Ecco Perché mi Odiano


Uscito di soppiatto nel lontano 1995 si tratta del primo libro di Takeshi Kitano pubblicato in Italia e rapidamente scomparso e finito fuori catalogo. Si intuisce come mai sia passato del tempo prima di tentare di nuovo in Italia la strada del Kitano letterario, prima con Asakusa Kid (2002) e poi con Nascita di un Guru (2007) per Mondadori.
Perché questo Ecco Perché mi Odiano raccoglie tutto il rancore e la vena tagliente, polemica e nichilista del Kitano delle origini. Non è narrativa, non è poesia, né un manuale. Sono spunti, chiacchiere, brevi polemiche gratuite raccolte sotto capitoli tematici.
E ce n’è per tutti, dalle signore di mezza età viste come il male peggiore del Giappone moderno, passando per i ragazzini, i critici, i turisti, gli impiegati, le donne, i politici, i colleghi, i giapponesi in generale e infine l’occidente. Tonnellate di sessismo, razzismo, misoginia, rancore asperso ad ampie manciate. Stilettate alla cieca a destra e sinistra, sardoniche, con quella sottile vena ironica e cinica bagnata di improperi ed estremismi. A volte con una lucidità e un senso del vissuto esemplare a volte con una vacuità populista da cane sciolto. Kitano sembra idealmente fossilizzato ai tempi dell’imperatore, in un’aura prebellica fatta di valori certi e dinamiche non ambigue. Tutto il resto sono strutture da demolire. Un libro quindi quasi illeggibile (nel senso più nobile del termine) e coraggioso sia per una pubblicazione in patria che per una occidentale evidentemente prematura all’epoca. Certo che un tomo del genere da un personaggio del genere è del tutto impensabile in Italia dove questo flusso di (in)coscienza si frammenta quotidianamente nelle mille chiacchiere e lamentele da social network. Kitano invece incarta tutto il rancore, cerca di dargli corpo e senso, lo muta in un mattone solido e lo lancia in faccia al lettore e al Giappone.

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