Jiang Wen – Capitolo 2.2


Capitolo 2.2:

Temi e Topoi: temi di rappresentazione per il sogno e il ricordo

 

 

In una progressione che spazia dalla sfera soggettiva a quella oggettiva, dalla dimensione più intima sino a raggiungere quella pubblica, il cinema di Jiang Wen affronta di preferenza temi ricorrenti che, seppur in maniera molto personalizzata, vogliono coprire il ventaglio di percezioni della realtà che vanno appunto da quelle incentrate sul privato dei suoi personaggi sino agli eventi socio-economici che hanno segnato una particolare epoca. E questo è un po’ quello che succede nel migliore cinema in lingua cinese, quella fusione tra storia personale e Storia collettiva che maestri come Fei Mu, Hou Hsiao Hsien, Tian Zhuangzhuang (i primi che vengono in mente) e più recentemente con i lavori di Jia Zhangke e Wang Bing, presi naturalmente da punti di vita differenti. Questa prospettiva di fusione tra livelli e sale storiche differenti è profondamente diversa dall’approccio del cinema classico americano e dei suoi derivati, ad esempio. Questo cinema è generalmente teso a raccontare la Storia collettiva attraverso storie personali che rendessero dal punto di vista della scrittura le cose un po’ più facili e risultassero in un film narrativamente più appetibile al pubblico, che si può appassionare alle vicende dei personaggi descritti vedendoli quasi come dei suoi pari-epoca e quindi di riflesso assimilare la storia più grande dentro cui le piccole o meno storie dei protagonisti si svolgevano. La fusione tra storia personale e Storia collettiva nel cinema cinese è invece un fenomeno di compenetrazione tra le due dimensioni, una mescolanza fluida nella quale diventa difficile distinguere i due ambiti originali: individuale e sociale, una soluzione senza chiavi di lettura facilitanti o didattiche, e la poetica di Jiang Wen ben si inquadra in questo schema.

Partendo dalla sfera soggettiva e individuale e arrivando fino a quella oggettiva e pubblica, nel cinema di Jiang Wen si possono dunque distinguere un trio di nuclei tematici che ruotano in ordine attorno a:

  • la rappresentazioni di piani di percezione diversi come la realtà e il sogno (la sfera più intima),
  • i rapporti famigliari e alle esperienze di crescita (un passo intermedio tra sfera intima e sfera pubblica),
  • la narrazione di un contesto storico nazionale cinese (la sfera pubblica).

 

Alcuni passi salienti che nei film di Jiang rappresentano il primo campo tematico elencato, quello della percezione e separazione tra realtà e sogno, sono ben esemplificati da alcune scene del suo film di esordio, In the Heat of the Sun, come quella in cui il giovane protagonista Xiaojun sale su una ciminiera per sfida con gli amici, vi cade e ne riemerge coperto di fuligine come se niente fosse, come se fosse solo un sogno, oppure in quella della lite tra Xiaojun e l’amico-rivale Yiku alla festa di compleanno di Mi Lan, e il finale che chiude la storia del protagonista. Questo dualismo realtà/sogno emerge accennato anche in Devils on the Doorstep quando il prigioniero giapponese Hanaya immagina i contadini suoi carcerieri apprestarsi a giustiziarlo in vesti di improvvisati samurai, ma è anche e soprattutto la spina dorsale di tutto The Sun Also Rises, la cui trama prende proprio il via da un sogno incentrato su un paio di scarpe rosse.

Uno dei modi più ricorrenti per Jiang di rappresentare lo stupore di fronte a una realtà che sembra apparire magica agli occhi dei suoi protagonisti sono le scene in cui un personaggio si ritrova a guardare per aria, il naso all’insù, qualcosa che lo lascia stupito e a bocca aperta.

