Spooky Encounters


Spooky EncountersA Gwailo’s Guide to Hong Kong Horror

Indice:

-Preface
-Introduction
-Ghost Galore
-Hopping Corpses
-Blood Curses and Hell Virgins
-Spiritual Love and Demon Lust
-Deadful Melodies
-Appendix

Accogliamo a braccia spalancate questo delizioso tomo sul cinema horror/fantastico hongkonghese, un genere che a partire dalla fine degli anni ’70 fino ai primi anni ‘90 ha conosciuto un periodo di autentico splendore per poi sgonfiarsi lentamente fino ad arrivare agonizzante alle soglie del nuovo millennio: ad oggi la situazione non è certo delle più rosee, sebbene qualche sporadico guizzo non abbia ancora fatto perdere tutte le speranze agli appassionati. Il presente volume di Daniel O’Brien, che nasce come versione “espansa” di due articoli pubblicati nel 2001 sulla rivista britannica Shivers, focalizza l’attenzione proprio sul periodo d’oro degli anni ’80, dopo una necessaria ed interessante introduzione dove vengono trattati – tra gli altri – film come La Leggenda dei Sette Vampiri D’Oro, ovvero il bizzarro crossover hammeriano tra horror occidentale e orientale, risalente ai primi anni’70, Spiritual Boxer II di Liu Chia-liang – primo film a veder comparire in massa i kyonsi (cadaveri saltellanti della tradizione cinese) – o ancora The Butterfly Murders, il primo lungometraggio diretto da Tsui Hark, efficace commistione tra atmosfere horror gotiche e film di kung-fu. Cinque sono i capitoli che vanno a formare Spooky Encounters, oltre alla sopracitata introduzione, una pagina posta in appendice ove vengono indicati i tassi di cambio tra dollaro HK, dollaro USA e sterlina UK e l’immancabile indice. Nel primo capitolo, Ghost Galore, si comincia ad entrare subito nel vivo analizzando il fondamentale lavoro di Sammo Hung, quello Spooky Encounters che per la prima volta fonde storie di fantasmi, commedia e kung fu e che da anche il titolo al presente volume, senza comunque tralasciare altre pellicole horror coeve. Hopping Corpses è il nome del capitolo successivo, incentrato ovviamente sui kyonsi e dove viene ampiamente trattato il titolo più importante del genere, ovvero Mr.Vampire di Ricky Lau, e il personaggio simbolo di questo sottogenere, Lam Ching Ying. Si passa quindi al terzo capitolo Blood Curses and Hell Virgins, dove l’attenzione è focalizzata sul fantasy horror Zu: Warriors From the Magic Mountain di Tsui Hark, e al quarto Spritual Love and Demon Lust, dove è Storie di Fantasmi Cinesi di Ching Siu Tung (con lo zampino, anzi zampone, di Tsui Hark) a fare la parte del leone. Nell’ultimo capitolo, Deadful Melodies, viene preso in esame il periodo di tramonto del cinema fantastico di Hong Kong, dai vari epigoni dei film analizzati nei capitoli precedenti, all’avvento dei famigerati Cat.III fino ad arrivare al recente The Eye dei fratelli Pang.

E’ davvero incredibile come O’Brien sia riuscito a ficcare così tanta roba in un volume che a vedersi non è neppure tanto impressionante in quanto a mole, i film presi in esame sono tantissimi e per quasi tutti viene dato un accenno di trama, un giudizio di merito, la data di uscita nei cinema di Hong Kong e persino il dato sugli incassi, senza contare alcune succose minibiografie sui personaggi chiave del cinema fantastico hongkonghese. Non si ha quindi l’impressione di trovarsi davanti ad una mera sfilza di titoli e di nomi, l’autore è davvero bravo a rendere interessante ed appassionante la materia, chiaro nell’esposizione e con una punta di sense of humour che non guasta affatto. Se si considera il fatto che questo è l’unico volume edito in occidente a trattare un argomento simile, la lettura per ogni appassionato di cinema asiatico è praticamente un obbligo (a patto che sappia l’inglese).

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