
INDICE:
INTRO
PARTE DISCORSIVA INTRODUTTIVA
APPENA ARRIVATI: AEREOPORTO
A PIEDI
TOILETTE
MEZZI PUBBLICI
FRANCOBOLLI, BUCHETTE ED UFFICI
POSTALI
CAMMINARE E GUARDARE IN ALTO
STUZZICADENTI
IMPALCATURE IN BAMBU’
PASSAGGI APPARENTEMENTE OBBLIGATI
OTAKU
DROGA
AVENUE OF STARS
CINEMA
DVD – VCD – MUSICA
I FUOCHI D’ARTIFICIO DEL
CAPODANNO CINESE
ONE DAY IN MONGKOK
FATE FOTO
LA PARATA DEL CAPODANNO
POPOLO BUE: L’OCCIDENTALE
L’ALBERO DEI DESIDERI DI LAM TSUEN
MANGIARE – FAME – CIBO
VICTORIA’S PEAK
GRATTACIELO DI HOPEWELL CENTER
SICUREZZA E PULIZIA
MERCATI
MISSIONI SECONDARIE
ARMA SPECIALE: IL CANNONE DI MEZZOGIORNO
TITOLI DI CODA
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LA PARATA DEL CAPODANNO
Dopo uno spettacolo a pagamento in una grossa arena (se vi
interessa prenotate per tempo) la parata parte, si muove per
un percorso centrale e poi se ne torna indietro lungo le vie
della città. Anche qua, per beccare un posto da cui
poter scattare delle foto decenti dovete arrivare molto prima.
Meno che per i fuochi ma almeno due ore prima è decisamente
ragionevole. Se non avete nulla da fare muovetevi per tempo
anche più di due ore prima. Passeranno davanti a voi
corpi di ballo, carri allegorici, associazioni, compagnie
aeree e gruppi
folkloristici da tutto il mondo (Italia esclusa) ognuno
introdotto da due donzelle che recano uno stendardo con su
scritto il nome e la provenienza del gruppo (le pulzelle inoltre
aprono e chiudono la parata). Musica, colori, festa, urla
e saluti, qualche regalino donato dagli sfilanti, ballerine/i
esotici. Vale la pena?
Assolutamente si. Se siete lì durante il capodanno
che altro volete fare??? La solita figura da occidentale che
si chiude nei pub inglesi? Alzate il sedere e correte alla
parata.

POPOLO BUE: L’OCCIDENTALE
Da giorni camminate per la città, dai posti più
nascosti ai quartieri più lussuosi, da Mongkok a Tai
O ma nulla, non si vede un occidentale in giro né tanto
meno un italiano. Non se ne vede nemmeno uno nei ristoranti.
Ma dove sono tutti? Arrivate a Wanchai e lo capirete. Gli
Occidentali si rinchiudono solo nei bordelli (soprattutto
gli italiani), nei Mc Donald’s e –soprattutto-
nei pub inglesi sempre colmi di biondi panzuti e caciaroni.
Se volete staccare e non vedere quindi le solite facce, Hong
Kong fa per voi. Affondate nella città e dimenticate
cosa vi aspetta a 12 ore di volo.

