Sushi Typhoon


Un decennio di sangue
La genesi del fenomeno

Ci sono cose apprezzabili del nuovo cinema gomma-splatter giapponese, come per esempio la non rassegnazione a quello che predicano i suoi molteplici detrattori, le cui schiere si accrescono di produzione in produzione. D’altra parte è facile per lo spettatore di cinema asiatico minimamente smaliziato sparare a zero su prodotti che un decennio prima ne avrebbero fatto la gioia, dato che dentro questi film vi sono talmente tanti elementi già visti provenienti dalla sfera del V-Cinema più classico e che vengono semplicemente portati al parossismo più sfrenato da tutti questi nuovi registi della scuderia Nikkatsu. Spesso però sfociano in uno stile grafico, almeno questo si può dire, senza alcun precedente nella storia del cinema fatto di eccessi che mescolano sangue, sesso, armi, follia, depravazione e mutilazioni/modificazioni del corpo.

Certo la differenza tra i protagonisti di oggi e quelli di ieri è spesso sostanziale. Non si può certo dire di Iguchi Noboru (The Machine Girl, RoboGeisha) che sia minimamente accostabile al Miike Takashi del periodo V-Cinema, così come non si può nemmeno dire che un Nishimura Yoshihiro  (Tokyo Gore Police, Helldriver) lo sia ad uno Tsukamoto Shinya (Tetsuo) di cui  è ovvio discendente già dall’esordio (Anatomia Extinction). In mezzo a questi si sarebbe tentati di usare come trait d’union una vecchia leva come Tomomatsu Naoyuki, autore di un piccolo gioiellino come Stacy: Attack of the Schoolgirl Zombies, certamente influente su questo moderno cinema e non a caso co-regista con Nishimura di Vampire Girl vs Frankenstein Girl, ma sarebbe una evidente forzatura di una naturale evoluzione del cinema horror dell’ultimo decennio che si vuole cercare di tracciare in questa sede.

La riprova che il continuo buttare carne al fuoco è in qualche modo utile alla vitalità di questo cinema è dato dall’incremento esponenziale delle collaborazioni interne ed esterne: Entrano dentro alle produzioni attuali personaggi acclamati come Sono Sion (Cold Fish), mentre si annuncia l’arrivo di calibri ancora più grossi come lo stesso Miike. Sembra quindi doveroso documentare a questo punto la prolificità della nuova casa di produzione Sushi Typhoon e delle persone che vi ruotano attorno cercando di farvi un po’ di ordine, quindi parlando di registi, effettisti, attori e stunts come  Iguchi Noboro, Nishimura Yoshihiro, Sakaguchi Tak, Yamaguchi  Yudai, Tomomatsu Naoyuki, Sion Sono, Asami e Izumi Cay, proponendo per quest’ultima una intervista esclusiva che chiude diverse lacune conoscitive verso certe produzioni.

Se si dovesse tracciare uno storico di queste produzioni e capire come si è arrivati ad avere una branca della Nikkatsu, la Sushi Typhoon per l’appunto, gestita dai nostri bisogna probabilmente partire da Versus di Kitamura Ryuhei. L’anno 2011 segna infatti il decennale dell’uscita del film in questione in cui esordiva quel Sakaguchi Tak esperto di arti marziali e proveniente proprio dall’ambito dei circuiti di streetfighting giapponese. Nelle sue innumerevoli versioni (dal diverso minutaggio e dal diverso montato) proposte dall’impavido regista, pur non diventando mai un film memorabile, rappresenta allo stesso tempo un documento importante e significativo per l’evoluzione di un genere. L’affermazione può essere corroborata con vari fatti. Prima di tutto l’inaspettato successo della pellicola ha portato Kitamura ad essere ingaggiato per progetti al di là delle sue capacità: in patria col malriuscito e anomalo Godzilla Final Wars e all’estero con il prolisso e ingenuo Midnight Meat Train, che nonostante tutto rappresenta il suo parto migliore al giorno d’oggi. Altro motivo per ritenere Versus storicamente importante è stata la sua capacità di portar fuori dal sottobosco delle produzioni video giapponesi tutta una serie di cineasti e addetti ai lavori, anche se è probabilmente più corretto parlare dei soggetti e delle idee provenienti da quei remoti e oscuri angoli della produzione nipponica.

