26/04/2005
CZ:
Che la grande "K" sia con voi amici!!!
Stamattina ci è scappato l'ennesimo capolavoro della Nikkatsu.
A Colt is My Passport di Takashi Nomura, complice un B/N spietato, un Jo Shishido introspettivo e una regia maestosa commuove e sorprende. Immenso, Un finale quasi leeoniano, geniale, esplosivo, ragazzi da paura. Sono incredulo quest'anno per la qualità del tutto. Grandissima Nikkatsu!!!!
Il film precedente Fast-Draw Guy dello stesso regista è un western anomalo con un duello finale vorticoso. Niente di che ma era un antipasto per il film successivo. Sono esaltato. Che la grande "K" sia con voi, amici. Grazie FEF. Ci prepariamo all'horror Thai, Zee-Oui.
CZ:
...e giunse a sorprendere anche Zee-Oui, thailandese (horror? No).
Geniale il palinsesto dei FEF, mentre chi è a casa si guarda Maria De Filippi chi è al Teatro Nuovo subisce massacri GRAFICI di bambini. Ormai sono il rimedio per ogni male. Su Dumplings i feti nei ravioli ringiovanivano, qua i cuori dei bimbi ingurgitati come tè o zuppa calda guariscono dall' asma. Un The Untold Story in transferta....Un povero immigrato cinese con un passato allucinante viene trattato come una merda (il titolo del film è il suo nome storpiato datogli dai thailandesi) e al fine sclera. Dal film non si sa chi ne esce peggio tra cinesi cannibali, thailandesi bastardi e corrotti e giapponesi che fanno i giapponesi in guerra. Ben realizzato, il film è un pugno allo stomaco, annaffiato nel sangue. Duretto. In questo momento incontro con 3 direttori della fotografia. E' giunto Mark3 che ha già tirato su un paio di interviste ed ha fatto un bel servizio fotografico.
Per le ore 20:00 temo l'orgoglio nazionalista degli Udinesi, visto che ci sarà Yesterday Once More di Johnnie To (parzialmente girato ad Udine). Credo che approfitterò dell'evento per una fuga strategica al ristorante (cinese, ovvio!)
Le palle/gelatine rosse che avete visto nelle foto sopra sono in vendita!!!!!!! E infatti stanno sparendo come gli alieni verdi di Zebraman.....
Dopo Yesterday Once More toccherà ad un altro mainlander, Peacock di Gu Changwei.
Ma il film più atteso della giornata è Pattaya Maniac, il nuovo Yuthlert Sippapak (Killer Tattoo, February, Buppah Ratree).
Nick Rivers:
Ciao a tutti, esordisco in questo forum proprio oggi, al termine della mia breve ma intensa esperienza udinese e dopo una notte tormentata da sogni in 16:9.
Quelle che seguono sono brevi impressioni sui film che sono riuscito a vedere in questi 4 giorni, nessuno se la prenda se per alcuni di questi non proverò pietà
Si comincia:
22/2
Everybody has Secrets
Gradevole commediola coreana senza troppe pretese (e questo forse è il suo punto di forza). Tono e ritmo sempre sostenuti, in alcuni momenti si ride anche. Ma nulla di più.
Voto: 2/5 (votazione alla FEF)
AV
Un occasione mancata: il film decolla (alcune battute decisamente esilaranti, quella sulla Palestina su tutte), rallenta, riparte, si accascia definitivamente dopo i primi tre quarti d'ora passati i quali la trama perde mordente e si sfilaccia. Peccato perché mi stavo divertendo.
Voto: 2/5
23/4
One and Eight
Prezioso documento, meritava la visione anche solo per il significato storico che porta con sè (primo film della Quinta Generazione subito bloccato e pesantemente tagliato dalla censura). Una fotografia spettacolare.
Voto: 3/5
Crazy 'n the City
Senza dubbio il peggior film che ho visto in questi giorni. Una semplice carrellata di bei visini targati HK, personaggi tagliati con l'accetta, una trama idiota che passa dalla commedia al thriller senza soluzione di continuità: non mi ha divertito nel primo caso e non mi ha intrattenuto nel secondo. Un insulto agli spettatori.
