Category III – Sexe, Sang et Politique à Hong Kong


Premessa: il libro di cui parliamo è stato accolto all’unanimità con gioia e gaudio perché primo testo interamente dedicato al cinema del CatIII. Falso, era già stato pubblicato in Germania nel 2001 Bloody Asia. Poi ovviamente va detto che il testo in questione era pessimo sotto ogni punto di vista da quello grafico a quello contenutistico.
Category III quindi era stato celebrato come una straordinaria occasione di analisi di un genere hongkonghese che nasceva come semplice “vietato ai minori” e si era poi codificato come (sotto) genere in cui far defluire tutti gli estremi diluiti nella assoluta, libera e cristallina commistione di generi. Solo ad Hong Kong…
L’attesa era inoltre motivata dal nome dell’autore, quel Julien Sévéon di cui avevamo apprezzato le competenze negli articoli e nella cura della zona dedicata all’Asia all’interno del magazine Mad Movies e nella direzione dell’ottimo Mad Asia.
Invece.
Invece senza minimamente polemizzare sulle innegabili competenze dell’autore è la scelta del modo di trattare il tema che lascia abbondantemente a desiderare. Per affrontare un genere che praticamente fa della commistione dei generi la sua base fondante è assolutamente assurdo dividere il volume in capitoli suddivisi appunto per generi. E a sua volta suddividere i capitoli in schede poste in ordine alfabetico. Il risultato finale è che ci si trova con tanti film spagliati e isolati e con l’assenza di una lista cronologica che faccia una cernita esaustiva e completa di tutti i film prodotti. Cosa che sarebbe davvero stata utile da avere sotto mano. Ogni volta bisogna saltare da un capitolo all’altro e navigare in un ordine alfabetico per trovare le informazioni. Un ordine cronologico avrebbe anche giovato alla comprensione delle dinamiche evolutive dello stesso, mentre ogni volta per ogni capitolo si riparte da capo e si va avanti nel “genere”. Ad aggravare la situazione sono i frequenti refusi, lo stile fanzinaro di scrittura pieno di abbreviazioni e sigle, il fissarsi su temi e su interpretazioni arbitrarie spesso diluite e allungate oltremisura, il tono giocoso non necessariamente motivato dai contenuti trattati e alcune domande nelle interviste addirittura imbarazzanti (arriva a chiedere a Billy Tang se Lily Chung si è realmente auto mutilata nella scena della doccia di Red to Kill).
Ogni capitolo ha delle ottime introduzioni e note, ma ad esempio anche le interviste (o le schede di attori e attrici) anziché essere poste in un appendice dedicato sono infilate arbitrariamente all’interno dei capitoli tematici.
Segnalate quelle che personalmente sono enormi pecche che vanno a rovinare macroscopicamente il lavoro globale va detto che a livello di informazioni il volume offre una raccolta di materiali di enorme utilità ed interesse, raro, prezioso e inedito. E graficamente fa gridare al miracolo essendo in formato rivista, cartonato con sovraccoperta, dotato di un’ottima impostazione grafica e pieno di foto a colori di ottima qualità. Nonostante tutti i “difetti” rimane ad oggi un testo unico e fondamentale, magari proibitivo per più motivi (il prezzo? 55 euro. La lingua? Il francese) ma assolutamente imprescindibile e utile. Nell’attesa di un eventuale ulteriore volume che possa ottimizzare meglio un approccio più enciclopedico e rigoroso. Per chi invece volesse un testo “simile” non direttamente dedicato al Categoria III ma solo all’horror e fantastico di Hong Kong consigliamo il bel Spooky Encounters che è anche scritto meglio (ed è in lingua inglese) anche se graficamente povero e Erotismo Infernale (tradotto anche in italiano) votato invece all’estremo giapponese.

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