Mentre la parabola di Miike Takashi è  stata del tutto personale, partito dal video, ha poi adattato le sue idee al grande schermo per poi stabilizzarsi in quello che è il suo odierno stile asciutto e rigoroso di tradurre le storie in pellicola, si può a ragione parlare di un vero e proprio flusso parallelo ed indipendente dal V-cinema al grande schermo nel caso di altri registi. Dopo Versus Kitamura produce infatti un altro film assurdo e completamente fuori di testa che è l’esordio di Yamaguchi Yudai (Battlefield Baseball) dove la parte del protagonista è sempre del buon Sakaguchi Tak. Il film è assolutamente informe, talmente ingenuo da suscitare umana simpatia e così ripetitivo nella sua follia da risultare noioso. Eppure con Yamaguchi si parla di un regista di tutt’altra fattura e le pecche sono probabilmente attribuibili ad un suo esordio troppo acerbo. Di tutt’altra pasta è nei fatti il suo successivo adattamento di Cro-Martie High School (Cromartie High – The Movie), celebre manga poi divenuto anime di culto sia in patria che negli USA. Le risate si sprecano perché lo stile del regista si adatta bene alla comicità di grana grossa della storia e tutto fila liscio nella sua totale esagerazione. La crescita è esponenziale e viene confermata dai film successivi tra cui gli ottimi Meatball Machine e Tamami – The baby’s curse, che altro non è che l’adattamento di un manga del re dell’orrore nipponico Umezu Kazuo, fatto con un occhio di riguardo ai classici dell’orrore di casa nostra a firma Argento e Fulci.

Sul primo di questi due film vale la pena tornare visto che da una parte vede la collaborazione di Yamaguchi con uno dei più grandi esponenti del Tokusatsu moderno, Amemiya Keita al character design, forse attirato anche lui dalla forza  trascinante di questi giovani registi, e dall’altra Nishimura Yoshihiro alla direzione del reparto effetti speciali. Il film in sé è un piacevole omaggio al sottogenere tutto giapponese della modifica metallica del corpo iniziato anni fa da un certo Shinya Tsukamoto, anche lui all’epoca indipendente, giovane e senza paura di offendere, con il suo Tetsuo. Ovviamente il film non è assolutamente paragonabile al capolavoro del maestro del cyberpunk nipponico, ma ne offre una curiosa variante melodrammatica che vale assolutamente la pena vedere.

Pur non trattandosi dell’esordio di Nishimura al reparto effetti speciali, suoi anche quelli di film celebri dell’horror giapponese moderno come Suicide Club e Blind Beast vs Killer Dwarf, si può dire che questa pellicola rappresenti per lui un punto di volta. Da questo momento in poi, in coppia con Iguchi Noboru, salta sul treno dell’esagerazione ben deciso a non scendere alla prima stazione. Il maltrattato Iguchi da par suo sale inizialmente alle cronache occidentali per Manji, film erotico (invisibile al giorno d’oggi) tratto da una novella di Tanizaki. La storia vanta anche altri due omonimi adattamenti (1964, 1983) di cui il più vecchio e celebre tra gli appassionati arrivò anche in Italia con il titolo de La casa degli amori particolari. Dell’importantissimo autore  nipponico è probabilmente giusto ricordare che in passato ispirò anche il nostrano Tinto Brass per un suo film (La Chiave).

Nella realtà il paffuto Iguchi era in patria  un personaggio di culto sotterraneo ben prima di questo film per merito della sua lunga carriera di regista di AV associata ad una parallela vita da scrittore e attore. Definirlo eclettico non è certamente errato, ma finì per stupire il mondo sin dall’esplosivo trailer della sua creatura nata in collaborazione con Nishimura: The Machine Girl. Il promo del film fa il suo esordio a dicembre del 2007 e subito rimbalza sulla rete da un sito all’altro. Tutti aspettano il film e la quasi totalità ne viene altamente delusa.

C’è sangue, c’è esagerazione, c’è sesso, ma manca assolutamente il ritmo. Come facilmente pronosticabile il gioco all’accumulo di follie risulta fine a sé stesso e tutto quello che rimane dura giusto quell’attimo speso in ammirazione di quelle interessanti idee sparpagliate ovunque. Da segnalare comunque la presenza di Asami, ex-pornostar convertita al cinema di genere che è una sorta di feticcio delle produzioni della casa giapponese e sarà costantemente presente nella gran parte delle altre produzioni.

Subito dopo l’exploit e grazie anche all’ampia ricezione del pubblico, appena finito di girare The Machine Girl, è Nishimura a trovare i fondi e a mettersi dietro la macchina da presa per girare il suo Tokyo Gore Police. Il nuovo film, uscito praticamente a ridosso del film di Iguchi e rielaborato da un corto girato sempre da Nishimura, è una sarabanda di tutte le sue folle creazioni. Anche questa volta si è di fronte ad un informe pasticcio cinematografico. Molte cose buttate dentro alla rinfusa senza alcun criterio e la sensazione è che, nonostante l’impatto grafico e tante trovate visive molto felici, vi sia davvero poca sostanza nel comparto regia da parte del bravo effettista.