Voto: 1/5 (solo perché non è previsto lo zero)
One Nite in Mongkok
Primi 20 minuti passati con lo sguardo unicamente sui sottotitoli vista la rapidità con la quale si susseguivano.
Gradevole e ben congeniato thriller/noir, regia solida, ritmo sostenuto tranne che per la lunga parte centrale con Cecilia Cheung: d'accordo che mi vuoi inserire un personaggio proveniente dai villaggi per rappresentare il rapporto tra l'entroterra cinese e le grandi metropoli, solo non c'è bisogno di buttare alle ortiche dei dialoghi fino a quel momento ben scritti. Insopportabile (lei).
Voto: 3/5
24/5
Tales of a Gunmen: Quick Draw
Mi son chiesto più volte se gli attori avevano copioni di film differenti. Sorvoliamo dai.
Voto: 1/5
Season of Heat
Confermo tutto ciò che è già stato detto nei post precedenti. Non ho parole per questo film. Probabilmente il migliore tra quelli che ho visto. Una mdp da presa schizofrenica per un altrettanto schizofrenico protagonista (presente anche in Gozu). E' già culto.
Voto: 4/5 (fortemente tentato per un 5/5)
Mr. Suave
Cosa ci si può aspettare da un film la cui regista lo introduce concludendo "Se vi piace bene, se non vi piace fa lo stesso tanto non piace manco a me"? Ironia, gag, un bel calcio in culo al PC (i due nonni nani, grandiosi), un finale delirante citazionista e autoreferenziale. Peccato solo che si la regista si perda nella parte centrale scatenando un po' di sbadigli. Comunque avercene di film così fatti in un mese e mezzo.
Voto: 4/5
Beyond our Ken
Era oraaaa!!!!! Bello, bello, bello. Bella trama, bella regia, bel cast, bella figura di merda di Gianna Nannini che ammette di non sapere che il pezzo da lei coverizzato era dei CCCP (sic!). Un finale che ti riconcilia col mondo, alla faccia delle commediole edulcorate.
Voto: 4/5
Lorelei: the Witch of the Pacific
Uscito dopo mezz'ora. Fate vobis.
Voto: n.p.
Born to Fight
I ragazzi dei giochi della gioventù salvano la Thailandia.
Che dire, là dove la 626 non arriva si dà luogo alle scene di stunt più spettacolari. Ma nient'altro. Per la visione si consiglia di spegnere il cervello.
Voto: 2/5
Piccola nota personale per MdM83: io ero uno di quei coglioni (prima galleria sulla destra per la precisione) che in più occasioni ha schiamazzato e riso durante il film. Volevo solo farti notare il pericoloso effetto boomerang che una accusa di coglionaggine può avere su chi la scaglia: chiunque, io in primis, può accusare a sua volta di coglionaggine chi non sostiene che l'unico modo per vedersi un idiozia del genere sia accompagnandolo con risate a scena aperta. Giusto per sapere quali sono queste fantomatiche "scene drammatiche"?: il pirla che per due ore corre con la bandiera in mano? la bambina di 5 anni che mena un adulto per vendicarsi del padre? il protagonista che trova il coraggio per combattere guardando una moneta e stampandosela sulla fronte?
Per cortesia siamo seri, per un film del genere il cogliorama è d'obbligo.
25/4
Crying out Love in the Center of the World
Solo la mia propensione per il masochismo mi ha permesso di rimanere in sala per tutta la proiezione. 2 ore e 20 di pugnette. Dialoghi alla Dawson's Creek. Finale imbarazzante (fino all'ultimo ho sperato in una citazione de Il grande Lebowski per lo spargimento delle ossa ma niente).
Voto: 1/5
Road
Dramma sulla riconciliazione e il perdono, nonostante l'incedere lento scorre senza appesantire. Sgorga ogni tanto il latte alle ginocchia quando vieni investito dal tir di sfighe varie, in primis quelle della figlia. E ogni tanto ti viene il dubbio di essere andato a vedere un musical vista l'impellenza di ogni personaggio di mostrare le proprie doti canore.
Comunque da vedere.
