Chang Cheh – A Memoir


Chang ChehFinalmente Hong Kong ha cominciato a scrivere del proprio cinema, ad archiviare e a stendere una propria storia. Merito dell’“Hong Kong Film Archive” che da anni pubblica cataloghi, testi, libri, spesso in doppia lingua (cinese e inglese). In questo modo si possono così buttare tanti libracci a cui ci siamo dovuti affidare per anni e si può cominciare a leggere una storia più precisa e fedele a quello che è, ma soprattutto è stato, il grande cinema di Hong Kong.

Questo testo è memorabile per chi è interessato all’argomento (e non solo). Dovrebbe essere un testo da fare studiare nelle facoltà, utile ad integrare i carentissimi testi di storia del cinema. Dopo una prefazione scritta da John woo (allievo di Chang Cheh), un’introduzione di Sek Kei e una splendida galleria fotografica in bianco e nero (ogni foto è un gioiello) che mostra il regista nella vita, con i suoi collaboratori, sui set, è lo stesso Chang Cheh a raccontarsi per 150 pagine. Lunghe pagine utilizzate per narrare la sua vita, la sua storia cinematografica e la storia di cinquant’anni di cinema cinese. Polemico, burbero, candido, il regista ci fa vivere un’epoca con una passione e un coinvolgimento straordinario; la sua vita, i generi, gli Shaw Brothers Studios, le tematiche.

Per raggiungere la perfezione, chiudono il libro altre 100 pagine impiegate nella stesura dell’impossibile filmografia del regista (di ogni film viene presentata una lunga e completa scheda), una biografia ridotta, una bibliografia, e un indice dettagliato. Solo la cover è a colori e sulla quarta dominano i protagonisti di The Heroic Ones.

Fondamentale.

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