Higan 2007 – primo weekend


2007-Higan 1Abano Terme, 

Week-end dal 16 al 18 marzo

( 16 Marzo – 01 Aprile 2007 )

 

Giunta al suo secondo anno di vita, l’evento tutto dedicato alle arti e ai costumi orientali – principalmente nipponici – sta dimostrando di avere parecchi assi nella manica, nonché classe da vendere. In un’atmosfera gioviale e amichevole, all’interno di una struttura funzionale e moderna, l’organizzazione di Higan ha selezionato una serie di incontri con autori di libri, esperti, ospiti internazionali, corsi e seminari sui temi prescelti, degustazioni, concerti e un mercatino permanente. Da segnalare la grande cortesia dei ragazzi (grazie ancora, Elisa!), il ristorante cinese Royal Dinasty e il ristorante persiano Teheran Pars. Di seguito quella che è stata la mia esperienza nel week-end dal 16 al 18 marzo.

Shopping

Contiguo all’ingresso, il salone centrale offre l’occasione per molti espositori di guadagnarsi una visibilità presso un pubblico selezionato. Oltre a una fumetteria e a una contenuta selezione di libri – alcuni presentati nel corso degli appuntamenti -, trovano spazio importatori dal Giappone di cibo e bevande, vasellame, kimono, mobilia, tè e quant’altro. Niente di sconvolgente, stand esigui nel numero e nel materiale presentato, ma personale disponibile e un forte rischio che il portafoglio diventi improvvisamente più leggero…

Miyazaki Mieko (concerto, 16 marzo, 21:00)

Fortunosamente giunti in orario (mai stato tanto contento di vivere in Italia come in questi giorni!) siamo stati folgorati dalla padronanza tecnica e dal fortissimo potere evocativo del koto e della voce della piccola, grande musicista. In gran parte dei brani accompagnata, a mo’ di flauto occidentalizzato, da Manuel Solans, violinista di alto livello e suo partner, ci è parso di capire, anche nella vita, la Miyazaki ha eseguito una selezione di pezzi abbastanza disomogenea. Nella prima parte del concerto, koto a terra e un bel kimono indosso, ha eseguito brani per lo più tradizionali, decisamente suggestivi, quando non esaltanti, uno con lo shamisen, alcuni con vocalizzi ipnotici. Una canzoncina per bimbi, riarrangiata, cantata con enfasi e musicalmente schizoide, mi ha provocato più di un brivido. La seconda parte, più sottotono, si è concentrata su pezzi più convenzionali; koto sollevato e abito dorato più moderno, la Miyazaki ha comunque strabiliato e deliziato. Un’ora e mezzo da sogno, con pochissimi cali di tensione e un’atmosfera impagabile.

Gianluigi Storto (conferenza, 17 marzo 11:30)


Interessantissimo e lucido excursus sul tè dal punto di vista strettamente chimico-fisico, con una spiegazione dettagliata e competente del processo di infusione, delle sostanze rilasciate e degli effetti sull’organismo. Ma anche cenni storici, differenze qualitative e molto altro. Grande chiarezza espositiva ed estrema disponibilità del relatore, autore del bel librone “Il tè: verità e bugie, pregi e difetti”.

Sake (degustazione, 17 marzo 18:00)

Con una breve introduzione di inquadramento, la degustazione verteva su tre prodotti: uno di consumo giornaliero, piuttosto acquoso nel sapore, anche se attorno ai 14 gradi di concentrazione alcoolica; uno molto più deciso e fruttato, nell’odore assimilabile a un vino bianco, forte al gusto; uno più pregiato e delicato. Grande strappo alla regola del sottoscritto dopo 17 anni di castità dall’alcool…

Fujito (opera, 17 marzo 21:00)