Voto: 3/5
Note aggiuntive:
I prezzi dei libri e dei dvd
Pareva di essere dentro ad una sinagoga, non un teatro.
Voto: 1/5
Le poltrone del teatro
Un busto correttivo ti costringe ad una posizione meno eretta.
Voto: 1/5
Le poltrone del visionario
Sogni d'oro.
Voto: 5/5
Le varie responsabili di sala e gallerie
Non lo sapete ma vi amo tutte.
Voto: 5/5
L'asian wok
Entriamo alle 23:45, la cameriera mi guarda, guarda l'orologio, bestemmia mentalmente e ci fa accomodare. Mitica.
Voto: 5/5
Piove
Governo ladro
Voto: 1/5
Val0920:
Dopo un gelatone da un kilo finalmente riesco a guadagnare una postazione internet presso un centro Vodafone in pieno centro a Udine. In realtà di cose da dire ce ne sarebbero troppe, io comunque sto raccogliendo tutto tutto, che verrà poi inserito nell'edizione deluxe dello Spisani 2005. Come ha già detto Cazzilla, di film brutti brutti non ce ne sono stati, quello che più mi ha fatto ingossa è il coreano similerotico Green Chair che mi ha frantumato i maroni fino in fondo. Però ho resistito, a differenza del Duderino che è fuggito a metà proiezione. Sul genere ho preferito il film dell'anno scorso Sweet Sex & Love del pazzo Bong Man Dae, che vantava uno stile più personale e certe cosucce un pò più azzardate. E poi si sentiva scif sciaf continuamente, mentre qui no. Vado controcorrente anche per Lorelei, che non mi è dispiaciuto - certo che è bello retorico, ma alla fine l'ho guardato volentieri...su tutto il resto non mi pronuncio perchè adesso non ne ho voglia, puah. Per fortuna oggi c'è il sole: ieri sera, preso dall'irresistibile voglia di un gelato, mi sono buttato sotto la tempesta assieme ai due ragazzi di Hong Kong Express per finire a mangiarmi un magnum bianco sotto un tendone che grondava acqua da tutte le parti - usciva dalle fottute pareti - con il risultato di avere inzuppato lo zaino e il suo contenuto, le scarpe e i calzini, che ho provveduto a togliere non appena cominciato Green Chair in sala, contribuendo a deodorare l'ambiente con l'aroma da cagnuzzo bagnato...
MdM83:
Innanzitutto benvenuto... Se ho capito chi sei, ci siamo visti al FEF e avevamo avuto un breve scambio di battute sulla questione "pubblico di Born to Fight”... Comunque no, non sono d'accordo, il cogliorama non è e non deve MAI essere d'obbligo. Prima di tutto per il rispetto nei confronti di chi vuole godersi il film senza sentire i continui commenti, in secondo luogo per rispetto nei confronti di chi per eseguire certi stunt ha rischiato l'osso del collo. Le scene che citi hanno fatto sorridere anche me, è normale, ma il casino totale (aka Cogliorama) di domenica e lunedì notte non lo tollero assolutamente!
Scusa la risposta veloce veloce, ma ora scappo al FEF...
Getter:
Lady Joker, non ci ho capito una mazza, passo.
Someone Special, bella commedia coreana costruita sugli equivoci, sentimentale mai fino in fondo, risate garantite e ripetute. Apprezzato dall'intera sala.
Zee-Oui, un The Untold Story thailandese. Violento all'inverosimile per i tempi in cui viviamo (ovvero: questo genere abbondava negli anni 70). Bambini uccisi con cattiveria, budella attorcigliate, sangue in ogni dove, un'esaltazione corale. La parte melò inserita non dice niente e poteva essere benissimo trascurata per approfondire il discorso sul protagonista, resta il fatto che un cinema del genere è introvabile nel mondo "civilizzato" e perbenista, e allora viva la Thailandia che sperimenta e riscopre la via della mutilazione dei corpi per ripercorrere la storia del mondo.
El Duderino:
El Duderino a rapporto dalla stessa postazione (per trovare un posto da postare ci abbiamo messo 4 giorni !)