L’ALBERO DEI DESIDERI DI LAM TSUEN

Treno fino a Tai Po e poi autobus. Visto il traffico che
rallenta il percorso, verrebbe quasi voglia di farsela a piedi,
ma la strada è parecchio lunga quindi usate i mezzi
pubblici tanto costano pochissimo. Vale la pena? Certo che
si, un’esperienza unica e molto divertente. Ad un certo
punto vi arriveranno delle arance in testa, voltatevi verso
destra e siete arrivati. Il posto è diviso in sezioni
ideali; la prima piena di banchetti che vendono il ‘kit’,
poi c’è il primo piazzale dell’albero.
Dopodichè un centinaio di metri di fiera e un altro
piazzale albero, in fondo un tempietto. Il kit: Per una decina
di dollari di HK (1€) vi verrà dato un arancio
legato saldamente ad un nastrino violaceo. Dall’altro
capo del nastro c’è un ingombrante
mini blocco di fogli leggeri scritti e illustrati. Fatevi
dare una penna dal signore del banchetto e su una fiancata
del fogliolino scrivete il vostro desiderio. Arrotolate quindi
il foglio su sé stesso a rotolo fino a toccare l’arancio.
Raggiungete quindi il piazzale dell’albero e godetevi
lo spettacolo. Centinaia di persone stanno lanciando le arance
verso i rami dell’albero, colmi e gonfi di un groviglio
gomitoloso di arance e foglietti intrecciati. Descrivere
la scena è impossibile quindi guardate le foto. Lanciate
l’arancio, se si incastra a tutti gli altri il vostro
desiderio si realizzerà, altrimenti no. Tutto il resto
è spasso: Goffe ragazze che lanciano l’arancio
all’indietro colpendo ignari passanti, gente che infila
incensi
nell’apposito braciere –guarda caso- posto
cinicamente proprio sotto l’albero con il risultato
che le arance che non si intrecciano cadono o sulla testa
dei fedeli o sugli incensi dando alle fiamme i fogliolini,
in una vera e chiassosa follia collettiva. Il trucco sembra
essere il seguente; anziché mirare il ramo cercare
di penetrare il gomitolone di fogliolini e arance. Se l’arancio
cade e non si spappola potete provare a recuperarlo prima
che l’efficiente servizio di pulizia lo rimuova. Sembra
incredibile che quei rami possano tenere migliaia di arance
e infatti il
giorno dopo il nostro passaggio un
ramo è crollato addosso ai presenti ferendo gravemente
un signore
e un bambino. La fiera presenta robine molto economiche,
molte le trovate ovunque, mentre altre sono ideali per fare
regalini da riportare indietro.
Per i curiosi e i fiscali i due alberi sono rispettivamente
una bahuinia e un baniano.

