Wakamatsu Koji – Il Piacere della Distruzione


wakamatsu kojiUna volta tanto in Italia non siamo arrivati ultimi. Certo non primi, ma stavolta poco ci è mancato. Perché il libro di Nicola Boari, dedicato al cinema, estremo, rivoluzionario e nichilista di Wakamatsu Koji esce pochi anni dopo la prima monografia in lingua occidentale dedicata al regista giapponese. E, per nostra fortuna, Boari sa il fatto suo. Per prima cosa capisce che per fare, finalmente, il punto sull’opera del regista di United Red Army è prima necessario fare una lunga premessa. Bisogna quindi dedicare un paio di capitoli al particolare momento vissuto dalla settima arte nipponica nel secondo dopoguerra e in particolare osservare i perché e i percome della nascita del pinku eiga, genere che ha consentito al Nostro di calcare per la prima volta i set. È poi di fondamentale importanza fornire al lettore una fotografia precisa ed attenta della stagione della violenza e del terrore, che per oltre vent’anni, a partire dagli anni ’50, ha sconvolto le metropoli giapponesi. Perché per parlare di un cinema così “aggressivamente militante, strumento di guerra non solamente culturale, ma di guerra totale volta alla distruzione di tutto l’esistente” bisogna prima conoscere il contesto. Solo in questo secondo momento si può iniziare a parlare dei suoi oltre cento film. O meglio di quelli che l’autore è riuscito a recuperare, tra dvd italiani e stranieri, bootleg, registrazioni televisive, molti dei quali anche senza sottotitoli. Buona parte dell’opera di Wakamatsu non solo resta invisibile in Italia, ma è andata proprio perduta. La sezione dedicata all’analisi delle pellicole è la più debole del libro: perché nonostante sia interessante la scelta di studiarle attraverso il dipanarsi delle singole trame, in molti casi questa diventa preponderante in un contesto che avrebbe necessitato invece un approfondimento critico maggiore. Capiamoci: procedere per “immagini”, descrivendo i momenti fondamentali delle pellicole come fossero singoli quadri non solo è evocativo, ma ben si addice alla potenza visiva del cinema del regista del sol levante. Ma spesso, soprattutto quando il lettore non ha visto la pellicola di cui in oggetto, si rischia che l’analisi si annacqui, diventi sterile e poco interessante. Peccato veniale comunque, in un libro che a dispetto della complessità e vastità dell’argomento trattato, si rivela informato e approfondito, con una particolare attenzione ai risvolti filosofici nel cinema di Wakamatsu, che sono parte integrante della sua poetica. Il prezzo (23 euro), vista una confezione non particolarmente curata e la mancanza di fotografie a colori, è giustificato dal target di nicchia a cui è rivolto, ma resta comunque un po’ elevato.

Potete leggere l’intero libro, gratuitamente, dentro Asian Feast o scaricandolo da questo indirizzo: Koji Wakamatsu Il Piacere della Distruzione di Boari Nicola

 

 

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