Antica Cina – archeologia sulla via del Tao


Nel terzo mondo culturale che è l’Italia contemporanea, a fronte di un tasso di analfabetismo allarmante e all’interesse pressoché irrilevante nei confronti della lettura fa piacere e provoca una certa eccitazione scoprire ancora sacche di resistenza e progetti culturali degni di nota fare capolino di tanto in tanto nel web, in edizioni cartacee indipendenti o addirittura, come in questo caso, in edicola. Infatti questa Archeo Monografia ha del sorprendente perché si allontana del tutto da quella cosa accattivante che potrebbe apparire come un catalogo fotografico o una semplice guida di viaggio. Si tiene anche a debita distanza da quello che è più noto e risaputo del paese checché in copertina ci sia la Grande Muraglia.
La soluzione dell’enigma è nell’angolo in alto a sinistra della cover che vedete qua sopra a sinistra, ovvero “viaggio nella Cina archeologica” (ma che nel volume che trovate in edicola è mutato in “alla scoperta della Cina antica”). Il volume, infatti, interamente a colori e pieno di buone foto racconta principalmente la storia della Cina stringendola con un laccio ad un percorso parallelo che illustra tutti i progressi artistici e culturali in chiave archeologica. Quindi tutto ciò che si è innalzato lungo la Via della Seta, le capitali, le invasioni, i templi, le architetture, la scultura, i manufatti, i musei mostrando una vivacità, e ampiezza del campo di analisi sopra la media. Il primo elemento che infatti sorprenderà il lettore è quanto materiale c’è da scoprire oltre a quelle due cose che già si conoscono che siano la Città Proibita, La Grande Muraglia, i parchi di Pechino, l’esercito di terracotta e le attrazioni più turistiche. Ne esce fuori una panoramica della Cina enorme e quasi sconvolgente tanto è ampia e soffocante, come se all’improvviso si aprisse una botola sul vuoto sotto ai piedi del lettore. Se già un viaggio a Pechino è capace di lasciare letteralmente a bocca aperta nel muoversi continuamente tra pietre le cui più giovani sono state poste prima della scoperta dell’America, questo volume apre prospettive esponenzialmente più elaborate, dando un senso di scoperta e di ampiezza di viaggio (culturale, mentale, geografico) praticamente infinito.
La struttura del progetto è ottima, si muove in capitoli cronologici, che attraversano le dinastie, ma al contempo legati a zone geografiche e -soprattutto- a temi per quasi 150 pagine fitte; c’è quindi spazio per percorsi attravero le religioni, itinerari particolari verso le vie della seta o del té o dei popoli e delle etnie. Si mostra spesso il senso etereo di termini come “confine” e “paese” nella storia della Cina, si racconta dei vecchi commerci e legami con il Tibet o la sconvolgente e unica multirazzialità in un luogo abnorme in cui convivono pacificamente decine e decine di etnie diverse spesso ognuna con propri costumi, lingue e cultura. Ad uscirne è una visione del tutto sensibilmente diversa da quella propagandata un po’ a senso unico in occidente, fatto che rende ancora più prezioso il volume in questione.
Per chi poi ha occhi per vedere e cervello per capire (o anche semplice volontà), la lettura del passato geografico e politico del paese permette di capire meglio anche il presente e la lontananza di certi atteggiamenti che l’occidente cerca di imporre a contesti cui certi termini e strumenti sono totalmente estranei e quindi inutili, forzati, inconsapevolmente(?) razzisti e bagnati del solito atteggiamento colonialista.
Visto il prezzo e la inedita reperibilità, sicuramente un’ottima lettura consigliata.

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“Si narra che quando il celebre consigliere di Stato Henry Kissinger definì la Cina ‘una terra misteriosa e affascinante’, l’allora premier cinese Zhou Enlai abbai risposto: ‘Quando l’avrà compresa veramente, si accorgerà che in Cina non c’è proprio di nulla di misterioso’!

La lontananza, nello spazio e nel tempo, ha sempre generato miti e leggende intrisi di particolare fascinazione, ma anche di stereotipi e luoghi comuni, difficili da sfatare. Ed è quello che invece vuole fare la nuova Monografia di Archeo, dedicata alle civiltà dell’antica Cina, e suddivisa in otto «vie», partendo dalla via della Seta e proseguendo con le vie del Potere, del Buddhismo, del Culto, dell’Aldilà, dei Popoli, del Tè, per concludere con la via delle Etnie.
Un racconto lungo e articolato che si snoda attraverso tutte le tappe più significative di una parabola millenaria e viene di volta in volta affiancato alla descrizione dei siti, dei monumenti e dei reperti archeologici che sono testimonianza delle molte fasi di vita dell’antica Cina. Dal racconto della scoperta dello straordinario esercito di terracotta alla descrizione delle sorprendenti pitture delle grotte buddhiste di Mogao, dalle mille storie di scambi commerciali e culturali innescati dalla Via della seta a quelle, non meno significative che ebbero come arteria la via del tè, si può comunque cogliere uno degli elementi distintivi più forti della cultura della Cina: il costante desiderio di conservare, pur “innovando”, gli elementi ritenuti alla base dell’identità cinese.

In Cina, l’ideogramma dao, piú comunemente trascritto come tao, esprime il concetto di «Via». Tao è la «Via» per eccellenza, la legge secondo la quale si attua l’universo; è il percorso, fisico, ma anche spirituale, funzionale al raggiungimento di una consapevolezza piú elevata del proprio essere, della vera conoscenza di sé. La «Via» è sinonimo di ordine naturale: un concetto, un’idea presenti in tutte le sfaccettature del pensiero cinese.
Anche questa Monografia di «Archeo», dedicata alle civiltà dell’antica Cina, è suddivisa in otto «vie», partendo dalla via della Seta e proseguendo con le vie del Potere, del Buddhismo, del Culto, dell’Aldilà, dei Popoli, del Tè, per concludere con la via delle Etnie. Otto percorsi attraverso i quali è possibile conoscere il divenire storico e gli elementi fondanti di questo universo lontano e diverso. Itinerari archeologici che, inoltre, possono considerarsi vere e proprie guide da ripercorrere in un futuro viaggio nel grande Paese orientale.

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