MANGIARE – FAME – CIBO
Qui ci vorrebbe una guida, un dizionario, un’enciclopedia
solo per parlare di questo argomento, vista la nostra attitudine
da italiani magnoni. No, non morirete di fame. Il presupposto
di questa sezione è che si va ad Hong Kong e si mangia
cibo cinese o al massimo dell’estremo oriente. Noi non
abbiamo MAI messo piede in un fast food, né in un ristorante
italiano o occidentale, né in pizzeria o gelateria.
L’inizio può essere traumatico ma non morirete
di fame. Hong Kong è la città del cibo, tutti
mangiano sempre ad ogni ora del giorno e della notte, nei
ristoranti al chiuso, nei tavoli buttati sui marciapiedi,
in piedi e di corsa, sbevazzando 24 ore su 24. E’ la
città col maggior numero di ristoranti rapportati alla
popolazione, uno ogni venti abitanti, quindi c’è
l’imbarazzo della scelta. Giusto per buttarvi un po’
giù vi comunico che non tutti parlano inglese, non
tutti i menù sono in inglese.
Qualche chiacchiera in ordine sparso.
Ancora di salvataggio a qualsiasi ora del giorno e della notte
sono i 7Eleven (uno lo vedete all’inizio del film Crazy’n
the City), i Wellcome e i Park'n'shop, dei supermercati
aperti più o meno sempre. Sono piccoli e sembrano un
kit per la sopravvivenza. Sono numerosissimi e li incontrate
davvero ad ogni angolo. Dentro trovate da bere, cibo di emergenza
e i giornali appena stampati. Se siete disperati in piene
notte e il vostro albergo ha un bollitore
in camera (probabile) potete sempre comprarvi una classica
bustina di spaghettini già pronti, no? Quando eravamo
lì, ad
ogni spesa ci regalavano qualcosa, soprattutto figurine
dei calciatori. Alcuni dei 7Eleven più grandi la mattina
(e la mattina è bella ampia ad Hong Kong) offrono un
vasto reparto pasticceria ghiottissimo e molto economico,
dove fare colazione accompagnati da bevande e succhi presi
dall’apposito banco frigo. Alcuni dei 7Eleven più
grandi (tipo uno al centro di Causeway Bay) all’ora
di pranzo hanno una specie di self service e ti danno un pasto
completo davvero abbondante ed economico da asporto in quei
contenitori termici di polistirolo che si vedono in molti
film. Una volta preso potete andare a mangiarvelo al parco
lì vicino. Il sapore di questi pasti, nonostante alla
fine sia roba da supermercato è davvero molto buono
meglio di qualunque ristorante cinese italiano (e vabbè).
Come accennato ad Hong Kong esistono una marea di succhi e
bevande. All’arancio, tè in bottiglia, spesso
al miele molto buoni, senza paragone con quel brodo tipo Estathè
che spacciano da noi. Ho bevuto un succo di erba (giuro, sulla
cover c’erano disegnati ciuffetti d’erba), mi
sono sentito una pecora ed era troppo dolce. Ottimi i succhi
di arancio della Mr Juicy in bottiglie economiche da più
dimensioni. Anche nei ristoranti c’è la possibilità
di scegliere un numero elevato di pittoresche bevande. La
birra nei supermercati costa molto poco e Stephen Chiau fa
la pubblicità della S. Miguel.
Torniamo al cibo. Altra emergenza può essere risolta
con delle meravigliose piccole pasticcerie sparse per la città.
Sono piccole con espositori a destra e sinistra e cassa sul
fondo. Ti prendi vassoio e pinze e riempi il vassoio. Costa
pochissimo e con pochi euro vi portate via chilate di dolcetti
e pasticcini salati ripieni di cadaveri di maiale (BBQ sta
per Barbecue), tonno (che si chiama Tuna Fish), formaggio,
cioccolato. Deliziose. Andate a mangiare il tutto in un parchetto.
Ovunque per strada noterete ogni tanto gruppetti di gente
intorno a dei micro
chioschetti fumosi, odorosi e sudiciosi. Fermatevi e mangiate.
Vendono (tra l’altro) le famose fishball e porkball,
ossia delle pallette di porco morto o di pesce pressato impilate
su dei bastoncini. Sono quelle di God of Cookery
e dei Mc Dull. Molto buone, guardatevi intorno e inondatele
di salsa (il barattolo è lì sopra). I responsabili
non parlano mai inglese, ma capiscono alla perfezione la parola
“fishball”. Con un euro ve le portate via. Molto
piacevole mangiare anche sui banchetti buttati sui marciapiedi,
sia cibo cinese che thailandese (mmm…c’era un
banchettino thai a Wanchai che era la fine del mondo!!). I
prezzi sono bassissimi (vi ingozzate con molto meno di 10
euro) e le dosi enormi. Soprattutto per le zuppe, preventivate
dosi 4 volte tanto quelle dei ristoranti cinesi italiani.
Durante fiere, sagre e mercatini ci sono altri chiostri minuscoli
di cibo, come la tipa del burro al cocco di Temple Street,
o il banco del gelato fritto alla fiera dei fiori del parco
di Causaway Bay (buono!!!! Due palline impilate in un bastoncino
tipo fishball, fatte al momento davanti ai vostri occhi).
Poi
i ristoranti e qui potrebbe sorgere un po’ il trauma.
I ristoranti più divertenti sono quelli enormi e pieni
di gente, surreali. Centinaia di persone urlanti sedute, decine
di camerieri e cameriere e boss con auricolari e vecchiette
che al ralenti portano via le stoviglie sporche. Tutta la
maleducazione italiana viene soffocata dall’abitudine
di Hong Kong che se non urli nessuno ti verrà mai nemmeno
a portare un menù. Urlate per chiamare il cameriere
e fatelo più forte degli altri. Si condividono i tavoli
con altri sconosciuti fino a riempire tutti i posti, la tovaglia
viene sfilata metà per volta con un metodo assai strano
(con le stoviglie sopra..), i padroni cercano di fregare il
turista portandogli cose che non ha ordinato (e di solito
le più costose) e poi i piatti da lavarsi da soli prima
del pasto. Ebbene si, è tradizione in molti ristoranti,
i più popolari (anche al ristorante del Monastero di
Po Lin di Lantau) di lavarsi le stoviglie da soli prima del
pasto. Sbirciate in giro, ma il sentore dovrebbe venirvi se
notate una teiera in più di tè con dentro solo
acqua bollente (ma spesso si lavano con lo stesso tè)
o se c’è anche un piattone in più che
non capite a che serve. Acqua bollente nel vostro piatto,
impilate il bicchiere nel cucchiaio e fatelo rotolare nel
piatto mantenendolo col cucchiaio, poi sempre col cucchiaio
lavate i bastoncini e infine buttate l’acqua sporca
nella tazza in più (o in apposito carrello al monastero).
Se siete con un hongkonghese la prima volta fate fare a lei/lui.
Alla fine è divertente e vi fate una grossa mangiata,
soprattutto al già citato Monastero di Po Lin di Lantau.
Quando pagate (poco) per salire sul Buddha vi danno un ticket
per il pranzo al ristorante vegetariano (!!!) del monastero.
Ottimo ristorante e dosi inumane, cedete alla tentazione.
E mentre io collassavo in quasi indigestione mi veniva la
rabbia a notare gli altri, tutti più magri di me fare
il bis di tutto. Hanno uno strano rapporto col cibo ad Hong
Kong. Mangiano in modo molto lento e rilassato, ma finiscono
il tutto in tempi rapidissimi e inoltre mangiano tantissimo
e sono tutti magri. Ho studiato un po’ la cosa ma non
ne sono uscito fuori.
Dopodichè ci sono i ristoranti più ‘in’,
di ogni tipo e nazionalità. Se siete feticisti del
piccante e per feticisti intendo persone con il palato resettato
dovete andare in un ristorante che fa cucina Shichuan (magari
se siete in condizioni economiche precarie non il “The
Red Pepper” che è più costoso e molto
elegante). Scoprirete con enorme gusto che quella messicana
non è la cucina più piccante del mondo. La
Shichuan è puro fuoco, buonissima, saporita ma
se richiesto estremamente piccante oltre l’umana immaginazione.
Nel menù c’è la legenda, da uno a tre
peperoncini secondo il grado di potenza dinamitarda. Io di
solito metto il peperoncino pure nel cappuccino, ma per simpatia
ho scelto ‘due peperoncini’. Dopo pochi minuti
dall’inizio del pasto ho avuto un’epifania
di tutte le divinità buddhiste passate in pellegrinaggio
a salutarmi, Andy Lau incluso. Quindi siate prudenti. O ve
ne pentirete poi in bagno.
Se vi fanno ridere gli arredamenti plasticosi dei ristoranti
cinesi in Italia, bhè, vi comunico che ad Hong Kong
spesso sono uguali.
Spesso il tè è gratis e ve lo portano subito,
spesso appena finite il bicchiere arriva il cameriere a rimboccarvelo,
quando finite la teiera e volete altro tè, vi basterà
ruotare il coperchio in diagonale per far capire che è
finito. Tutti sono molto gentili ma aimè, grossa delusione,
ad Hong Kong non volano come si vede nei film. Però
in un ristorante in cui eravamo tenuti sotto costante tiro,
nel momento in cui alla mia compagna sono volati via i bastoncini
gliene hanno portati di nuovi prima ancora che gli altri toccassero
terra. Potere del kung food.

