Lam Tze Chung – Viann Leung


Lam Tze Chung - Viann LeungRegista e Attore – Attrice.

Nel corso dell’8° Far East Film Festival di Udine era in programma l’esordio alla regia di Lam, I’ll Call You in cui recitava la simpatica Viann Leung.
Lam Tze Chung è noto soprattutto come attore a fianco di Stephen Chow (memorabile in Kung Fu Hustle) mentre Viann Leung si è mossa meno al cinema ma ha un buon background televisivo. L’intervista è stata particolarmente informale; Il lettore ci perdoni il tono mondano dello scritto che segue.

 

 

Asian Feast: Innanzi tutto, lei è un affermato attore. Quali sono le maggiori differenze che ha trovato tra la professione di attore e quella di regista?

Lam Tze Chung: Ovviamente facendo l’attore tutte le tue energie e attenzioni sono rivolte alla tua parte, alla tua recitazione, a te stesso, mentre nel fare il regista ti devi preoccupare di tutti quanti e di tutto, devi far si che ogni cosa sia nel posto giusto al momento giusto e quindi devi pensare agli attori, al ritmo, alle varie sequenze, anche perchè se tu sbagli, se fai un errore, sbagliano automaticamente tutti gli altri, quindi devi sempre prendere la decisione giusta.

AF: Il film è un florilegio di citazioni, dal personaggio interpretato da Andy Lau che arriva direttamente dal film Running on Karma, a Shaolin Soccer (tutta la sequenza della partita incluso il portiere e la scena della palla), abbiamo addirittura le stesse musiche ascoltate in Kung Fu Hustle all’interno del quartier generale della Axe Gang, riutilizzate nella scena del pub del suo film, (ride) addirittura il balletto effettuato nella discoteca è composto dagli stessi gesti fatti da Stephen Chow in Kung Fu Hustle (imito il balletto, Lam Tse Chung capisce al volo, ride e mi segue) come mai?

LTC: Mi piace fare citazioni in generale, anche se quelle che dici non le considero vere e proprie citazioni; ad esempio la scena dei 4 ragazzi che giocano ed uno ad un certo punto scompare, ecco, anche in questo caso più che un riferimento diretto è una scelta che ho fatto perchè mi piacciono le tecniche del vecchio cinema cinese degli anni 60 di cui ho un piacevole background per il semplice fatto che sono divertenti e posseggono un ottimo effetto comico. Mentre per quanto riguarda la musica utilizzata sia nel mio film che in Kung Fu Hustle l’ho scelta proprio perchè mi piace molto e la trovo divertente. In quanto all’Andy Lau in stile Running on Karma, in quel film era come un regista che istruisce gli altri e dona insegnamenti, era un monaco, mentre nel mio c’è un cambiamento del personaggio, che diviene triste, patetico, tragico e ha un effetto comico divertente, abbastanza riuscito visto che anche il pubblico ha apprezzato questa scelta.

AF: Il film mi è sembrato molto “hongkonghese”, ossia molto radicato nella città, perchè comunque vediamo nella scena animata il taxi che parte da Kowloon e giunge a Central, o comunque il già menzionato citazionismo che è totalmente interno, vediamo i quartieri, insomma un film decisamente radicato nella cultura locale. Volevo sapere quindi, come è stata la reazione degli spettatori hongkonghesi e se invece è stato sorpreso dalla reazione più che positiva del pubblico italiano ieri in sala.

LTC: Il pubblico locale ha trovato molto familiare quello che ha visto, i dialoghi, i set, le location, le scene nella strada; quindi I’ll Call You è riuscito a creare un legame con la vita reale di HK, è stato un film davvero rappresentativo della vita di Hong Kong. Ero presente in sala durante la proiezione di ieri, e mi sono sentito molto gratificato visto che il pubblico ha avuto una reazione molto positiva, però ora vorrei fare io una domanda a te.

(ormai il clima è decisamente informale e faccio per passargli il microfono per farmi intervistare, lui e Viann scoppiano a ridere)

LTC: ho notato che molte volte la gente rideva e pensavo che magari ridesse dello stile di Hong Kong in generale come a dire “ah, è così lo stile del cinema di Hong Kong? Ahahaha” e invece vorrei sapere se davvero avete capito le parti comiche del film.

AF: Devo rispondere?

LTC: Si.

