Diario di Hiroshima


“Se avesse un senso riflettere su quale forma di letteratura sia oggi indispensabile, indispensabile a un uomo che sa e non chiude gli occhi, si dovrebbe dire: eccola, è questa”.

Questa citazione da Elias Canetti è estrapolata dalla postfazione a questa immensa opera letteraria, realmente traumatizzante, ma per questo –forse- da fare leggere in tutte le scuole di ogni ordine, grado e nazione.
L’autore, Michihiko Hachiya era un medico di stanza ad Hiroshima nell’istante in cui gli Stati Uniti sganciarono una bomba atomica, mutando per sempre la storia del mondo e delle guerre tout court. L’uomo sopravvisse miracolosamente insieme alla moglie pur subendo sul suo corpo tutti gli effetti devastanti della “pika” (così venne chiamato l’accecante bagliore della deflagrazione), raggiunse l’ospedale in cui lavorava , uno dei pochi edifici parzialmente rimasti in piedi e fu curato nonostante le sue condizioni apparissero inizialmente disperate. Una volta ripresosi, e tornato al suo lavoro iniziò a scrivere un diario degli eventi, in cui cercava di capire e spiegarsi cosa stesse accadendo, perché i corpi presentassero sintomi così diversi e terribili, mentre l’Imperatore dichiarava la resa e il Giappone si trovava di fronte ad una svolta storica che lo avrebbe mutato per sempre.
La scrittura dell’autore è pura e magistrale, nobile d’animo e di onestà intellettuale propria del popolo giapponese, a volte si muove con tendenza investigativa, unendo racconti di prima e seconda fonte solo al fine di costruire un quadro complessivo dell’evento e ricomporre una realtà del presente di cui nessuno conosceva che frammenti privi di riscontri oggettivi e scientifici. Una lettura coinvolgente ma durissima che non lesina –sia pure in una tendenza che si muove tra il medico e il narrativo accorato- su descrizioni anche crude e durissime degli effetti dell’arma, evocando le migliaia di morti che in pochi minuti si ammassarono sul suolo della città cercando invano una via di fuga.
Un’alta opera letteraria da fare leggere in tutte le scuole. L’edizione SE ha in coda un’appendice iconografica in bianco e nero di 30 pagine.

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