Le esperienze della crescita e dell’adolescenza, quelle cui fa riferimento il secondo punto dell’elenco tematico introdotto in precedenza, sono un’altra rappresentazione frequente del cinema di Jiang Wen, e fanno da fondamento appunto a In the Heat of the Sun, racconto nostalgico di formazione per Ma Xiaojun (nel quale non si fatica a vedere un giovane Jiang), ma anche Devils on the Doorstep è sotto certi punti di vista il racconto della maturazione del suo protagonista Ma Dasan, e di come le sue esperienze di vita lo prepareranno ad incontrare il suo destino, così come i segmenti di The Sun Also Rises incentrati sul personaggio interpretato da Jaycee Chan, ragazzo senza padre alle prese con l’apparente follia della giovane madre.

E in effetti la tematica di una famiglia relegata a lato nel processo di passaggio alla maturità, soprattutto in forma dell’assenza e la problematicità della figura paterna (un tema che affronta molto cinema asiatico, sia di lingua cinese che nipponico), anima non solo The Sun Also Rises, ma anche In the Heat of the Sun, in cui il padre militare di Ma Xiaojun è spesso lontano da casa (come nella realtà anche il padre di Jiang, ufficiale dell’esercito, trascorreva lunghi periodi lontano dalla famiglia), e l’ultimo Let the Bullets Fly in cui il bandido Zhang il butterato alleva il figlio di un compagno morto e decide di scatenare la propria fredda vendetta quando il ragazzo muore per colpa del gangster Huang.

Altro tema che tocca la sfera della crescita è quello del rapporto con l’altro sesso e dei primi approcci con l’eros, profondamente radicati nell’età dell’adolescenza, dall’incontro tra Ma Xiaojun e Mi Lan in In the Heat of the Sun, alla metafora sessuale del velluto in The Sun Also Rises (intorno alla quale si costruisce tutto il terzo segmento del film) e il personaggio della dottoressa Lin, una Joan Chen libera e passionale, i personaggi femminili di Flora e della signora Ma in Let the Bullets Fly, latrici di una passione che nonostante siano donne fatte è quasi adolescenziale.

Che la storia del suo paese sia uno degli interessi più vivi di Jiang Wen non è un mistero, e non a caso il terzo punto dell’elenco di tematiche ricorrenti fatto al principio del pezzo si incentra su questo. Quella per la Storia è passione emerge non solo nel film – appunto – più “storico” del regista, ovvero la farsa bellica di Devils on the Doorstep, ambientata ai tempi dell’invasione nipponica e della Seconda Guerra Mondiale, ma anche gli stessi In the Heat of the Sun, The Sun Also Rises e Let the Bullets Fly raccontano vicende che hanno luogo in momenti storici chiave del Novecento cinese, dalla Rivoluzione Culturale agli anni turbolenti della prima Repubblica Cinese ispirata da Sun Yat Sen ma straziata dalle lotte tra i cosiddetti signori della guerra.

Chiave di questa narrazione storica è senza dubbio la fascinazione subita – consiamente o meno – e il rapporto di amore e sottile repulsione con l’ideologia socialista, che fanno capolino nelle storie e nei personaggi di Jiang Wen attraverso l’iconografia maoista, le musiche, i film di propaganda, le immagini del Grande Timoniere e le bandiere rosse, le citazioni dei grandi della letteratura sovietica come Pushkin e la brama di poter essere eroi della Rivoluzione, in un modo o nell’altro. La stessa ricorrenza del cognome Ma tra i personaggi delle trame del nostro (Ma Xiaojun, protagonista e piccolo alter ego del regista in In the Heat of the Sun, Ma Dasan interpretato dallo stesso Jiang in Devils on the Doorstep, Ma Bande, scaltro pseudo-governatore con il volto di You Ge in Let the Bullets Fly) ha probabilmente un legame con questo rapporto tra il regista il contesto ideologico in cui ogni cinese della sua generazione è cresciuto; l’ideogramma Ma (马) significa comunemente cavallo ma viene anche usato colloquialmente come abbreviazione di marxismo. A questo proposito si veda lo sviluppo della scena di incipit di Let the Bullets Fly, in cui un treno viene trainato da cavalli bianchi, quello che porta il governatore Ma Bangde verso la città di Goose, è stato visto da alcuni critici in patria come l’allegoria di una Cina trainata da un’ideologia forse non più così adeguata ai tempi.

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