Che dire, CZ, Ameonna e il resto della AF Squad vi tengono costantemente informati, ma è mio preciso compito e dovere sottolineare la genialità dei film NIKKATSU .... vogliamo i dvd SUBITO !!!
Tra i capolavori A Colt is my Passport, Season of Heat e il geniale Black Tight Killers (Pseudo 007 alla giap., grottesco, comico, fotografia stile Bava ... insomma ULTRAPOP !!)
Personalmente ho gradito molto Red Quay e il semiremake Velvet Hustler ... inoltre TUTTE le OST sono da URLO !!!
Complimenti al FEFF per questo colpo (oltre che per la ottima organizzazione)
Lucifer Rising:
Holà, eccomi qua pure io...Beh più o meno è stato detto tutto. A differenza dei miei compari di merende ho apprezzato anche Green Chair.
Purtroppo sono praticamente afono in questi giorni e non ho pure tempo di scrivere qua!
CZ:
Tra un'oretta il nuovo Sipppak.
Stiamo praticando un adeguato allenamento psico fisico dopo una maxy cena yakuzosa a ristorante cinese.
27/04/2005
CZ:
...l'avevamo atteso tanto e alla fine è arrivato, Pattaya Maniac.
Bhaf, è un pò una delusione, con una prima parte strepitosa tra karaoke, gangster, musica a palla. Poi un pò complice anche una stanchezza diffusa il film annoia. Musica che continua ininterrottamente per tutto il film, transessuali finali e un'attrice che nemmeno sembra vera tanto è bella!!!!! Una via di mezzo tra le follie di Killer Tattoo e February. Questo è l'anno della musica, tra la OST di Mr. Suave, quella di Pattaya, le sonorità dei Nikkatsu (ed ancora deve arrivare Kamikaze Girl..)...stiamo tutti a fischiettare.
Ieri abbiamo saltato Peacock, mainlander, che a quanto detto sia da Sabrina Barracetti che da Bocchi era un gran bel lavoro. Pazienza. Nel frattempo stiamo lavorando a cercare di capire se Yesterday Once More è il peggior film della carriera del regista.
Micro svenimenti e sonno sono i complici eccezionali di nuovi aneddoti.
1) Me ne arrivo mezzo addormentato al visionario e vedo la seguente scena:
Mark Shilling (capito chi?) zoppicante (si è fatto male a Venezia facendo l'imitazione di Jo Shishido..) e con la solita espressione flemmatica mi passa davanti e va verso il parcheggio sterrato, si abbassa e inizia a riempirsi le mani di pietre, a raccogliere sassi. Poi si alza e se ne va verso il retro del teatro. Bhò, non ci faccio troppo caso tanto ero abbioccato. Scopro poi che il nostro eroe era andato a prendere a sassate dei cani che con il loro abbaiare disturbavano il corretto svolgimento della proiezione
2) Scopro che al visionario fanno il nuovo Cronenberg. Un tipo (che viene al festival da sempre) mi chiede info sulla replica di Lady SnowBROOD!!!!!
La covata malefica di samurai??????
Comunque lo so che vorreste info su The Call 2.
Invece no, visto che l'ho saltato in favore dei Nikkatsu. Glass Johnny Look Like a Beast non è affatto male, lontano dai classici noir è più un melodramma sentimentale struggente. Non male. In quanto a Red Handherchief ne parlerà adeguatamente Dude.
Al contempo al teatro Nuovo passava un curioso horror malese, Pontianak Scent of the Tuber Rose, era per noi Ameonna. In questo istante stanno andando il pessimo Art of the Devil del regista (incredibile a credersi) di Bang Rajan e una replica di Lady Snowblood finalmente subbato in inglese.
Tra poco l'attesissimo (da me) horror filippino Feng Shui.
Neubauten:
Ve le dò io info su One Missed Call 2: fa cag*re.
Gianpy77:
Eccomi ritonato a casuccia... 4 giorni e 20 film: potevo fare meglio, lo so, ma comincio a sentire il peso degli anni sul groppone!
Ad ogni modo mi sono divertito molto, ho avuto modo di conoscere meglio un bel pò di asianfeastici e di conoscerne altri per la prima volta (come il simpaticissimo El Duderino!).