VICTORIA’S PEAK
Trattasi di quella zona sita sul monte al centro-nord dell’isola.
Da quel posto di gode di un panorama
mozzafiato, uno dei più belli del mondo. Ogni volta
che in un film di Hong Kong vedete un’inquadratura della
città dall’alto è stata fatta da qui.
L’edificio noto come Peak
Tower (a forma di incudine rovesciata) e sito proprio
qui è quello che si vede all’inizio del film
Snake Charmer.
Arrivarci è semplice e si può fare sia l’andata
che il ritorno in più modi, anche a piedi. Se siete
immortali e avete tempo all’infinito potete provare
a fare la fila kilometrica per prendere la suggestiva
funicolare. Sulla torre, baretti, museo delle cere, negozietti
e una terrazza su cui DOVETE andare. Di fianco alla torre,
seguendo idealmente il percorso della funicolare c’è
un sentiero che porta ad un piccolo terrazzetto da cui il
panorama
è ancora più bello. Se è troppo affollato,
guardatevi intorno e noterete che il posto ha anche un piano
inferiore meno affollato. Godetevi un tramonto da qui e non
lo dimenticherete mai più. Il sole si spegne, le lucine
dei grattacieli
si accendono, le barchette illuminate iniziano a muoversi
sull’ Harbor, da vera commozione. Ma questa zona non
è il punto più alto. Perché non andare
oltre? Munitevi di una cisterna d’acqua e salite la
salita ripidssima (non quel sentiero già citato). Dopo
aver vomitato un rene per la fatica, aver costeggiato villette
ricchissime da invidiare con astio, a destra c’è
un altro punto da cui godersi un panorama
ancora più bello, filtrato attraverso una raduretta
invasiva. Non è un punto belvedere segnalato, è
uno scorcio naturale. Ma perché non andare oltre? Salite
ancora asciugandovi il sudore, e quando starete invocando
l’estrema unzione arriverete ancora più su, dove
vi aspetta una specie di bellissimo gazebo tempiettoso (e
bagni) dove potete riposarvi e rilassarvi, e godere di un
bellissimo panorama che –aimè- non dà
più sui grattacieli ma sui lati brulli e deserti dell’isola
con particolare visione del mare e delle isole. Molto bello
e suggestivo. Per variare potete tornare alla torre seguendo
uno dei sentieri pedonali (di fronte al “gazebo”)
che vi immergeranno in mezzo a radure, alberi e minuscoli
sentierini
silenziosi, più volte vi domanderete se vi siete
persi o se quella stradicciola persa tra la vegetazione non
porti da nessuna parte. Rara presenza umana vi farà
rilassare da questo pensiero. Tutta la camminata si svolge
in mezzo alla natura con scorci sulle zone
più isolate e naturali dell’isola, quindi
per una volta lontano dalla visione degli imponenti grattacieli.