Ed è un vero peccato perché le creature fatte con patchwork di materiale organico sono davvero notevoli e sembrano uscite dai peggiori incubi di David Cronenberg, Clive Barker o il conterraneo Ito Junji. Tra queste spicca proprio la ragazza cane, sorta di incubo sadomaso con maschera anti-gas, a cui gli arti son stati sostituti con affilatissime spade. Ad interpretarla Izumi Cay che certamente non difetta di doti atletiche vista la sua primaria attività di poledancer e ballerina e che rappresenta un’altra delle presenze costanti delle produzioni Sushi Typhoon al pari di Asami. Spesso verrà relegata in ruoli minori, ma significativamente atletici e impressionanti, proprio per la sua versatilità.

Tokyo Gore Police nasce da differenti alchimie. Un po’ dalle pressioni dell’americana Media Blasters su Nishimura per girare un film durante la lavorazione stessa di The Machine Girl, un po’ per l’iniezione di soldi della Nikkatsu che aveva fiutato l’affare delle pre-vendite per il mercato americano come un’ottima spinta per rilanciarsi nel cinema di genere che aveva fatto le sue fortune. Da aggiungere che l’atteggiamento è proprio quello di non buttare nulla e prova ne sono gli ibridi tra spin off e ri-montaggio di materiale avanzato che sono i due brevi venuti fuori da The Machine Girl e da Tokyo Gore Police ovvero Shyness Machine Girl e 63 Minutes Later.

E’ praticamente da questo punto in poi che nasce la branca Sushi Typhoon dedicata al nuovo cinema estremo della Nikkatsu, ma i tempi della crew sono così veloci che c’è anche il tempo di tirar fuori altri film al di fuori del marchio prima dell’inaugurazione ufficiale. Sakaguchi nel 2008 tira fuori Be a Man! Samurai School tratto da un famosissimo manga, nonché serie televisiva, e Yoroi: The Samurai Zombie scritto da Kitamura e talmente grezzo e immediato da essere persino interessante. L’anno dopo invece vien fuori il brutto RoboGeisha di Iguchi, con effetti speciali digitali brutti e al di sotto della soglia minima, risollevato appena dalla fantastica coppia di donne Tengu guerriere interpretate da Asami  e Izumi Cay.  Sempre nello stesso anno è tempo per la collaborazione tra Nishimura Yoshihiro e Tomomatsu Naoyuki che con il suo cult Stacy: Attack of the Schoolgirl Zombies è probabilmente un padre ispiratore per tutti. La sua mano si sente e infonde quel valore aggiunto che innalza il loro Vampire Girl vs Frankenstein Girl al di sopra degli altri film.

Dentro la nuova casa di produzione confluiscono non solo tutti i registi citati finora, ma anche diversi addetti ai lavori. Nel solo 2010 vengono fuori tre film. A maggio Mutant Girls Squad, film a tre tronconi diretti rispettivamente da Sakaguchi Tak, Iguchi Noboru e Nishimura Yoshihiro. A luglio arriva Ninja Contro Alieni girato da Chiba Seiji e con coreografie marziali di Shimomura Yuji che conta nel suo curriculum, oltre al già citato Versus, la regia di un’altra follia di questi anni intitolata Death Trance. Infine a settembre viene presentato a Venezia Cold Fish, il prodotto più pregiato della produzione attuale che si avvale della regia di Sono Sion, mentre resta la curiosità verso la già annunciata collaborazione con Miike Takashi.

D’altra parte si può timidamente dire che questo marasma stia finalmente concretizzando in parte alcune delle cose buone che si intravedevano. Nel 2011 si può parlare di prime tracce di maturità con pellicole che mantengono in buona parte quanto promesso nella promozione. Tre nuovi film tra cui il remake di un classico del Tokusatsu (Karate Robo Zaborgar) anni ’70 per Iguchi, uno zombie movie (Helldriver) deragliante e delirante per Nishimura e un adattamento da un manga del maestro Ishikawa Ken (Yakuza Weapon) diretto a quattro mani da Sakaguchi e Yamaguchi. Questi ultimi non paghi dell’ultimo lavoro, hanno girato quasi contemporaneamente quello che si annuncia come una sorta di sequel o remake del loro folle primo film girato assieme sul baseball: Dead ball. Non vi è la Nikkatsu, ma la Toei invece al banco di produzione per Tomie: Unlimited, ottavo film per il cinema dedicato alla fortunata ragazzina che continua a tornare dalla morte creata da Ito Junji, che verrà diretto da Iguchi, messo stavolta di fronte ad una prova decisamente importante.