In quanto ai film, beh...tolti i due capolavori assoluti (Lady Snowblood e Memories of Murder) riproposti al FEF, fra quelli in competizione quest’ anno mi hanno positivamente colpito: Beyond our Ken, A Family e Crazy n’ the City (che è un gran bel film, checchèsenedica )
One Night in Mongkok mi è piaciuto ma moderatamente... come anche il cinese A Letter from the Unknown Woman, remake discreto del capolavoro omonimo di Max Ophuls, del quale però manca sia la potenza emozionale, che un protagonista maschile adeguato (ci avrei visto bene un Tony Leung Chiu-wai, piuttosto che Jiang Wen paffuto e con le orecchie a sventola )
Delusioni: Lorelei è una palla mostruosa capace di farti addormentare nonostante "i suoni delle esplosioni della Skywalker Sound" (come recita il catalogo del FEF).
One Missed Call 2 è l'ultimo film che ho visto prima di partire... un commento? Se c'è anche solo il rischio di vedere avverato il detto "non c'è due senza tre", mi sa che alla prossima chiamata rispondo!
Ciaoooo e godetevi le ultime giornate!
MdM83:
E giunse anche il tempo dell'HORROR DAY...
Comincio la mattinata nel peggiore dei modi: Pontianak, l'horror malese, è così brutto ed insignificante da far giungere in anticipo sui tempi la noia, che dopo la prima mezz'ora mi accompagna fino al termine del film. Tensione sotto il minimo storico, regia degna del peggior Tv Movie americano ed una recitazione che suscita più volte non poca ilarità al pubblico presente... Brutto, brutto. Degno di nota però l'attore protagonista, il sosia malese di Chow Yun Fat (segnalazione by Getter) e al quale per invecchiarlo hanno tinto i capelli di blu invece che di grigio (segnalazione di Micchan).
Si prosegue con il thai Art of the Devil, che ha ben poco da offrire se non qualche scena inusitatamente splatter ma affoga subito nel già visto e nella banalità più assoluta. Si ride ancora in sala, prima per i baffi incredibili che ostentavano nei primi piani le attrici femminili, poi per il cogliorama che rispunta puntualmente appena la sala si riempie e sullo schermo scorre un film thailandese o filippino. Alè!
Feng Shui pare un capolavoro dopo i due abominii precedenti, alla fine dei fatti si rivela un horror godibile e si rimediano anche un paio di salti sulla poltrona: su tutto il resto c'è però ben poco da dire.
La prima serata vede come protagonista la Corea con il suo R-Point, opera decisamente originale che unisce un'ambientazione da war movie con le atmosfere tipiche da ghost story: finalmente un film che riesce ad appassionare ed a far tenere gli occhi aperti fino alla fine, complice anche la partecipazione emotiva data dalla modalità narrativa e dalle buone interpretazioni dei protagonisti. Bel filmetto che meriterebbe una seconda visione, causa sovraccarico di volti e di nomi specialmente durante i primi quaranta minuti: rimedierò.
E' il turno di Suffocation. Finalmente un film cinese può vantarsi di essere stato lo "show-stealer" della giornata: atmosfera da vendere (con grande ruolo degli effetti sonori) e una perfezione stilistica assoluta per un horror psicologico che si gioca tutto nella testa del protagonista (lo stesso Ge You di A World Without Thieves). L'ora e mezza di film è incredibilmente volata via in un lampo. Applausi per il regista presente in sala (con un pubblico davvero di merda che continuava a parlare e a farsi i cazzi propri anche durante le sue dichiarazioni) e per la mitica Sabrina Baracetti, che prima della proiezione chiede - evidentemente sull'orlo di una crisi di nervi - ai presenti in sala di non fare casino "perchè questo è un festival di cinema, non un luna park!". Asian Feast aveva ragione.
Si chiude con Tales of Terror, Giapponese ad episodi girato per il video: si parte con un episodio favoloso che mescola genialmente brividi e risate, si prosegue con una serie di storie dai contenuti qualitativamente altalenanti, si finisce con il migliore dei racconti. Visione proudly offered by Cogliorama.
