
a cura di Chaoszilla, Mark 3, Himiko, Ameonna
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4: In Corea la pronuncia del numero "4" è molto vicina a quella della parola "morte" ("sa") e quindi ad essa associato. Essendo gli orientali estremamente superstiziosi, è facile intuire come il 4 venga di conseguenza "censurato", tanto che non di rado in ascensore il quarto piano viene indicato con una "F".
In giapponese il numero "4" viene pronunciato "shi" che ha l'identico suono della parola "morte". Tuttavia, "4" puo' essere anche pronunciato "yon" oppure "yo". Cosi', ad esempio, "quattro persone" scritto con gli ideogrammi di "4" + "persona" (nin) non viene mai letto "shinin" ma invece "yonin", questo perche' altrimenti risulterebbe sgradevolmente omofono al termine "shinin" = "shi" (morte) + "nin" (persona) = "morto"! Per le ore della giornata, "le quattro" espresse dai caratteri "4" + "ora" (ji) vengono lette "yoji". E' pero' da notare che in altre parole come "aprile" = "4" + "mese" (gatsu) viene pronunciato "shigatsu" utilizzando proprio la pronuncia "shi".
In Giappone sugli ascensori il quarto piano viene indicato normalmente... Comunque anche li' viene considerato un numero "sfortunato".

Aniki: Fratello o fratello più anziano. All'interno della yakuza viene chiamato "aniki" un membro di rango più elevato.
Anime: Dal termine inglese Animation, gli anime sono i lungometraggi di animazione giapponese sia per la televisione (come le serie) sia per il cinema.
Aswang: Vampiro filippino.

Bacio: In Corea del Sud, quando una coppia si bacia in pubblico, quasi sicuramente significa che la loro relazione è molto seria e che porterà presumibilmente al matrimonio. Inoltre baciarsi è considerata una cosa molto intima e quindi farlo in pubblico non è considerato fine.
Bollywood: La Hollywood Indiana, maggiore produttrice mondiale di film. Nome spesso poco apprezzato dagli stessi indiani, produce film ormai di tutti i generi e stili. La visione classica che si aveva di Bollywood (ma si sta alleggerendo di fronte ad una globalizzazione cinematografica ormai inarrestabile) era quella di film della durata di almeno 3 ore, colmi di colori saturi, pezzi musicali e balletti ottimamente coreografati, melodrammi d'amore tra e oltre le classi sociali.

Cat III: Metodo di classificazione hongkonghese che racchiude (spesso in modo poco pertinente) film i cui contenuti sono solo per adulti, indi vietati ai minori. Col tempo è diventato, soprattutto tra il pubblico occidentale, sinonimo di film contenenti estremi sessuali e violenti, coreografie eccessive, fusione di generi e stili, follia visionaria. Insomma, spesso garanzia di film da vedere per trascorrere una serata folle tra amici.
Cathay: Una delle più storiche case di produzione di Hong Kong, un tempo chiamata M.P. & G.I. (Motion Pictures and General Investment). In lotta contro la Shaw Brothers ha scritto la storia, intensa come un film, del cinema dell'ex colonia.
Chambara: Il nome deriva dal rumore del cozzare delle spade. Genere di spadaccini giapponesi.
C'hi: Conosciuto come Ki in Giappone e Prana in India, il C'hi è il respiro cosmico, il flusso energetico che permea ogni cosa nell'universo e dà vita ad ogni essere. In cinese il termine significa esattamente "energia vitale".
Cinema City: Ogni film un successo. Storica casa di produzione di Hong Kong fondata da Carl Maka, Dean Shek e Raymond Wong, nota (non solo) per la serie Aces Go Places.
Cojorama: Metodo di visione cinematografica in cui nella sala, di fianco o vicini a voi, ci sono un numero elevato (o ridotto, ma ugualmente fastidioso) di elementi il cui unico interesse è mangiare rumorosamente, commentare il film a voce alta (solitamente a sproposito) e rispondere al cellulare compromettendo così la visione nonchè il vostro sistema nervoso.
Cojorama 5.1: Simile al Cojorama ma dotato di un'agguerrita fila di rumorosi spettatori seduta davanti a voi che fa da subwoofer.
Cosplay: "Costume player", ad un occidentale può apparire come una vera e propria carnevalata, ma in realtà è il termine che definisce chi si veste da personaggio di anime o manga. In giappone vi sono numerosi raduni di cosplay, e anche in fiere del fumetto internazionali è facile assistere a qualche contest.
Cucchiaio: In Corea del Sud, accanto alle classiche bacchette (solitamente d'acciaio), per prendere il cibo - costituito frequentemente da minestre e zuppe - viene usato anche un cucchiaio (anch'esso in acciaio).

