
Interpreti:Amitabh Bachchan, Sanjay Dutt,
Sunil Shetty, Mahesh Manjrekar, Lucky Ali, Rati Agnihotri,
Malaika Arora, Isha Kopikkar
Scritto da: Sanjay Gupta & Milap Zaveri
Produzione: Raju Patel
Esiste uno strano ping pong cinematografico
che rimbalza di nazione in nazione. Prima c'era Ringo Lam
e City on Fire, giunse Quentin Tarantino e lo
saccheggiò per il suo Le Iene. Infine il
verbo ritornò ad est ed approdò in India. Nacque
Kaante.
Preparazione, svolgimento e deriva finale di un assalto ad
una banca ad opera di un gruppo di personaggi molto diversi
tra loro e male assortiti. Se il film deriva vagamente da
Killing Zoe e scopiazza un pò troppo Le
Iene ((H)indi City on Fire) [e per alcuni
Heat - La Sfida] la personalizzazione successiva
è il vero punto di interesse del film.
Interpellato sulla questione il regista dice "Il film
non è ispirato a Reservoir Dogs (Le Iene).
Il mio film appartiene allo stesso genere di film de Le
Iene, Giungla D'Asfalto, City on Fire.
Le Iene stesso è un remake di un film di
Hong Kong, City on Fire. E' un crime movie, non
è il remake di nessun film. E' un film dove si mettono
insieme cinque o sei personaggi e si guarda a come le cose
vanno storte".
Resta il fatto che diversi film precedenti del regista sembrano
ispirarsi a film hollywoodiani, compreso il super successo
Aatish.
Comunque preparatevi a puro massimalismo cinematografico made
in Bollywood 100%. Effetti, effettoni, effettacci continui,
viraggi selvaggi che spezzano la continuità cromatica
all'interno della stessa scena, grandangolo perennemente in
azione (a volte rimanda alle sperimentazioni di Too
Many Ways To Be N.1 di Wai Ka-Fai) speed up, accelerazioni,
ralenti, stacchi in asse, zoom digitali ed ogni possibile
artificio utilizzato non a scopo generativo (come nelle ultime
produzioni di Tsui Hark) ma per il semplice gusto pirotecnico
di ammassare e incrinare la visione trasferendola continuamente
e facendola rimbalzare da un punto di vista all'altro in un
incessante prisma visivo.
Il film è tutt'altro che esente da difetti, errorini,
ingenuità, ma il raffazzonamento totale, unito ad un
dispendio di mezzi non indifferente rende la pellicola altamente
divertente.
D'altronde siamo a Bollywood e non stiamo parlando di low
budget. Il film è dispendioso di mezzi, girato negli
States, in parte discreto come Le Iene ma in parte-vista
la tendenza centrifuga del regista-altamente spettacolare
come nel mexican stand-off finale.
Almeno un paio di scene d'azione (vagamente derivative, of
course) sono decisamente riuscite.
E anche il cast è vario e decisamente interessante.
In primis è d'obbligo citare il superdivo Amitabh Bachchan,
considerato in patria più un Dio che un attore, con
una carriera immensa alle spalle costellata da infiniti successi.
Altra superstar Sanjay Dutt (Aatish, Mission
Kashmir) e l'attore action Sunil Shetty (Jaani
Dushman), il regista divenuto attore Mahesh Manjrekar (Ehsaas:
the Feeling) e il cantante Lucky Ali?@(Sur).
Ma non sono da meno le presenze femminili, composte da Rati
Agnihotri (Chupke Se), Malaika Arora (Dil
Se) e Isha Kopikkar.
Insomma, un film brioso e ben fatto, derivativo quanto si
vuole, ma decisamente piacevole.
A cura di CZ:
|