Voti dentro AsianFeast.org


Premetto che non siamo mai stati dei grandi sostenitori dei voti numerici in testa o in coda alle recensioni; non riescono mai a restituire la complessità del film e spesso mutano in vera e sola ancora a cui uno spettatore e/o lettore si attacca con più ferocia (pensiamo solo a quante ne abbiamo lette negli anni contro i voti nel dizionario del Mereghetti che è un pò il simbolo stesso della questione). Abbiamo però deciso di introdurli in una duplice veste; quella del voto popolare espresso dai lettori/spettatori e quello della redazione. In un presente in cui la capacità di sunto diviene implacabile legge (v. la dinamica di sms e Twitter) il voto drastico e secco, seppur ci rievochi non sempre piacevoli ricordi scolastici, diviene un punto di riferimento per un’utenza che ha poca voglia di approfondire il tema e cerca una risposta breve e immediata. Per approfondire poi ci sono sempre le recensioni, solitamente abbastanza esaustive.

Il criterio di espressione dei voti è tutto fuorchè coerente e rigoroso per quanto questa affermazione possa apparire drammatica. Se sugli “1” e sui “5” (pochissimi) contiamo di non discutere, (l’uno è stato dato solo a pochi prodotti indiscutibilmente indifendibili e i cinque praticamente solo a capolavori riconosciuti) gli altri numeri hanno avuto di volta in volta un senso differente. Il due possono essere brutti film o film minori di un genere, ma al contempo anche un film buono ma grossa delusione di un autore da cui ci si aspettava di più. Stessa cosa per i “quattro”, grandissimi titoli, un gradino sotto ai capolavori di un autore, o film miracolo di un regista minore o ancora opere maggiori di un genere e sottogenere. I “tre” sono affidati a film medi, solitamente piacevoli e tutti con un motivo di essere visti in un modo o nell’altro, alla fine. Vanno quindi contestualizzati i voti perchè se un torrido film estremo in digitale di Daisuke Yamanouchi riceve un “4” (per fare un esempio) è un voto dato quasi esclusivamente alla sua opera migliore sopra la (propria) media che magari però non può minimamente competere con un buon noir di Johnnie To a cui è stato donato lo stesso voto. Prendeteli quindi per quello che sono, una cifra indicativa e forse -ancor di più- un gioco. Il resto del cinema è proprio lì sotto al titolo, nella recensione completa. Buona lettura.

Senesi Michele – direttore responsabile di AsianFeast.org

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