Durian: Frutto che assomiglia ad una palla da football ma ricoperto di spuntoni accuminati. Spesso usato come arma nelle commedie action di Hong Kong.

Eunuco: Tipico nemico nei film in costume di Hong Kong. Nella Cina Imperiale era un uomo che si sottoponeva volontariamente alla castrazione raggiungendo così elevate posizioni politiche. Nella letteratura e nel cinema fantastico spesso il processo di castrazione donava all'uomo poteri sovrannaturali e potentissimi.

Fat-Si: Esorcisti taoisti, abili esperti di arti marziali e di magie volte al combattere gli Jiangshi.
Feng Shui: letteralmente "vento" e "acqua", il feng shui è l'arte di arredare e creare strutture architettoniche rispettando il naturale movimento dell'energia cosmica, il c'hi, senza crearne ristagni o eccessivi accumuli. Allo stesso tempo il feng shui è la disciplina che permette di creare l'equilibrio tra lo yin e lo yang.
Film Workshop: Storica casa di produzione fondata nel 1984 da Tsui Hark e sua moglie Nansun Shi, responsabile dei più grossi e rivoluzionari successi del cinema di Hong Kong degli anni 80 e 90. Ad essa venne affiancata due anni dopo un'officina di effetti speciali la Cinefex Workshop.

Gambler: Il giocatore d'azzardo, protagonista di un vero e proprio sottofilone del cinema di Hong Kong. Dotati di poteri o esperti del baro, sono continua fonte di ispirazione per i registi dell'ex colonia, Wong Jing su tutti. Film fondamentale, God of Gamblers.
Giri: Riferito specialmente all'ambiente yakuza. "giri" indica il dovere sociale, il dovere che deve essere compiuto anche se sgradevole o non consono ai propri ideali per il superiore dovere del gruppo. Diverso da jingi.
Gurentai: Gang giovanile nata dalle ceneri del dopoguerra giapponese. Terreno fertile per la futura yakuza.
Gwailo: Termine dispregiativo con cui gli hongkonghesi appellano i "diavoli stranieri" ossia gli occidentali.

Haiku: Genere poetico giapponese storicamente fatto risalire al diciassettesimo secolo, come derivato di un'altra forma poetica, il Tanka risalente al quarto secolo. Formato da tre versi in simmetria sillabica 5-7-5, l'haiku è una delle più eleganti ed intense forme di poesia tutt'ora conosciute, nella sua brevità.
Han'gul: L'alfabeto coreano. Diversamente dal cinese e dal giapponese, non è costituito da ideogrammi, ma da vocali (10) e consonanti (14), che vengono associate in sillabe (20) composte dalle due alle quattro lettere. Esistono inoltre quattro registri:
- formale (per mostrare grande rispetto e quando uomini parlano con estranei)
- informale educato (per mostrare rispetto anche se ci si conosce e quando donne e bambini parlano con estranei)
- informale (fra persone che si conoscono bene, ma non intimamente, o fra le quali intercorre una qualche differenza di età)
- intimo (fra fratelli, sposi, amici intimi, coetanei o con i più giovani)
Heroic Bloodshed: Termine coniato dai fanzinari inglesi è nato per definire una sezione del cinema di Hong Kong nata sulla scia dei prodotti di John Woo. Solitamente con questo termine si intendono noir e polizieschi dalla forte componente balistica coreografata e da una illimitata conta di morti.
Hong Kong Film Award: Gli "oscar" hongkonghesi, il premio che nomina i migliori film dell'anno.
Huangmei Diao: Film ispirati ad un'opera artistica di origine popolare che unisce danza, canto, musica e movimenti coreografati. Conobbero un enorme successo negli anni '60 grazie ai capolavori della Cathay e degli Shaw Brothers. Dei cast affiatati di attori, compositori, musicisti e registi (uno su tutti Li Han-hsiang) crearono delle pietre miliari del genere come The Love Eterne o Beyond the Great Wall.

