Classifica: il meglio del 2016 in Asia


Negli anni passati ai fini del completismo stilavamo la nostra classifica a fine marzo onde recuperare il maggior numero di titoli possibili dell’anno precedente. Ma visto che la situazione distributiva internazionale è ormai al collasso e, o si frequentano i Festival “grandi” o non si sa mai quando si riusciranno a vedere i film, tanto vale questa volta uscire in tempi umani. Più aumentano le possibilità di vedere cinema tra sale, tv a pagamento, tv free, canali web, meno varietà pare possibile. E’ la grande censura del “libero” mercato non libero. Film enormi di autori di prima caratura ancora invisibili anche ad anni di distanza dall’uscita in sala in patria, quasi nulla di ciò che esce in mezzo mondo arriva nelle sale italiane, poco di più in DVD ma parliamo di numeri ridicoli e irrilevanti. Tanta rabbia. Un embargo culturale. Andiamo a proporvi un pugno dei film (in ordine NON di importanza) più vivi e sorprenderti del 2016, partendo da dove si era fermata la classifica dello scorso anno, quindi se notate assenza macroscopiche forse le trovate lì.

 

-The Mermaid (Stephen Chow, Hong Kong / Cina)
Il nuovo film di Chow è un minore e nonostante tutto resta un blockbuster intelligentissimo e di alta classe. Campione di incassi assoluto in Cina.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

-Shin Godzilla (Anno Hideaki, Higuchi Shinji, Giappone)
Godzilla è tornato. Quello vero. Un film traumatizzante. Il miglior Godzilla da quello del 1954.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Crosscurrent (Yang Chao, Cina)
Un film straordinario che ripulice gli occhi e stimola il cervello. Un’opera produttiva di rarissima caratura.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

-Miss Hokusai (Hara Keiichi , Giappone)
In un anno di grande animazione sia di qualità (The Boy and the Beast), che di enorme successo di pubblico (Your Name), che di forte impatto sociale (Seoul Station) Miss Hokusai ci ha affascinato per la sua maturità e spessore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

-The Handmaiden (Park Chan-wook, Corea del Sud)
Park sorprende con un film erotico decisamentre ardito toccando note inedite del proprio cinema con la classe che da sempre lo contraddistingue.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

-Train to Busan (Yeon Sang-ho, Corea del Sud)
La grande sorpresa dell’anno da un regista noto per i suoi capolavori animati. Uno zombie movie pacato e raffinato. Ha cavalcato la nostra attenzione fino all’uscita di…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

-I Am a Hero (Sato Shinsuke, Giappone)
Uno degli horror dell’anno, e uno zombie movie radicale e particolarmente originale. Tratto da un fortunato manga. Altra sorpresa totalmente imprevista.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

-Raqhav 2.0 (Anurag Kashyap, India)
Da un’India particolarmente in fermento, un thriller dolorosissimo e spietato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Three (Johnnie To, Hong Kong)
Johnnie To torna al noir con una visione totalmente innovativa e solare. Non un film perfetto, ma grande cinema. E non solo per quella sequenza balistica che -di nuovo- fa la storia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

-Himeanole (Yoshida Keisuke , Giappone)
Un piccolo film ma con una cesura centrale sconvolgente. La classica commediola nerd giapponese che muta in un thriller splatter.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

-Mountain Cry (Larry Yang Zi, Cina)
Anche quest’anno la Cina ha offerto alcuni titoli particolarmente rilevanti all’interno del cinema d’autore. Mountain Cry non è forse il migliore ma è una grossa fetta di cinema.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Creepy (Kurosawa Kiyoshi, Giappone)
Il re dell’horror è tornato con un titolo narrativamente meno esaltante ma tecnicamente impressionante.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Altri film degni di nota o acclamati:
-The Assassin (Hou Hsiao-Hsien)
-After the Storm (Koreeda Hirokazu)
-Yourself and Yours (Hong Sang-soo)
-Cemetery of Splendour (Apichatpong Weerasethakul)
-Your Name (Shinkai Makoto)
-The Wailing (Na Hong-jin)
-Kaili Blues (Gan Bi)
-Wazir (Bejoy Nambiar)
-Trivisa (Jevons Au, Vicky Wong Wai-Kit, Frank Hui)
-Swords Master (Derek Yee)

Premio fotografia: ex aequo Creepy / Crosscurrent

Coreografo marziale dell’anno: Sammo Hung (My Beloved Bodyguard, The Monkey King 2 e Call of Heroes)

Premio miglior attore: Nawazuddin Siddiqui (Raqhav 2.0)

Attrici da tenere d’occhio: Rina Ohta (Terra Formars), Tina Tamashiro (Sadako VS Kayako)

Premio attore in ruolo sorprendente: Louis Koo (Call of Heroes)

Premio sequenze automobilistiche: Cold War 2 ex aequo con Operation Mekong

Premio titoli di testa epici: My Beloved Bodyguard

Premio super scemenza: From Vegas to Macau III / Mission Milano

Premio esagerazioni da blockbuster: League of Gods e The Monkey King 2

Il peggio: The Chinese Odyssey: Part Three, Ten Years, Mai-Chan’s Daily Life, Time Riders

Il crossover più delirante e improbabile: Sadako VS Kayako

Serie imprevista: Kamen Rider Amazons

Il film più sottovalutato: Sword Master

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