Bianco e Nero


Bianco e NeroL’Arte di Combattere

Molto spesso quando si parla di arti marziali, la mente evoca istantaneamente combattimenti, violenza o più fantasticamente, la figura di persone che sanno quasi volare (wuxia docet). Invece questo testo di Davide Ramponi mette in luce cosa sono realmente le arti marziali, anzi “l’arte di combattere”, poichè qualsiasi tecnica e qualsiasi scuola, nonostante le differenze oggettive, si fonda sugli stessi principi.
Questo saggio è scritto in modo molto discorsivo e didattico, e ha il pregio di non voler indottrinare, ma bensì di dare spiegazioni e allo stesso tempo spunti di riflessione su ciò che sono le arti marziali: arti marziali a livello fisico, ma soprattutto, a livello mentale.

Bianco e Nero è, a nostro avviso un testo molto buono sia per chi ha intenzione di praticare le arti marziali, sia per chi le sta praticando da poco tempo, o per chi fa l’errore di vederle solo come una pura disciplina fisica.
Per i primi lettori, infatti, ha la capacità di spiegare cos’è il combattimento, quali sono gli elementi fondamentali nell’attività sportiva e che cosa succede, man mano, nell’interiorità e nel fisico di chi pratica le arti marziali. E’ un testo che invoglia a cercare la scuola più prossima alla propria persona, per poter sia curare e rinforzare il proprio corpo, sia crescere interiormente grazie al superamento del dualismo antitetico puramente occidentale tra mentalità e fisicità.
Allo stesso tempo è un libro di piacevole lettura per chi le pratica, poichè mette in luce degli elementi che a volte si danno per scontati, o che si vivono inconsciamente durante gli allenamenti/combattimenti. Non molti, infatti, sono abituati ad affrontare certe tematiche poichè una buona parte delle scuole che abbiamo in Italia, sono fatte troppo di fitness e troppo poco di equilibrio tra l’allenamento del corpo e quello della “nostra testa”. Oltretutto il continuo riferimento a famosi testi e saggi sia interamente dedicati alle arti marziali, sia di altre discipline (dalla psicologia, alla fisica meccanica) fa stupire pagina dopo pagina, di tanti piccoli (o incredibilmente ignorati) particolari legati a qualsiasi azione, postura o stato d’animo in cui ci si può spesso ritrovare.

Molto interessante soprattutto il capitolo “Il Mondo Interiore” in cui viene analizzato il rapporto tra stimolo e azione, e il valore dell’istinto durante il percorso dell’apprendimento. Questo perchè difficilmente ci si trova riflettere su tutto quello che succede nel nostro cervello dal momento in cui si riceve uno stimolo (negativo o meno) e alla conseguente reazione, quando invece sono dei processi, scientificamente studiati, che avvengono in continuazione influendo tutta la nostra vita.
Poi, soprattutto per chi è digiuno di arti marziali, può risultare molto interessante anche la parte finale in cui si affrontano alcuni principi universali di attacco e difesa (la guardia, le distanze, la tempistica dell’azione), analizzando anche gli errori più comuni che vengono commessi e come risolverli attraverso la comprensione dell’azione e la conoscenza del nostro corpo.
Comunque, complessivamente, è veramente un buon libro, che nonostante i contenuti tecnico/scientifici non stanca e neppure obbliga a quindici letture per capire il senso di un concetto. E’ come una lunga camminata che parte dal nostro cervello, scende attraverso i muscoli e affronta il contendente, per giungere alla consapevolezza di soggetto combattente, di “artista marziale” come definisce i praticanti di queste discipline lo stesso autore. Ma soprattutto, pagina dopo pagina, si percepisce la grande passione e la competenza di Ramponi, nei confronti della materia trattata.
Tuttavia lo sconsigliamo, chiaramente, a chi è alla ricerca di un libro di pura teoria delle arti marziali o del “manuale del perfetto ninja in 7 lezioni”.

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Introduzione dell’autore:

Nella lotta è attraverso il movimento che l’individuo ricerca la perfezione. Nascondendo la propria tecnica nella non-forma, consapevole dell’astrattezza del concetto di “Io”, egli è in grado di andare oltre la mera ombra dell’apparenza e di cogliere l’avversario nella sua essenza più totale. In questo istante l’atleta e l’arte marziale si fondono in una cosa unica: l’Io è il combattimento e viceversa.

Cosa indica questa enigmatica affermazione? Quali segreti si celano dietro l’apparente brutalità di uno scontro fisico? Perché si parla di arte di combattere?

Il concetto di lotta non è necessariamente legato alla controparte fisica, ma può essere inteso anche come una fase dell’essere, uno stato in cui si viene inevitabilmente coinvolti ogniqualvolta si tenti di superare le sfide che la vita di tutti i giorni propone.
L’arte di combattere, attraverso un percorso introspettivo e spirituale, diventa così arte di vivere, consentendoci di affrontare consapevolmente e con equilibrio le cicatrici emotive, i vizi, le limitazioni che più o meno consciamente ostacolano la propria realizzazione.

La prima parte del libro si dedica maggiormente all’aspetto psicologico dello scontro, evidenziando concetti e situazioni che proprio per la loro natura possono avere risultati determinanti ed immediati nell’incontro, ad esempio il controllo delle proprie emozioni, il tipo di reazione istintiva che il cervello ha di fronte a determinati stimoli ( nel caso di finte o mezzi colpi, o colpi particolarmente violenti). Semplicemente vengono individuate situazioni tipiche che, essendo comuni ad ogni tipo di scontro fisico, sono spesso utilizzate nel combattimento psicologico, che come si sa è la base stessa della lotta.

La seconda parte del libro analizza invece quegli aspetti che sono più strettamente legati alla controparte fisica e pratica del combattimento: lo sviluppo di quelle caratteristiche fisiche che ogni atleta migliora con la pratica e l’allenamento ( come ad esempio la forza, la velocità, la potenza, la resistenza, il ritmo e tempismo, la precisione ed il senso del corpo) e quei concetti che, strettamente legati alla fisicità del corpo umano, possono essere comuni ad ogni stile di lotta sia occidentale che orientale, come ad esempio: la posizione di guardia, i tempi, le distanze, le linee d’entrata , l’economia di movimento, la tecnica e la tattica.

Le arti marziali rappresentano sostanzialmente una via per ritrovare sé stessi: superando ogni dettaglio che i diversi stili di lotta propongono e giungendo così ad un’impostazione di base, l’Io, libero da ogni preconcetto e forma mentale acquisita, è in grado di esprimere la vera essenza del movimento nella totale fusione di mente e corpo.

Davide Ramponi

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