Idoru (Idol): Ragazzine che posano in bikini nelle riviste per soli uomini, spesso cantanti o attrici.

Kaidan Eiga: Film sui fantasmi giapponesi.
Kaiju: O Kaiju Monster, termine usato per descrivere i mostri giganti giapponesi che inciampano sui grattacieli di Tokyo. Master of Ceremony sono Godzilla e Gamera.
Krasue: O Penanggalan. Spettro mitologico asiatico composto da una testa volante con gli organi interni a penzoloni. Protagonista del film omonimo thailandese.

Jiangshi: Vampiri saltellanti tipici del folklore cinese. Film simbolo è Mr. Vampire.
Jidaigeki: Termine che definisce in Giappone un film in costume.
Jingi: Soprattutto riferito all'universo degli yakuza. "jingi" indica la morale, il debito-dovere morale, l'umanita' (nel senso delle virtu' morali che contraddistinguono l'uomo). Un dovere non legato al gruppo sociale cui s'appartiene ma ad una superiore dimensione spirituale. Parzialmente diverso da giri.

Mahjong: Gioco composto da un elevato numero di tessere tipo domino, ognuna raffigurante su una faccia un segno. E' un gioco perennemente protagonista nella vita come nel cinema di Hong Kong. Spesso capita di passare per le vie dell'ex colonia e sentire da dietro una porta provenire il classico rumore "clack clack" di una partita in corso (rumore delle tessere che cozzano mentre si mescolano ad inizio partita). Tra i film che adottano questo gioco ricordiamo Fat Choi Spirit e il recente Kung Fu Mahjong.
Mandarino: Il dialetto ufficiale parlato nella Mainland Cina. Diverso dal cantonese parlato ad Hong Kong
Manga: Il termine manga si fa risalire al grande grande artista giapponese Hokusai che coniò il termine per definire i propri disegni in bianco e nero. A seconda delle varie interpretazioni sta a significare "immagine veloce", "immagine satireggiante", ma anche "disegno come suggerito dall'idea" . Al giorno d'oggi il termine viene utilizzato per definire i fumetti (in giappone) o i fumetti giapponesi (nel resto del mondo).
Martial Art Director: Termine etereo e intercambiabile che definisce il responsabile dei duelli, delle coreografie marziali e delle scene d'azione di un film. A volte le sue mansioni sono così ampie da sostituire in toto il regista. Figura fondamentale in tutto il cinema di arti marziali e wuxia, nonchè nell'heroic bloodshed.
Milky way: Casa di produzione fondata da Johnnie To e Wai Ka-fai che in breve tempo, procacciandosi soldi con commedie più o meno dignitose, è riuscita a rivoluzionare il concetto stesso di noir, mantenendo il vita il cinema di Hong Kong in un periodo in crisi.
Moleitau: Comicità definita "nonsense" incarnata ed esplicitata da Stephen Chow.
Mongkok: Area urbana a nord di Kowloon, nella penisola di Hong Kong, spesso nei film dipinta come crocevia dell'inferno, come in One Nite in Mongkok. E' una zona ampia e pittoresca, frenetica e piena di una brulicante umanità tesa al lavoro intenso e libero.

New Wave: Onda di rinnovamento giunta ad Hong Kong tra la fine degli anni '70 e inizio '80. Registi accomunati dall'aver studiato all'estero e dall'aver debuttato in TV reinventano totalmente il cinema locale, con film rabbiosi, brutali, polemici e postmoderni.
Ninjo Mono: Film sentimentali

