
Titolo Originale: Dünyayi
Kurtaran Adam
Aka: The Man Who Saves the World
Interpreti: Cuneyt Arkin, Aytekin Akkaya,
Fusun Ucar, Huseyin Peyda, Necla Fide, Hikmet Tasdemir
Scritto da: Cuneyt Arkin
Cinema come riciclaggio (sporco). Si potrebbe parlare giorni
di un film del genere, renderlo un testo teorico sul linguaggio
e la comunicazione cinematografica. Diventerebbe istantaneamente
il giocattolo preferito di Bazin e Ejzenstejn in un sol colpo.
Non solo per la sua essenza weirda/trash/pychotronica o usate
pure la parola preferita. Classica, perfetta pellicola da
retroproiezione per concerto industrial o per serata passata
a fissare uno schermo dopo aver assunto sostanze psicotrope,
Il film ricicla senza apparente logica, immagini(anche di
sè stesso) e musiche, rubandole secondo bisogno (e
a volte decisamente a caso) da film, documentari o dove meglio
capita(comprese sezioni a cartoon). Dopo un inizio in cui
una voce off spiega un contesto sinceramente poco chiaro troviamo
i due protagonisti a bordo dei veicoli di Guerre Stellari a combattere intorno alla Morte Nera dell’omonimo film.
I veicoli non sono simili, sono quelli. Il tutto risolto con
primi piani dei visi dei protagonisti che parlano, alternati
a immagini ritagliate da Guerre Stellari e montate a caso.
Viene anche presentato il cattivo, uno strano uomo, crogiuolo
tra un super sentai e un personaggio di Flash Gordon (tant'è
che parte una musica simile) accompagnato da un robot (stupendo!!!)
con un lampeggiatore (classica sirena del carro attrezzi)
in testa. I due cadono su un pianeta deserto, i loro veicoli
scompaiono e si trovano a passeggiare nel pianeta. Qui esplode
la fiera del montaggio proibito; a prescindere dal fatto che
i due non vengono quasi mai ripresi insieme nella stessa inquadratura,
ai loro primi piani vengono abbinati di tutto, parti di paesaggio,
frammenti di documentari sull'Egitto in una fiera continua
del nonsense. All'improvviso vengono assaliti dagli 'uomini
scheletro' a cavallo. La cosa strana è che alcuni uomini
scheletro sono davvero grassi (e c'era chi si lamentava della
morte in Inferno di Dario Argento), indossano
un elmo e combattono con delle lance emettendo dei versi tipo
kaiju.
Inizia lo scontro e qui il film decolla ancora di più.
il montaggio è davvero fatto a caso, le inquadrature
si susseguono senza nessuna continuità come nemmeno
King Hu sotto LSD. All'inquadratura di un pugno segue il protagonista
a cavallo, le immagini sono accelerate, mandate al contrario,
di sottofondo esplode all’improvviso la musica di Indiana
Jones, si susseguono primi piani decontestualizzati di maschere
di carnevale (un gorilla e il diavolo). I due vengono disarcionati
da cavallo da dei guerrieri in armatura futuristica, armati
di pistole laser in un tripudio di effetti visivi e di montaggio
frenetico. Il film continua con questo andazzo. I protagonisti
catturati si scambiano delle simpatiche battute perfettamente
fuori luogo. Descrivo le successive inquadrature perchè
è davvero incredibile ciò che accade.
Viso di donna che indossa maschera mostro verde/ totale di
una popolazione vestita colorata e sparsa su una montagna
di tufo/ piano medio di alcuni ragazzi vestiti da greci in
tunica/ popolazione colorata un pò vestiti da turchi,
un pò da romani/ un robot/ un uomo si getta da una
rupe/ il robot cammina e parla/ due morti a terra/ una biondona
tutte forme e occhi a pesce con un bambino.
Altro combattimento, gente vestita da centurioni romani,
sangue a fiumi, teste spappolate, un robot che strangola un
bambino urlante in un fiume di sangue. Il film continua così
ed è impossibile citare tutti gli elementi che lo compongono,
ma non si può non accennare alle mummie zombie artigliate
(??), ai mostri di pelouche, alle continue battute fuori luogo
che si scambiano i due, alla OST di Indiana Jones che spunta
quando meno te lo spetti, alle creature davvero improbabili
che puntualmente fanno scempio di bambini, il protagonista
che si allena tirando mazzate addosso alle pietre, la turca
gnocca biondissima, in un crescendo di situazioni sempre più
deliranti.
Come in Guerre Stellari c'è logicamente la scena nella
locanda popolata da mostri (praticamente tutta la gente strana
vista fino a quel momento) molti dei quali attori che indossano
mascherone da carnevale. Vi assicuro che vedere il protagonista
prendere a pugni un pupazzone di pelouche che assomiglia oltretutto
al Gabibbo fa quasi tenerezza. Arti strappati ai mostri e
usati come arma, spade bloccate con i denti, arti marziali
e combattimenti tra lo stile di Jackie Chan e quello di Bud
Spencer.
Chiude il film venti minuti caleidoscopici e il cui montaggio
farebbe riflettere per per settimane lo stesso Ejzenstejn.
Visto l'anno di produzione e la vaga somiglianza di propositi,
un film di importanza basilare quanto lo ZU di Tsui Hark.
Più o meno.
Una pietra miliare assoluta del cinema psychotronico totale.
Da vedere soli o in compagnia, sobri o in stato
psico-fisico alterato.
A cura di CZ:
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