Lovecraft e il Giappone


letteratura, cinema, manga, anime

Indice generale:

-prefazione
-introduzione
-Lovecraft e la tradizione
-Lovecraft in Giappone
-Sotto il segno di HPL. L’influenza di Lovecraft nel cinema fantastico-horror europeo e americano
-Cosmo e contagio. Tracce di H. P. Lovecraft nel cinema giapponese contemporaneo
-Di segni e sogni. L’influenza di Lovecraft nel fumetto giapponese
-Cultismo e abominio. L’influenza di Lovecraft nel cinema di animazione giapponese
-Conclusioni
-Postilla
-Bibliografia

 

 

 

 

Se nella distribuzione cinematografica l’Italia è incastrata in un ferreo monopolio coloniale, in campo editoriale, seppur con tutte le difficoltà del caso, sembra ci sia una maggiore vivacità e attitudine al rischio.

E avviene anche che possa essere dato alle stampe un testo che non solo parli di un autore fortemente riconosciuto ma che vada a sondarne la propria “presenza” e influenza in un altro territorio lontanissimo da quello di origine.

Lovecraft e il Giappone, come da titolo, lavora nel recuperare un fiume in piena di informazioni da fissare su carta. Lo fa attraverso tanti saggi di autori diversi con il risultato di possedere più anime e stili ma a volte anche casi di ripetizioni dovute alla quantità di informazioni fornite.

Il libro infatti è una raccolta degli atti di un convegno omonimo tenuto nell’edizione numero sette del NipPop di Bologna. E sembra proprio che l’esaustività, una volta tanto, sia ambizione del testo in questione con una ricerca precisa e certosina atta a fornire, di capitolo in capitolo, così tanto materiale da renderlo sorta di testo unico e definitivo sul tema.

Da una parte si ottiene un volume così a prova di critica e dall’altra la quasi maniacalità di ricerca tende più volte a ridursi ad un’interminabile lista di date e dati quali da donargli la forma di opera di ricerca, archivio e catalogazione. In questo il testo è assolutamente riuscito ed è ad oggi volume da tenere e consultare alla bisogna o base di partenza per eventuali sviluppi di ricerca. Minore pare l’interesse nei confronti dell’analisi, dell’interpretazione e divulgazione.

Letteratura, cinema, manga e anime, quindi, con una prefazione dall’approccio più “popolare” di Gianfranco De Turris.

Si parte poi con una precisa introduzione sugli studi su “Lovecraft in Giappone”.

Si prosegue sullo stesso tenore con “Lovecraft e la tradizione” per poi passare a Massimo Soumarè, che come sempre con un ottimo polso divulgativo ci racconta delle influenze del maestro di Providence nella letteratura nipponica. Con un formato simile si susseguono capitoli sul cinema tradizionale, su quello di animazione, sul fumetto e un paio di capitoli che abbracciano la cultura popolare nell’accezione più ampia includendo anche il videogioco.

In mezzo a tutto questo ottimo profluvio di materiali, inspiegabilmente, troviamo un capitolo dedicato al Lovecraft nel cinema europeo e americano. Ben scritto e competente, per carità (è di un veterano del calibro di Antonio Tentori), ma nel tomo non c’entra assolutamente nulla.

In coda, una lunga e fitta bibliografia. Il volume è interamente affollato di interessanti illustrazioni in bianco e nero a corredo dei testi e anche la cover (seppur con una resa di stampa discutibile) è geniale e di squisita suggestione.

Come già lasciato trasparire all’interno di questo articolo, Lovecraft e il Giappone è un volume unico e prezioso di ricerca, catalogazione e organizzazione di un fiume di materiali di rarissima precisione. Se parzialmente antitetico ad un classico saggio di analisi e interpretazione o di divulgazione, ci troviamo di fronte al testo italiano che da oggi sarà probabile base per chiunque debba o voglia scrivere qualcosa sull’autore statunitense avendo a portata di mano una sorta di dizionario, schedario, catalogo di tutto quello che Lovecraft è stato per la cultura giapponese. Quindi, in questo senso, fondamentale.

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