In conclusione si spera di aver tratteggiato la genesi di questo nuovo fenomeno del cinema giapponese in maniera abbastanza esauriente evidenziando i giusti incroci e le sovrapposizioni dei destini dei protagonisti. Soprattutto l’intento era quello di mostrare una certa continuità tra il v-cinema di altri tempi con questo nuovo cinema. Come se un fiume sotterraneo ed impetuoso fuoriuscisse improvvisamente dal terreno questo nuovo blocco di registi si è imposto nel bene o nel male all’attenzione degli appassionati e ci è sembrato perciò corretto analizzarne la storia. Ovviamente non si possono ignorare altri film usciti in questi anni che sono direttamente accostabili a questi (Onechanbara, Psycho Gothic Lolita, Samurai Princess), ma non vi è purtroppo tutto lo spazio necessario ad approfondire tutte le correlazioni tra produzioni più periferiche e non direttamente correlate a quelle di questo gruppo di registi. Sarebbe infatti improbo stare a definire tutte le trame sotterranee e ci si riempirebbe un altro speciale, ma al riguardo abbiamo sentito il parere di uno dei registi di queste produzioni collaterali: Kaji Kengo. Per ragioni similari si è voluto  spendere del tempo anche sui film ad episodi (An Encyclopedia of Unconventional Women e Ten Nights of Dream) o sulle produzioni televisive (The Ancient Dogoo Girl) in cui molte delle persone citate hanno preso parte con diverso ruolo e peso specifico.

Le filmografie che seguono non sono complete, ma volte solo ad evidenziare i raccordi e gli incroci tra i diversi protagonisti dell’universo Sushi Typhoon.

 

Iguchi Noboru

Cat Eyed Boy

Manji

Sukeban Boy

The Machine Girl

Shyness Machine Girl

RoboGeisha

Mutant Girls Squad

Karate Robo Zaborgar

Tomie: Unlimited

Zombie Ass: Toilet of the Dead

Dead Sushi

Nishimura Yoshihiro

Anatomia Extinction

Blind Beast vs Killer Dwarf  (fx)

Suicide Club (fx)

Noriko’s Dinner Table (fx)

Meatball Machine (fx)

Speakerman: The Boo

Strange Circus (fx)

Sukeban Boy (fx)

The Machine Girl (fx)

Tokyo Gore Police

63 Minutes Later

Shyness Machine Girl (fx)

Hard Revenge Milly (fx)

Hard Revenge Milly: Bloody Battle (fx)

RoboGeisha (fx)

Vampire Girl vs Frankenstein Girl (fx)

Samurai Princess (fx)

Mutant Girls Squad

Psycho Gothic Lolita (fx)

Yakuza-Busting Girls: Final Death-Ride Battle (fx)

Yakuza-Busting Girls: Duel in Hell (fx)

Tomie: Unlimited (fx)

Helldriver

Dead Sushi (fx)

Yudai Yamaguchi

Versus (Sceneggiatura)

Battlefield Baseball

Cromartie High – The Movie

Meatball Machine

Ten Nights of Dream

Tamami – The Baby’s Curse

Elite Yankee Saburo

An Encyclopedia of Unconventional Women

Yakuza Weapon

Dead Ball

Tak Sakaguchi

Versus

Battlefield Baseball

Azumi

Godzilla Final Wars

Azumi 2: Death or Love

Cromartie High – The Movie

Death Trance

Yo-Yo Girl Cop

Be a Man! Samurai School

Mutant Girls Squad

Yoroi: The Samurai Zombie

An Encyclopedia of Unconventional Women

Yakuza Weapon

Dead Ball

Naoyuki Tomomatsu

Zombie Self-Defense Force

Eat the Schoolgirl – Osaka Telephone Club

Stacy: Attack of the Schoolgirl Zombies

Vampire Girl vs Frankenstein Girl

Maidroid

Maidroid vs Hostroid Gundan

Erotibot

 

 

 

Sono Sion

Suicide Club

Hazard

Noriko’s Dinner Table

Strange Circus

Exte: Hair Extensions

Love Exposure

Cold Fish

Guilty of Romance

Himizu

 

Izumi Cay 

Tokyo Gore Police

63 Minutes Later

RoboGeisha

Vampire Girl vs Frankenstein Girl

Mutant Girls Squad

Yakuza Weapon

Helldriver

Poledancing Boys

 

 

Asami

Sukeban Boy

The Machine Girl

Shyness Machine Girl

Tokyo Gore Police

63 Minutes Later

RoboGeisha

Tamami – The Baby’s Curse

Vampire Girl vs Frankenstein Girl

Mutant Girls Squad

Maidroid vs Hostroid Gundan

Horny House of Horror

Psycho Gothic Lolita

Karate Robo Zaborgar

Yakuza-Busting Girls: Final Death-Ride Battle

Yakuza-Busting Girls: Duel in Hell

Erotibot

Zombie Ass: Toilet of the Dead

Dead Sushi

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