Onigiri: Le famossissime polpettine triangolari di riso bollito, avvolte in una foglia d'alga nori, tipico spuntino giapponese. Di solito il ripieno è fatto con pesce crudo o prugne sottaceto.
Opera di Pechino: Arte "teatrale" cinese che coinvolge musica, danza, costumi e arti marziali.
Oooorrraaahhhh: Classico urlo rissoso degli yakuza. Il suono preciso e' "Hora" che poi loro possono storpiare
pronunciandolo "Hooooraaaa", "Horaaa", "Horraaa" e via dicendo. Comunque
si tratta sempre della stessa cosa. E' un'esclamazione e il significato puo' essere il seguente:
1) Suono improvviso emesso per richiamare l'attenzione di qualcuno.
2) Hei!
3) Guarda qua!
4) Eccolo!
5) Su!
6) Visto!
Es. Hora, iku zo! = Hei, arrivo!, Ecco che arrivo!
Ovviamente si puo' esclamare prima di tirare un pugno a qualcuno (lo faceva anche Ken il guerriero!).
E' una parola del giapponese standard e bisogna vedere un po' a seconda della situazione come renderlo in italiano. Comunque gli yakuza parlano uno slang del dialetto di Osaka, quindi chi ha studiato il giapponese standard ha parecchia difficolta' a capirli (anche se quello che usano nei film non e', in genere, cosi' stretto per permettere anche al pubblico che non e' nativo della zona del Kansai di capirli).
In realta', facendo un paragone per assurdo, e' come vedere un film italiano di malavitosi dove tutti parlassero in calabrese o in romanesco.
Inoltre il dialetto di Osaka e' quello che usano quasi tutti i comici e che viene spesso usato nei fumetti comici (come Lamu'; in cui vari personaggi parlano in dialetto!)
Oppà: Nonostante la maggior parte delle volte venga reso nei sottotitoli inglesi con il nome proprio della persona chiamata, oppà significa "fratellone". In Corea del Sud l'etichetta è una cosa molto seria. Ai fratelli minori non è consentito appellarsi ai maggiori chiamandoli col loro nome proprio (mentre l'inverso sì). Hyong, nuna, oppà, onnì (a seconda che sia un maschio o una femmina che chiama un fratello o una sorella) vengono poi utilizzati, con un significato traslato, anche al di fuori dell'ambito familiare, per chiamare amici e amiche più grandi. Spesso le ragazze si riferiscono al loro fidanzato con oppà. Cfr. anche Bad Guy (Kim Ki-duk, 2001), dove le prostitute attirano i potenziali clienti chiamandoli così.
A titolo orientativo, potete fare riferimento a questo schema:
maschio minore -> maschio maggiore = hyong
maschio minore -> femmina maggiore = nuna
femmina minore -> maschio maggiore = oppà
femmina minore -> femmina maggiore = onnì
Otaku: Termine usato per definire i veri e propri feticisti di manga, anime e action figures. In occidente è utilizzato in un'accezione positiva mentre in realtà è un termine dispregiativo in Giappone. Oltretutto le sfumature della parola sono molto più ampie, descrivendo una situazione quasi clinica di individualismo e chiusura totale in attività personali e solitarie.

Pinku: Letteralmente film rosa, termine che rappresenta i film erotici giapponesi dai roman porno della Nikkatsu ad altre produzioni contemporanee ancora numerose. Da non confondere con i film "AV" (Adult Video) che sono i corrispettivi giapponesi dei film pornografici occidentali.
Pontianak: Vampiro femminile del folklore malese.

Ronin: Samurai senza padrone

Sake: Vino di riso
Shaw Brothers: Una storia più incredibile di un film. Una famiglia di fratelli coinvolti in ogni aspetto del mondo del cinema, fondatori di continue case di produzione lungo un secolo di storia trovarono il successo con la Shaw Brothers nonostante eventi avversi e spietati attacchi delle compagnie concorrenti. La storia si alleggerisce sul finale quando il fondatore della casa, Run Run Shaw trova assai remunerativo il mondo della TV. Nota soprattutto per i suoi wuxia e kung fu movie ha dominato il mercato con tutti i generi dai melò alle commedie con particolare menzione per gli sfarzosi Huangmei Diao.
Shojo manga: Manga prodotti per un target prettamente femminile.
Sifu: Nelle ari marziali, e non solo, è un maestro onorevole. In questo modo gli allievi chiamano il proprio maestro.
Soju: Un liquore coreano dolce ricavato principalmente dalle patate, con una gradazione alcolica a circa il 20-25%. Altre bevande alcoliche sono il makkoli (riso fermentato) e il maekju (birra).