GRATTACIELO DI HOPEWELL CENTER

Vi obbligo ad andarci. Il panorama fa concorrenza a quello
del Victoria’s Peak. E’ gratis. Arrivate. Entrate,
ci sono anche indicazioni. Gli ascensori non arrivano praticamente
mai fino in cima quindi salite al piano più alto. Giunti
al piano di mezzo, non date retta al signore elegante che
vi trovate d’avanti e che vi vuole far salire sul suo
ascensore, quello porta in un bel ristorante. Voltate le spalle
al signore e andate dritti verso l’ascensore che vi
si para avanti. E’ anche segnalato. L’ascensore
è esterno al grattacielo ed è trasparente. Immaginate
cosa potrete vedere una volta in alto. Salite. Partite. Godetevela.
Volendo fatevi il percorso più di una volta, magari
vi guarderanno curiosi, ma ne vale la pena e sono abituati
ai turisti.

SICUREZZA E PULIZIA

Avete visto troppi film. Né One
Nite in Mongkok, né Young & Dangerous
è quello che troverete per strada. La Hong Kong post
’97 e post SARS è una città linda e sicurissima.
Un poliziotto ogni 20 metri, e se non è un poliziotto
è un custode di qualcosa infilato in una cabinetta.
Ogni palazzo o grattacielo anche privato che abbiamo visitato
aveva relativo custode al piano terra. Le strade sono pulitissime,
il servizio di pulizia cittadino talmente efficace da risultare
quasi incredibile. Anche il classico vicolo malfamato è
privo di cartacce a terra. Con assoluta certezza è
più pericoloso girare di notte a Bologna che ad Hong
Kong. In giro niente barboni (ma dove sono?) niente punkabbestia
(non sono ancora arrivati?) né punk, né bestie
e apparentemente né tossici né alcolizzati ostili
(individuata una comitiva di ubriachi stesi, francesi e una
locale strafatta di domenica mattina). Tutto è talmente
perfetto, controllato, puntuale e preciso che quasi infastidisce
nella precisa organizzazione sociale in atto. Poi logicamente
ci sono zone più vivaci salendo verso il nord della
penisola, ma nulla apparentemente fuori controllo. Poliziotti
numerosi anche dentro le tanto temute Chungking Mansion (il
set del film Hong Kong Express).