Giunti in loco col fiatone (viva l’Italia, bis!), già si aveva il sentore di un progetto coraggioso e innovativo, l’azzardo dell’accostare l’opera lirica moderna con il teatro no, tuttavia mai mi sarei aspettato tali picchi qualitativi ed emotivi. Il generale Moritsuna viene consigliato nelle sue strategie di attacco da un ragazzo che, per scrupolo, ammazza. Facendo conoscenza con la madre del giovane, il soldato ha dei forti rimorsi, ma a niente servirà offrire la propria vita in cambio, la madre è disperata e vicina alla pazzia.
Soli strumentisti una pianista (Takechi Tomoko, ottima, preparata e con una partitura a tratti esaltante) e un percusionista (unico occidentale-italiano); sei i cantanti – tre coriste e i tre protagonisti del tristissimo dramma – tutti bravissimi con punte eccellenti, dall’altissimo coefficiente espressivo. Nonostante non si capissero i testi, il coinvolgimento è riuscito con pieno successo, soprattutto grazie alla forte carica espressiva degli artisti. Ma a lasciare basiti sono stati l’impianto sperimentale dell’opera e la potente forza evocativa degli eventi narrati. E ovviamente la musica: personalmente mi hanno fatto impazzire la squisita anticonvenzionalità dell’insieme e le intense e dense arie composte dal maestro Onoe Kazuiko.
Per chi desiderasse recuperare questa straordinaria opera, saranno probabilmente messi in vendita dei dvd.

Té giapponesi (degustazione, 18 marzo 11:00)


Anche qui c’erano tre qualità diverse da assaggiare, dopo la veloce e necessaria descrizione dei metodi di coltivazione. Un sencha, tè verde leggero, asprigno e saporito, un genmaicha, da pasto con riso tostato, dal gusto opaco e bruciato ma abbastanza neutro, e un houjicha, tostato, dal colore scuro, intenso e raffinato al palato. Incontro inficiato da un gruppetto di “contestatori” frustrati che ha egoisticamente esclusivizzato il relatore, peraltro facendo uso di toni gratuitamente accusatori. Da ammirare la cortese imperturbabilità di quest’ultimo.

Oni e Kappa (conferenza, 18 marzo, 11:30)


La presentazione di due libri di recente pubblicazione. Siamo giunti in ritardo causa degustazione precedente, fortunatamente in tempo per sentire una bella digressione sulla figura del kappa nei secoli, da maligno importunatore di sederi – il suo scopo era rubare la palletta dell’ano, nota fonte vitale per l’uomo – a icona kawai ecologica contemporanea. Il libro racconta di una stirpe di kappa che fa ripartire il sole fermato dai cattivoni di turno ed è magistralmente illustrato (peccato per il prezzaccio B|).

Té gong-fu (corso, 18 marzo 14:30)


Il maestro Yip Wing-chi, direttamente da Hong Kong ci ha illustrato e iniziato ai principi del metodo gong-fu, che prevede l’uso di tè oolong, mini-teiera, mini-bicchierini, infusioni ripetute e gesti molto codificati, anche se assimilabili più a una sorta di bonton zen più che al Chanoyu nipponico. Il carattere intimo e sciolto del tema trattato, unitamente al carisma e alla bonarietà dell’ospite, hanno innescato una magica sospensione dalla realtà in cui ci si concentrava unicamente sul modo corretto di far scendere l’acqua dalla teiera, su come bere dalla tazzina, ecc. Finale a sorpresa: spostando i tavoli, qualcuno ha fatto cadere e infrangere in mille pezzi il fornello bollitore in terracotta (del maestro?).

Té in Cina e Giappone (conferenza, 18 marzo 17:00)


Il quotidiano e rilassato rito del tè gong-fu cinese a paragone con l’eccezionalità della cerimonia codificata giapponese. Dimostrazioni in loco del maestro Yip e del maestro Murayama Kazuie. Inoltre un dettagliato resoconto storico-politico della presenza-introduzione diffusione del tè in Cina e in Giappone di Livio Zanini. Parte dimostrativa curiosa, parte storica da sonnecchio…

 

(Tutte le foto sono di Marco Tregambi)

L'EVENTO CONTINUA SU...
SECONDO WEEKEND
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