Guida all’action balistico hongkonghese [A – livello base]


Da metà anni ’80, Hong Kong è divenuto la patria di una nuova forma di azione urbana, fatta di gangster, triadi, poliziotti, armi da fuoco, esplosioni, azione coreografata magistralmente, commistioni, melodramma. Un genere che in breve ha influenzato prima tutta l’Asia e poi il resto del mondo, divenendo base stilistica per classici come Matrix, John Wick, Léon, C’era una Volta in Messico, Hot Fuzz e decine di altri, fino ad oggi. A fine anni ’90 con la “vacanza” a Hollywood dei maggiori attori, registi e coreografi locali, tutto questo si è accentuato ancora di più. I titoli (e gli autori) sono tantissimi, tali da occupare più liste. In questa di primo livello citeremo i film fondanti o i casi più eclatanti, dando appuntamento ad una seconda. Sappiamo che mancano nomi e titoli, li citeremo tutti pian piano ma andiamo per gradi, questo è il perfetto antipasto cronologico. Preparatevi all’azione come non l’avete mai vista. Un cinema totalmente incredibile, vitale, originalissimo.

Police Story (Jackie Chan, 1985) Primo capitolo della saga, straordinario, fondamentale anche se leggermente fuori tema, ancora vincolato all’arte marziale come attrazione principale.

-La trilogia di A Better Tomorrow (1986-1989). Dal primo film di John Woo nasce tutto. Nel secondo le coreografie di Ching Siu-tung spingono al rialzo lo stile che verrà, a livelli ancora oggi impensabili. Nel terzo Tsui Hark prende in mano la regia, demolisce l’epica maschile dei gangster che si era formata e dirige un melodramma storico struggente.

Angel (Gli Angeli della Morte, Teresa Woo, 1986) Uno dei pionieri, con altri titoli che segnaleremo, della variabile del genere al femminile. Primo capitolo di una fortunata saga.

City on Fire (Ringo Lam, 1987) Dal maestro, il noir che ha ispirato Le Iene di Quentin Tarantino.

My Heart is That Eternal Rose (Patrick Tam, 1987) Con uno stile tutto personale il maestro del montaggio dirige un noir melodrammatico intensissimo con un finale assolutamente incredibile.

As Tears Go By (Wong Kar-wai, 1988) L’esordio di Wong Kar-wai (Hong Kong Express, In the Mood for Love), con Andy Lau e Maggie Cheung

God of Gamblers (Wong Jing, 1999) Il film folle della selezione, è quello di riferimento per capire a che livello il cinema di Hong Kong medio era giunto. Di titoli così ne citeremo a tonnellate nelle successive liste.

A Moment of Romance (Benny Chan, 1990) Altro titolo romantico, intenso, di transizione, dal regista di The White Storm (2013)

Full Contact (Ringo Lam, 1992) Il regista, con piglio fumettistico, raggiunge il suo picco di funambolismo e follia, con un cast stellare.

Crime Story (Kirk Wong, 1993) Un solo titolo a rappresentante della carriera del regista che ha diretto un buon numero di classici.

Return to a Better Tomorrow (Wong Jing, 1994) Wong Jing si cala nel filone puntando come sempre al rialzo e agli eccessi. Il film non è legato alla nota saga nonostante il titolo anglofono.

A Hero Never Dies (Johnnie To, 1999) Hong Kong torna alla Cina e To cambia tutte le carte in tavola, porta pacatezza, eleganza, dolore, destino in questo indimenticabile capolavoro.

Bullets over Summer (Wilson Yip, 1999) Seguendo la strada inaugurata da To, il regista di Ip Man dirige il suo film migliore.

Time and Tide (Tsui Hark, 2000) Tsui invece decide di nuovo di distruggere tutto quello che aveva creato ma anziché seguire la strada a sottrarre presa da To, realizza il film più eccessivo del genere.

Infernal Affairs (Andrew Lau Wai-Keung, Alan Mak Siu-Fai, 2002) Questa trilogia fissa definitivamente le nuove regole del mercato e dello stile, segnando idealmente la fine di un ventennio glorioso e conquistando il pubblico occidentale (di questo film ha diretto un remake Martin Scorsese con The Departed).

Love Battlefield (Soi Cheang, 2004) Il futuro regista della saga di The Monkey King, dirige alcuni film di fortissima resa emotiva, tra cui questo.

Sha Po Lang (Wilson Yip, 2005) Ultimo tentativo fortunato di guardare al passato con la consapevolezza del presente.

Triangle (Tsui Hark, Johnnie To Kei-Fung, Ringo Lam Ling-Tung, 2007) Tre maestri del genere per realizzare il primo film in assoluto con lo stile del cadavre exquis, un pezzo a testa senza sapere cosa avrebbero fatto gli altri.

The White Storm (Benny Chan Muk-Sing, 2013) Chan dirige un film di maniera che ripete il passato fedelmente, ma con le tecnologie del presente.

 

Con questi film comincerete ad avere dimestichezza con lo stile, con i modi inventati di costruire l’azione (e il meraviglioso in generale) ad Hong Kong, con alcuni registi, coreografi e soprattutto attori (Chow Yun-fat, Simon Yam, Anthony Wong, in primis). Seguiteci nella prossima lista di secondo livello in cui vi parleremo di decine di altri fondamentali. In una terza toccherà a cloni, derive, ibridi e follie incredibili.

 

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