MERCATI

Dove sono i mercati e mercatini ad Hong Kong? Ovunque. Coperti
e scoperti, delle verdure e quelli splatter delle carni, dei
gadget e dei souvenir economici da riportarsi a casa. Il mercatino
più famoso è quello di Temple Street aperto
dal tardissimo pomeriggio fino a notte fonda, una lunga via
pedonale coperta a destra e sinistra di bancarelle a loro
volta situate avanti ad altri negozi, sempre affollato. Trovate
di tutto, ideale per regalini da riportarsi a casa, si può
e si deve tirare sul prezzo e se siete abili riuscirete a
rimanere impressionati di quanto il prezzo si abbasserà.
Non è mica vero che tutti parlano inglese, anzi, lo
parlano in pochi, ma non fa nulla, in un modo o nell’altro
ci si capisce. T-shirt, giocattoli, pitture, soprammobili,
DVD pirata, e immancabili bancarelle di cibo (una faceva delle
strane cose al cocco con dentro tripla passata di burri, pesante
ma buonissima). Poi al nord verso Mongkok ci sono tantissimi
mercatini a prezzi davvero bassissimi (andate lì a
fare regali), ma ogni traversa di Nathan Road può riservare
sorprese. Le Chungking Mansion (la location del film Hong
Kong Express) sempre lungo Nathan Road, sono di per sé
un mercatino. Sull’isola, più andate verso ovest
più trovate mercatini nelle viuzze laterali, molte
cosine interessanti internandosi verso Wanchai e poi giù
verso est fino ad arrivare in fondo al mercatino delle pulci,
piccolino, ma carino (ma qui sembrano sapere lavorare bene
sul prezzo). Se siete fortunati magari beccate una bancarellara
ambulante con rotelle che vende prodotti da noi costosissimi
a prezzi stracciati (Originali? No? Indistinguibili). Noi
abbiamo trovato una ragazza che vendeva portafogli bellissimi
di Hello Kitty, Pucca e via di pupazzetti kawai a 10 HK$ (un
euro). Se siete ancora fortunati potreste infilarvi in una
fila di scale e trovarvi in uno di quei posti visti in Biozombie,
lunghi e stretti tunnel labirintici ricoperti di minuscoli
e claustrofobici negozietti di DVD porno, CD e DVD di film,
CD musicali, gashapon, consolle, action figures, DVD di corse
automobilistiche, anime, miniature, giocattoli vari e tanto
import giapponese, gente che cracca le consolle, cibo apparentemente
tossico. La cosa è pittoresca ed entusiasmante. Di
solito ognuno di questi negozi è microscopico, e al
suo interno c’è spazio per solo una persona,
la commessa (sorridente e gentilissima [tutte!!!]) di solito
esce per farti entrare visto che non c’è spazio.
Le pareti sono coperte e ammassate di materiali. I prezzi
sono normali visto che si tratta quasi del tutto di materiale
import. Trovare questi posti non è così
immediato e facile, guardatevi intorno in orario di uscita
dagli uffici e se notate un via vai di ragazzi che entrano
in una porta o in una fila di scale illuminate potrebbe essere
lì.
Passeggiate lungo i mercati della carne e della verdura anche
se non dovete comprare niente sono comunque piacevoli, riempiono
gli occhi e vi fasciano di odori strani e magari inediti.
IMPERDIBILE la fiera+mercato
dei fiori che si tiene al Causeway Bay park durante il
capodanno cinese. Non vi capiterà mai più e
in nessun posto del mondo di immergervi in un groviglio umano
così caotico e folle, un fiume umano circondato da
bancarelle dove i commessi combattono a chi più urla
e coreografa
la propria merce (a prezzi popolarissimi) armati di casse,
altoparlanti, microfoni, megafoni. Realmente allucinante.

