo il carattere instabile dei rapporti descritti. 

Ma in Rules... c'è molto altro: la pioggia galeotta che fa conoscere e fa ritrovare; la protezione e la tenerezza cercate nell'amore più innocente, che alla fine trionfa sempre; le svolte inaspettate come una pugnalata alle spalle; i karaoke fumosi, i locali moderni e i love hotel; la scuola-caserma e la gita annuale; il cibo piccante e le scene piccanti; e poi il cast. Kang Hye-jeong (OldBoy), fragile e infantile come non mai, è messa in una perfetta contrapposizione complementare con Park Hae-il (The Host, Boy Goes to Heaven), mostro educato che sembra uscito dritto dritto da un film di Hong Sang-soo. Ma quello che ne scaturisce è tutt'altro che un idillio, quando l'irruenza di lui, unita ai suoi istinti più bassi e meschini, appesantisce l'aria e quando i traumi di lei riaffiorano drammaticamente. Affianca i due protagonisti Lee Dae-yeon, veterano apparso in ruoli secondari in una miriade di produzioni (la miniserie Revenge/Rebirth, Peppemint Candy, Arahan, Princess Aurora e tutti i film di Park Chan-wook).

La relazione descritta da Han resta senz'altro anomala, anzi decisamente bizzarra, una scheggia impazzita con la quale è impossibile provare alcuna immedesimazione. Molti elementi, però, intervengono progressivamente a meglio definire l'intreccio di attrazione e repulsione, indecisione e desiderio, fare e non fare, come dichiara il titolo originale. Quello internazionale invece punta sull'ironia, visto che in un rapporto, le regole, lo sanno tutti, proprio non esistono.

A cura di Mark 3

 

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Il regista Han Jae-rim

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 






 

 

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