
aka : Top Bet
Titolo cantonese : Do Ba
Titolo mandarino : Du Ba
Interpreti : Anita Mui Yim-fong, Carol "Do Do" Cheng, Ng Man-tat, Kenny Bee, Lowell Lo, Paul Chun Pui, Yuen Wah, Corey Yuen, Stephen Chow, Shing Fui-on, Sandra Ng.
Coreografie : Corey Yuen Kwai, Yuen Tak
Sceneggiatura : Jeff Lau
Fotografia : Jimmy Leung Chi Ming
Musiche : Lowell Lo
Montaggio: Hai Kit Wai
Produzione : Golden Harvest
Produttore : Corey Yuen Kai, Jeff Lau Chun-wai
Data di uscita : 02/02/1978
94' ca
The Top Bet è il sequel ufficiale del fortunato
All
for the Winner, campione di incassi,
parziale trampolino di lancio per la carriera di Stephen Chow
e classico dei film sui giocatori d'azzardo dotati di poteri
psichici o speciali capacità di baro. Nonostante quello
che si legge in giro mi sento invece di affermare con una
certa tranquillità che personalmente questo capitolo
è ben superiore al suo predecessore, più fine,
rigoroso, lineare e divertente. Nonostante il film sia penalizzato
dalla (quasi) assenza del comico cantonese Stephen Chow (che
si riserva una comparsata ad inizio e fine film) e di Sandra
Ng (che appare timidamente solo in un paio di scene), nonostante
poco rimanga anche questa volta dello stile di regia di Jeff
Lau (che si impiccia ancora di più del precedente capitolo
nella recitazione), nonostante la storia possa apparire già
logora e ripetitiva (quasi tutti i buoni e i cattivi sono
gli stessi di All
for the Winner) il film funziona totalmente.
Merito probabilmente sia della capacità di mettere
in scena un ingranaggio narrativo forte e piacevole, sia dei
nuovi attori giunti ad allietare il cast; Carol “Do
Do” Cheng Yu-ling è strabordante e incontenibile,
un vortice di comicità volgare e diretta, un fiume
in piena impossibile da arginare, Kenny Bee che ci regala
alcune brevi apparizioni davvero illuminanti e, infine, la
vera protagonista occulta, Anita Mui. E qui vale la pena spendere
due parole sull'attrice (prematuramente scomparsa) che ci
regala una delle sue performance più riuscite, senza
tentare nemmeno per un attimo di imitare il noto comico (nonostante
interpreti la sorella), bravissima e semplice nel look, dinoccolata
e molle nelle movenze come fosse protagonista di un anime,
una creatura celestiale e tonda uscita da un episodio di Chobits.
Divertente e irresistibile nell'apparato comico, tenera in
quello sentimentale, convincente nelle sequenze marziali e
action.
Il God of gamblers Ah Sing (Stephen Chow) lascia solo il
suo manager/zio Tat (Ng Man-tat) per esplorare il mondo e
giocare d’azzardo lungo tutto il globo. In cerca di
un degno sostituto zio Tat incappa in una venditrice di pesce
(Carol Cheng) apparentemente abilissima nelle carte e decide
di divenirne manager per iscriverla al campionato annuale
dove Paul Chun Pui cerca una sanguigna rivincita dopo
la sonora sconfitta dell'anno precedente ad opera di Ah Sing.
Ma la donna in realtà è un baro e trucca le
partite per vincere ingenti somme di denaro (in realtà
la posta in palio sono quintali di pesce) da spendere in cure
per guarire suo fratellino invalido. Il villain interpretato
da Paul Chun Pui nel frattempo ha assunto un abile uomo mainlander
(Lau Shun) dotato di super poteri e dell'abilità di
trasferirli nel corpo altrui in modo da permettergli di mutare
le carte in tavola ai fini della vittoria. Intanto giunge
a casa di zio Tat sua nipote, sorella di Ah Sing (Anita Mui),
anche lei dotata di poteri simili al fratello ma obbligata
da un superiore cinese ad usarli solo a fin di bene e non
sul tavolo da gioco. Scoperte le carte in tavola, Anita dovrà
aiutare Carol ad uscire indenne e vincente dalla partita.
Ma alla fine sarà la potenza verbale e affabulatoria
della donna a dominare dove i poteri psichici non possono
arrivare.
Straordinarie perle di demenza comica si alternano alle limpide
partite e al resto della narrazione. Spesso la risata è
evocata dai duetti tra le due attrici o dai poteri della Mui
che ha la capacità di far penetrare gli oggetti all'interno
dei corpi. Esemplare a questo proposito la bella sequenza
action in cui un gruppo di cattivi invade il casinò
di zio Tat per abbattere la fantomatica dea del gioco d’azzardo.
Lowell Lo si massacra da solo a colpi di nunchaku sotto gli
occhi divertiti dei rivali, zio Tat spara petardi simulando
colpi di pistola, Anita a colpi di arti marziali si sbarazza
dei nemici e presa alle strette inizia ad fondere i corpi
degli avversari con gli oggetti che le capitano intorno fino
ad infilare per sbaglio un acquario nello stomaco di zio Tat;
il risultato sono i cattivi che fuggono con ombrelloni, lampade
ed altri suppellettili che escono dai loro corpi e zio Tat
vomitante pesci che si ritrova seduto di fianco a Lowell Lo
che vomita sangue per i colpi autoinferti.
Anche le dimostrazioni dei poteri di Carol Cheng sono irresistibili;
quando Anita le chiede di leggerle le carte guardandone solo
il dorso Carol approfittando dell'ingenuità della ragazza
e della sua curiosità per la cosmesi le spalma prima
della creta in viso (in realtà cemento) e poi
le incolla uno specchietto in fronte che le permette di vedere
le carte scoperte dalla ragazza che la mette alla prova.
Nonostante il film continui ad accentuare il fattore poteri, sottolineato dai vari sequel di God of Gamblers di Wong Jing, questo episodio rispetto al precedente rimane comunque più personale e riuscito, rigoroso e completo e probabilmente anche più divertente.
Da non sottovalutare quindi quando si decide di mettere mano
al prolificissimo filone sui giocatori d'azzardo made in Hong
Kong. Inoltre un'ottima prova d'attori.
Nota sul DVD Deltamac/Fortune Star: Il disco in questione
è esente da bonus tranne per un trailer che in realtà
si rivela come un microscopico backstage contenente ciak sbagliati
e alcune scenette inedite del fim.
A cura di CZ:

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