MISSIONI SECONDARIE
Bene ora che avete finito la nuova versione di Hong Kong
1.0 potete anche tentare di rivivere l’esperienza in
modalità diversa visto che si sono appena sbloccati
dei livelli segreti da esplorare. Scherzi a parte, ci sono
due modalità esplorative che mi sento davvero di consigliare.
La prima è il tour
dei parchi, da visitare tutti indiscriminatamente; ad
Hong Kong nemmeno i parchi sono semplici parchi ma più
dei veri e propri ‘parchi gioco’,
massimalismo di elementi estranei e contrapposti. L’Hong
Kong Park è un vero sogno tutto da vedere. Zona
bambini, fontane, cascate, fiumi e laghetti, teatro all’aperto,
tempietto Tai Chi, totem
(!!!), voliera con migliaia di uccelli, museo del tè,
immensa
serra esplorabile con decine di ambienti ricostruiti e
migliaia di piante da vedere. Rilassatevi e passateci qualche
ora. Oltretutto il parco è a dislivelli, si gode di
un panorama
unico e come ovunque c’è un’alta torre
(tante scale ripidissime, portatevi acqua) per vedere il tutto
dall’alto. La torre è ai piedi del miniparchetto
tai chi, un luogo che emana una vera e propria aura positiva,
un piccolo microcosmo
di cui innamorarsi perdutamente, fatto di bonsai, porte
circolari, fontane, spazi organizzati in totale feng
shui e simboletti yin/yang. Un’altra particolarità
di questo parco è la presenza di pannelli che indicano
punti di interesse e segnalano come
fare belle foto suggerendo addirittura la posizione del
fotografato e del soggetto fotografato. Geniali. Saltando
dall’isola alla penisola trovate invece il Kowloon
Park, altro bel posto da vivere. D’estate è
sede di piscine ma è comunque pieno di vasche, fontane,
colori, alberi e attrattive per ogni gusto. Tutto gratis,
come sempre.
Altra missione secondaria, ma non consigliata a tutti logicamente
è il tour
dei cimiteri, davvero bellissimi. Immensi, a scalinate,
offrono dei panorami straordinari e la possibilità
di fare delle foto bellissime. Portatevi acqua e godetevi
qualche ora di quiete visitandone qualcuno. Quello di
Aberdeen
è una bella esperienza. La cosa sorprendente è
che sia i cimiteri che i parchi sono contigui
al resto della città quindi soffocati in mezzo
ai grattacieli e accanto a ristoranti. Ci ho speso diversi
minuti a guardare i condizionatori di un grattacielo lì
vicino (ma
sprofondato un buon 50 metri sotto di me) appoggiato ad
una lapide incandescente sotto i 20 gradi del febbraio 2005.

ARMA SPECIALE: IL CANNONE DI MEZZOGIORNO

Ora che avete terminato anche le missioni secondarie del
gioco potete fruire dell’arma segreta, difficilissima
da trovare. Il cannone
di mezzogiorno. Trattasi di un cannone dorato che a mezzodì
preciso spara un colpo, tutti i giorni. Non ritarda un secondo
quindi svegliatevi per tempo. Il fatto è che l’evento
avviene in un fazzoletto di terra di 3 metri per 3 con un
cancello chiuso a destra, uno aperto a sinistra, il mare d’avanti
e un strada trafficatissima (e quindi non attraversabile)
dietro. Come arrivarci? Le guide dicono di passare attraverso
un grande magazzino come al solito (v. sezione PASSAGI APPARENTEMENTE
OBBLIGATI) ed è una bugia, infilatevi nel grande magazzino
e non arriverete mai in tempo. Arrivare dal cancello aperto
significa fiancheggiare per non so quanto la strada trafficatissima.
Quindi? Quindi non bisogna passare attraverso il grande magazzino
(passando attraverso di esso vi trovereste dall’altra
parte della strada trafficatissima non attraversabile), ma
sotto. Si, sotto terra, attraverso i parcheggi sotterranei.
E’ dura ma seguendo i nostri indizi ce la potete fare.
Passate attraverso il grande magazzino e sbucate sulla strada
trafficatissima, voltatevi a destra e incamminatevi verso
la zona parcheggi, dopodichè nel vicolo di nuovo a
destra che sembra tornare indietro e non portare in nessun
luogo utile (ed infatti è così). Camminate nel
vicolo come per tornare indietro. A metà vicolo fermatevi
e voltatevi di scatto. Di fianco all’uscita sulla strada
trafficatissima, sulla sinistra vedrete una porticina con
un piccolo segnale che indica parcheggi sotterranei (guardate
la foto!!!). Scendete. Da lì iniziano le insegne
e seguitele. Passate nel
tunnel tipo Alien e dopo un po’ sbucherete nel fazzoletto
di terra del cannone di mezzogiorno. Ora l’arma è
vostra. E’ mezzodì. Boom.

TITOLI DI CODA
Complimenti, avete appena terminato
Hong Kong 1.0, Asian Feast vi ringrazia per aver partecipato,
mentre girano voci di un secondo capitolo della saga attualmente
in produzione.


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A cura di CZ: |