Nippon Connection 2009


2009-Nippon ConnectionFrancoforte sul meno, 

Japanese Film Festival 2009

( 15 Aprile – 19 Aprile 2009 )

Nippon Connection è, secondo la presentazione dei curatori, la più grande manifestazione legata al cinema giapponese al di fuori del territorio nipponico e non è un caso che il festival si tenga a Francoforte, città in cui vi è una considerevole comunità giapponese, poiché molte ditte giapponesi hanno lì la loro sede europea. 
La rassegna è organizzata da un’associazione no-profit, che vive grazie a donazioni e che, nel corso degli anni, ha saputo crescere e catalizzare l’interesse di pubblico e nuovi sponsor; basti pensare che, se alla sua prima edizione il festival contava solo 13 film e 8 ospiti, attualmente esso è strutturato in diverse sezioni, alcune delle quali esulano dal cinema propriamente detto per occuparsi anche di video digitale (a cui è stata data attenzione e visibilità) ed altri aspetti della cultura giapponese senza far distinzione tra “alta” e “popolare”. 
Il festival è stato ospitato in uno degli edifici (tutto decorato da carpe stilizzate in varie tonalità di rosa) del campus dell’Università Johann Wolfgang Goethe, che consta di due sale proiezione, uno snack bar, un soba bar, uno spazio lounge e diversi spazi espositivi con merce a tema.

Nella sala grande, pienissima, è stato proiettato il film che apriva la rassegna: Tokyo Sonata di Kurosawa Kiyoshi, pellicola splendida ed attualissima che parla di un uomo d’affari che, dopo aver perso il lavoro, continua a fingere di andare a lavorare per non perdere anche il proprio ruolo dominante all’interno della famiglia; subito prima del film, un assaggio della performance dal vivo Living in a box del gruppo MihaRI, in cui si mescolano danza e video (la performance è stata poi rappresentata nella sua interezza il giorno seguente nel Künstlerhaus Mousonturm, un altro degli spazi collegati al festival).

Le proiezioni sono proseguite nei giorni successivi, intrecciandosi con altre iniziative: diversi workshop e sessioni tematiche legate al cibo (sake, sushi, soba-ya, cerimonia del tè), mostre fotografiche e performance musicali (un concerto per voce e koto, un workshop sul taiko e l’esibizione della popstar Kumisolo.

Tra un evento e l’altro era possibile consumare delle ottime pietanze fornite da un noto ristorante giapponese della città o bere del sake nel sakelounge usando i tradizionali recipienti in legno.

Parallelamente alla manifestazione vera e propria, all’interno del cinema del Filmmuseum di Francoforte sono stati proiettati i film della retrospettiva Sexploitation and Experimentation: The Many Shades of Pink Film, 30 anni di pink eiga (1969 – 1999) rappresentati da pellicole di Koji Wakamatsu, Ryuichi Hiroki, Masayuki Suo e Takahisa Zeze.

Abbiamo impiegato l’ultimo giorno del festival per intervistare alcuni dei registi invitati: Sakamoto Rei  (esponente della “new wave” del pink eiga con Yariman), Honda Ryûichi (autore del coloratissimo GS Wonderland) e Kumakiri Kazuyoshi (l’eclettico regista di Non-ko), tutti e tre disponibilissimi ed entusiasti di confessarsi ai nostri microfoni.

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