Lo Zen e la Cerimonia del Te’


Lo Zen e la Cerimonia del Te'Questo libro (appartenente alla collana “Testi e Documenti” della SE) spesso lo trovate nelle bancarelle a metà prezzo, quindi compratelo. Magari tenetelo lì da parte per un futuro in cui la cultura asiatica sarà penetrata un po’ più a fondo nelle vostre vene, ma prendetelo perché è un’ottima, illuminante lettura. Il testo non è molto facile, sicuro che possa apparire decisamente ostico ad un lettore casuale e forse è più adatto a coloro già in possesso di un’infarinatura di storia e cultura cino-giapponese. Per questi si tratterà di una refrigerante lettura.
Non un romanzo, non un saggio, non un manuale. Cosa allora? Una lunga provocazione culturale di un burbero Kakuzo Okakura, studioso, viaggiatore, docente d’arte, scrittore del secolo scorso. Il pretesto della cerimonia del tè e di tutto quello che da lì si dipana (culto del bello, arte zen, ikebana, pittura, architettura) è utile all’autore per stemperare i tanti luoghi comuni dell’occidente verso l’Asia e per stilettare di tanto in tanto critiche alla nostra grettitudine culturale, dominata dall’annientamento delle tradizioni portato dal cristianesimo prima e dalla moralità forzata e attitudine alla superiorità culturale iniettata dagli Stati Uniti poi.
La suddivisione in capitoli è affidata alla totalità della descrizione delle varie componenti della cerimonia del tè (la stanza, le scuole, l’architettura, il taoismo e lo zen) e da lì si dipana in considerazioni culturali ben più ampie e profonde. Una riflessione complessa sull’arte tout court e su un diverso modo di concepirla e di affrontarla.
Un testo fondamentale per –come direbbe Marzullo- conoscere e conoscersi, pregiato di puntualissime note, una ventina di illustrazioni in bianco e nero e un capitolo finale sull’autore scritto da Everett F. Bleiler (1964, Dover Publications, INC.). Leggetelo e fatene tesoro.

CONDIVIDI: