La Bambola e il Robottone – Cultura Pop nel Giappone Contemporaneo


E chi l’avrebbe mai detto che un libro con tale copertina e relativo titolo si sarebbe potuto rivelare come una delle riflessioni più interessanti scritte sulla cultura nipponica mai pubblicate in Italia? Dobbiamo ringraziare quegli amici e colleghi che ce l’hanno consigliato spingendoci ad andare oltre all’approccio iniziale dovuto ai due problemi grafici già citati. E già, perché la raccolta di saggi contenuti nelle 350 intense pagine forniscono spunti di riflessioni assolutamente interessanti e più approfonditi dei quattro pensierini che emergono durante le solite chiacchiere da bar tra appassionati. Il volume ha inoltre il merito di presentare e citare (con chiari riferimenti bibliografici) teorie, teorici e testi stranieri che si sono occupati delle varie problematiche che di volta in volta vengono affrontate. Il volume è così suddiviso in tre sezioni denominate rispettivamente “marinarette”, “mostri”, “tatamizzati”. E ce n’è davvero per tutti i gusti; analisi e teorie sociali delle fanciulle urbane del Sol Levante, le kogyaru, le ganguro e tutte le varie derivate, riflessioni sul “kawaii” e sulle differenze sociali culturali e visive, tra senso dell’infantile e del virile ,trasversale tra cultura orientale e occidentale. Poi il manga amatoriale e i raduni di otaku, il boom horror, i Pokemon e un capitolo sui robot, forse il più utile e interessante per un lettore italiano. L’ultima parte italianocentrica è la meno brillante ma regala comunque alcune riflessioni sicuramente interessanti e niente affatto banali. Nessuna immagine nel testo, a volte se ne può accusare l’assenza, soprattutto per un lettore meno consapevole degli argomenti trattati, ma che lasciano spazio ad un maggiore approfondimento analitico. Un testo quindi che non possiamo fare altro che consigliare a tutti; se tutti i sociologhi e giornalisti italiani lo avessero letto, sicuramente vivremmo in un paese giornalisticamente migliore.

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