Guida al cinema coreano contemporaneo [A – livello base]


Questa lista è per chi vuole avvicinarsi al cinema coreano del presente, magari dopo aver visto casualmente film come Parasite o qualcosa di Park Chan-wook. Sono solo film estremamente popolari, di grande intrattenimento, di facile accesso, e tutti acclamati sia dal pubblico che dalla critica. Insomma, garantiamo sulla loro bellezza e siamo sicuri vi piaceranno. Sono tutti posteriori all’anno 2000, anno (o periodo) in cui in Corea del Sud si è verificata una sorta di rinascita e rinnovamento del cinema locale che ha rivoluzionato l’industria rendendola competitiva come lo è oggi. Sono trasversali ai generi, e sono di livello base. In una futura lista, segnaleremo altri titoli più complessi o più d’autore o comunque significativi nella rinascita del cinema locale. Molti sono facilmente reperibili e editi anche in Italia. Abbiamo fatto una cernita pescando una media tra facilità di visione, reperibilità, rappresentabilità, generi diversi.

-Castaway on the Moon (Lee Hae-jun, 2009) Irresistibile vicenda di un naufrago nel fiume al centro di Seoul. E mille altre cose, personaggi indimenticabili, avventura e sentimenti.

Welcome in Dongmakgol (Park Kwang-hyun, 2005) C’è di tutto in questa folgorante e surreale epopea bellica pacifista ambientata negli anni ’50. Non perdetelo!

-My Sassy Girl (Kwak Jae-yong, 2001) Fa piegare dalle risate questa storia d’amore esagerata e sopra le righe. Non ve ne pentirete. Campione di incassi in patria.

-Save the Green Planet! (Jang Joon-hwan, 2003) Resterete a bocca aperta davanti ad una cosa del genere che sicuramente non avete mai visto. Commedia di fantascienza delirante e di classe.

Burning – L’Amore Brucia (Lee Chang-dong, 2018) Sicuramente l’avrete visto, se non l’avete fatto, fatelo. E’ un capolavoro, ha fatto capolino anche in Italia, è cinema d’autore ma tratto da Murakami, mediamente accessibile. Se poi vi è piaciuto recuperate altri film del regista come Peppermint Candy (2000) e Oasis (2002).

Ferro 3 – La Casa Vuota (Kim Ki-duk, 2004) Il film più facile del regista, acclamato a Venezia, è anche il suo film più dolce (l’unico?). Un buon modo per avvicinarsi ad un grande maestro e poi, eventualmente, passare ai suoi film più traumatizzanti.

-Sunny (Kang Hyeong-cheol, 2011) Questo è un film strano ma ha alcune sequenze che non vi usciranno più di testa. Due archi temporali, bullette che litigano tra loro durante gli scontri in piazza con una colonna sonora memorabile e anche belle manciate di lacrime. Un pasto completo.

-A Moment to Remember (Lee Jae-han, 2004) IL signor melodramma coreano che non lascia scampo e inanella una inestricabile catena di colpi bassi e sfortune che vi trascineranno in un fiume di lacrime.

-New World (Park Hoon-jung, 2013) Sorta di arrivo e ripartenza per il noir coreano; ottimamente scritto, violento, spietato, disperato, un colpo allo stomaco.

R-Point (Kong Su-chang, 2004) Un horror a rappresentanza di grandi titoli prodotti in loco. Inusuale fusione tra horror e film bellico, alta tensione e ottima profusione di spaventi.

-The Terror Live (Kim Byeong-Woo, 2013) Originale thriller catastrofico ambientato in un unico ambiente, ad alto tasso di tensione.

-The City of Violence (Ryoo Seung-wan, 2006) Super action marziale urbano cupo, che strizza l’occhio sia al cinema di Hong Kong che a quello americano. Se vi piace potete anche recuperare un altro action del regista, Arahan.

-My Wife is a Gangster (Jo Jin-kyu, 2001) Ottima azione e commedia che all’epoca ci divertì molto, film di svolta, di ottimo successo.

-The Villainess (Jung Byung-gil, 2017) Ancora azione al femminile ma più moderna e baciata dalle nuove tecnologie. Una furia che quasi non ci si crede.

-Aachi & Ssipak (Jo Beom-jin, 2006) La Corea funziona bene anche nel cinema d’animazione. Citiamo un titolo facile a rappresentanza. Ma che titolo, il delirio allo stato puro.

REGISTI

Park Chan-wook. Probabilmente conoscete la trilogia della vendetta (Mr. Vendetta (2002), Old Boy (2003) e Lady Vendetta (2005)). Se non la conoscete, guardateli tutti, sono tutti film straordinari. Andate in ordine anche se non sono legati tra loro. Il nostro preferito è Lady Vendetta, visto al Festival di Venezia, ma Old Boy è giustamente il più noto, accessibile e acclamato. Se gradite, recuperate del regista anche l’antecedente Joint Security Area, intensissimo film avanti nei tempi sul conflitto tra le due Coree.

Kim Ji-woon. Tutti i suoi primi film sono divertentissimi: The Quiet Family (1998, di cui Mike Takashi ha diretto un remake con The Happiness of the Katakuris), The Foul King (2000), l’interessante noir stilizzato Bittersweet Life (2005). Ha inoltre diretto un inusuale western “leoniano”, il furioso Il Buono, il Matto, il Cattivo (2008). Imperdibile il suo thriller I Saw the Devil (alert, è violentissimo).

Bong Joon-ho. Ok, avete visto Parasite e vi è piaciuto. Ora dello stesso regista recuperate il thriller Memories of Murder (il suo film migliore, probabilmente, edito in Italia come Memorie di un Assassino), il monster movie The Host e il dramma Madre.

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