MdM83:
Ah, e visto che ci sono la butto lì: Yesterday Once More ha portato al teatro Giovanni una marea di persone incredibile, che mai mi sarei aspettato di vedere al FEF, pubblico che ha applaudito e gradito la visione e che avrà portato un numero di voti alti mica da ridere...
Stavo pensando: visto che quest'anno non c'è nessun serio candidato, vuoi vedere che questo mi vince l'Audience Award?
Ameonna:
Tornata al lavoro. Soddisfattissima del festival e felice di aver conosciuto tanta gente nuova, dispiaciuta solo di perdermi le ultime due giornate, ma la vita è anche così...
In ogni caso i miei commenti più positivi vanno a Mr. Suave, R-Point (notevole creatore di ansia!), ma soprattutto per il cinese Suffocation, bello e visionario come le opere surrealiste, con una narrazione che ti porta nel turbine della mente umana turbata.
Soprattutto con molte, moltissime possibilità di interpretazione.
A differenza di molti ho apprezzato abbastanza pure i corti giapponesi, anche se di memorabili solo due, ovvero quello dei guardiani notturni e del ragazzo a cui viene affidata la casa dallo zio.
Mi sa che li cercherò tutti.
CZ:
Con Art of the Devil abbiamo toccato il punto più basso del festival. E vabbè. Stando ai commenti comunque anche la mattinata horror è stata fiacca. Dopodichè le 4 sorprese della giornata. Il filippino Feng Shui, benchè abbia la struttura di un Final Destination è comunque fatto molto bene e grazie all’effetto “Buh!” un paio di brividelli li regala. Nulla di nuovo ma è assai interessante vedere la contestualizzazione nel folklore locale di immaginari occidentali. R-Point è un grandissimo ‘horror bellico’ coreano, tensione alle stelle, suggestivo, ottimamente diretto e si, fa paura. Un’ottima variazione del genere, robustissima. Ho molto gradito. Magari sempre. Altra sorpresa e grossa è il CINESE horror di Zhang Bingjian. Un vero e proprio evento visto il divieto di produrre film del genere in Cina. Il film è surreale, molto calibrato e curato nell’impostazione dell’immagine, con un’ottima postproduzione audio. Un horror tutto mentale. Ma alla fine il film chi l’ha visto? I miei occhi e il mio cuore erano fissi su di lei, Qin Hailu, divina, presente al festival in ben tre (e correggo la cazzata che dissi prima) film (chissà in quanti se ne accorgeranno?). Potevano pure farla venire. Mi riprometto di postare in futuro adeguata galleria fotografica. Regista simpatico in sala.
Dopo un articolo su un giornale locale che denunciava la piaga del cojorama la Barracetti prima del film prende la parola e dice testualmente “Chiedo gentilmente di fare poca confusione durante i film horror come questo. Siamo ad un festival di cinema, non ad un luna park”. Applauso e imbarazzo tra i chiacchieroni (tra parentesi il brusio aveva interrotto la presentazione del regista tanto era fastidioso..). La cosa funzia, ma evidentemente gli spettatori del film successivo non erano presenti durante il cazziatone. Il film successivo era una proiezione in video di una raccolta di corti horror giappo. Se i 3/4 erano abbastanza insulsi almeno tre (il primo, l’ultimo e un paio centrali) erano realmente geniali. Il primo pura parodia del new horror cerca di convincere i personaggi a ignorare semplicemente i fantasmi e tutte le loro terribili apparizioni. Da piegarsi. L’ultimo, delicatissimo si presta anche al dramma personale, una chicca. Certo, il cojorama non morirà mai. All’esterno durante la fila colgo un frammento di chiacchiera:
“Si, bhè, a me mi piacciono i film cinesi horror, certo non quelli tutti uguali con le donne con i capelli sulla faccia. Ne ho visti, ho visto pure Ju-On, pure quello inglese”.
In sala era un continuo di “Bhè, questo faceva cacare, se il prossimo è così esco, che cacata” e all’apparire di una che taglia una carota con un coltello “ahahah, shogun!!!” e poi classica “i giapponesi…..”.
Notizia: Ladri intrufolati nel teatro nuovo rubano le palle rosse giganti.
A cura di CZ: |