Taiyozoku Eiga: I film sulla "tribù del sole", un sottofilone alla moda in Giappone negli anni cinquanta inneggianti ad una gioventù frivola e sessualmente emancipata. Un genere in cui eccelleva la Nikkatsu inaugurato dal film Season of the Sun.
Tatami: sono quelle stuoie tipiche con le quali sono pavimentate le case giapponesi, usate anche come unità di misura.
Tempio Shaolin: Tempio mitico del sud della Cina dove i monaci da secolii studiano le arti marziali applicate alla vita di ogni giorno.
Triadi: La mafia cinese, che cura traffici relativi alla droga, prostituzione, usura e gioco d'azzardo. Protagonista di numerosi film di Hong Kong, uno su tutti la saga di Young & Dangeorus.
TVB: La principale televisione di Hong Kong
TV dramas: Fino a qualche anno fa le serie TV orientali raramente uscivano dai confini nazionali. Attualmente, invece, grazie alla diffusione del mercato import e all'accortezza delle case di distribuzione che includono nelle edizioni in DVD anche i sottotitoli inglesi, il fenomeno delle TV series (parlo principalmente della situazione nella Corea del Sud) comincia ad essere esportato anche all'estero. Si tratta mediamente di produzioni finanziate dalle reti televisive, spesso stiracchiate e ripetitive, girate in digitale, ma con attori di richiamo e ben curate. Possono proseguire per poche puntate (2-3) per arrivare fino al centinaio, ma la media delle serie attuali si attesta sui 16-20 episodi.

UFO (The United Filmmakers Organization): Casa di produzione fondata da nomi del calibro di Eric Tsang, Peter Chan, Jacob Cheung, Lee Chi-ngai, e produttrice negli anni '90 di alcuni geniali e innovativi film made in Hong Kong.

V-Cinema: Abbreviazione di video-cinema. Sono dei film "straight to video" che rappresentano un mercato importante in Giappone, caratterizzati da piccole produzioni, budget molto bassi, spesso realizzati in estrema fretta. I temi ricorrenti sono il sesso, la violenza e l'azione, spesso storie di yakuza con qualche star del genere come Riki Takeuchi o Tomoroo Taguchi.
VCD: Video Compact Disc. Il formato video più diffuso da sempre in Cina ed Hong Kong. Il film è suddiviso sempre in due dischi (capienza di due normali CD), spesso in due lingue (mandarino e cantonese), possiede la qualità video circa di una VHS, è molto economico ed è leggibile da praticamente tutti i lettori DVD.

Yakuza: Gangster, la mafia giapponese. Il nome deriva da una mano perdente di un noto gioco di carte, otto (ya), nove (ku) e tre (za).
Yin/Yang: Principi fondamentali della tradizione cinese, sono rispettivamente l'essenza femminile (principio lunare e passivo) e quella maschile (principio solare e attivo). Rappresentano gli opposti che danno origine alla vita e regolano l'universo, e uno squilibrio tra i due può creare problemi sia nel fisico che nell'ambiente.
Yubitsume: Il rito in cui ci si tagliano le falangi del mignolo per donarle al superiore verso cui si è mancato di rispetto. Più è grande l'offesa più è lunga la parte di dito tagliata.

Wirework: Metodo di imbragatura e di movimento tramite cavi di acciaio, teso al far compiere agli eroi dei film di arti marziali, balzi e acrobazie mirabolanti. E' un'arte ormai classica con decenni di studio alle spalle. Spesso ogni martial art director ha i propri addetti al wirework di fiducia.
Wisely: Leggendario personaggio di origine letteraria creato da Ni Kuang, protagonista di numerosi film e serie TV e impersonato di volta in volta da Chow Yun-fat (The Seventh Curse), Sam Hui (The Legend of Wisely), Waise Lee (The Cat) e altri.
Women with Guns: Sottofilone del cinema di Hong Kong rappresentato da gruppi di donne sensuali, forti e violente solitamente coinvolte in situazioni oltre l'action. Da qui diversi sottogeneri, virati di commedia, melò, di base sempre permeati di notevoli dosi di arti marziali e heroic bloodshed. Tra le reginette del genere vanno citate Yukari Oshima e Moon Lee. Film simbolo è forse Naked Killer.
Wok: Pentola metallica circolare e profonda usata per cucinare in Cina.
Wuxia: Genere cinematografico hongkonghese caratterizzato da storie in costume, e cavalieri erranti in cerca di vendetta e dalle abilità marziali straordinarie. Spesso di derivazione letteraria.

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