AF: Personalmente, da vecchio appassionato del cinema di Hong Kong e avendo visitato la città ho riconosciuto anche io luoghi, strade, l’ho quindi sentito molto vicino. Parte del pubblico comunque preparato ha sicuramente colto le citazioni cinematografiche più evidenti. Per il resto, non so… (ridiamo in massa, interpreti inclusi, al che interviene l’interprete cinese)

Interprete: Sei stato a Lam Kwai Fong?

AF: Mmmm….direi di no, dov’è?

I: E’ la zona dove c’è la discoteca che si vede nel film.

AF: Direi proprio di no

AF: Da una parte il film è molto legato alla propria cultura ma dall’altra racconta storie del tutto universali soprattutto nelle dinamiche del rapporto di coppia. Potresti approfondire la questione?

Viann Leung: Hong Kong è una città molto materialista, in cui l’interesse maggiore è il commercio e la ricerca di modi per fare sempre più soldi. In questo senso anche le donne cercano sempre un uomo il più ricco possibile con cui relazionarsi. Hong Kong inoltre è anche una città costosa e la propria esistenza è vissuta in ambienti piccolissimi, e quindi se anche desideri una casa un pò più grande rischi di spendere davvero tantissimo. Quindi se ad esempio [fa la battuta] qualcuno all’interno della coppia perde il lavoro e non ha più soldi significa che l’amore deve essere davvero forte per durare; se dura la storia, l’amore è forte, altrimenti…
Questo perchè HK è molto pratica e ti porta a basarti sulla praticità delle cose, pensare ad una casa, alla salute…
E poi bisogna fare una differenza tra ciò che pensano gli uomini occidentali e quelli di Hong Kong. Gli uomini di Hong Kong dicono che il momento giusto per trovare le ragazze è quando queste hanno tra i 15 e i 25 anni, di età maggiore perdono di interesse, mentre l’uomo occidentale apprezza una varietà di età maggiore. Proprio questo spiega anche la velocità di tutto, perchè il tempo corre, è brevissimo, quindi è meglio che trovi qualcuno velocemente e questa è colpa della società locale che ti porta ad essere portato per la praticità, in una vita basata sulla velocità, obbligatoria per sopravvivere.

(riportiamo di seguito alcune domande poste da un collega, che abbiamo poi scoperto essere di Cina Oggi, presente alla nostra intervista. Ovviamente trovate la sua intervista anche nel sito www.cinaoggi.it)

Volevo sapere qual’è la sua opinione sul progetto Focus: First Cuts, promosso da Andy Lau. Soprattutto, se ha visto gli altri 5 film che partecipano al progetto.

LTC: Il cinema di Hong Kong, la cinematografia di Hong Kong è un po’ in stallo ora. E’ come se mancasse d’impatto, senza nuova linfa, senza energia. Questa mia prima pellicola, anche se è un film a basso budget, almeno è stato un modo per dare ad un giovane regista, ad un giovane creativo, l’opportunità di proporre le sue idee. Perchè alla fine è un po’ come una specie di nuova avventura, mentre ora nessuno prova a fare cose nuove. Alla fine anche il nuovo cinema continua a proporre cose vecchie, mentre questo è stato un modo per fare qualcosa di nuovo. Quindi secondo me alla fine è veramente un buon progetto e mi piacerebbe vederne nascere molti altri simili.

Quindi per lei qual’è l’originalità in I’ll Call You, quali sono le novità e quali le differenze rispetto alle altre storie d’amore hongkonghesi dell’ultimo periodo?

LTC: Vi sono varie differenze, ma non si può dire che il mio lavoro voglia competere con gli altri. In tutti i film di Hong Kong vi è sempre una figura femminile, e la figura femminile di solito ha un ruolo molto forte. Tutti questi ruoli femminili, è come se si trovassero un gradino sopra gli altri e alla fine risultano come gli eroi della storia. Questa cosa mi ha colpito, poichè alla fine è sempre il ruolo maschile quello che si infossa, mentre le donne arrivano alla vittoria. Quindi per me era ora di fare un film che fosse più simpatetico rispetto al personaggio maschile, per dargli una presenza maggiore nei confronti della donna, insomma, perchè non dare all’uomo un pò più di opportunità? Quindi alla fine, quando ho proposto il progetto alla produzione – nella produzione erano tutti uomini – hanno accettato al volo. Lo hanno approvato dicendo “devi fare questo film, per dire qualcosa in favore degli uomini”.

Questo film ricorda la storia di un film coreano, My Sassy Girl. Volevo sapere se ha visto questo film e cosa può dire al proposito. E se in qualche modo questo film ha influenzato il suo.

LTC: Secondo me, anche se i temi sono simili, quel film non ha molto a che fare con il mio, perchè è una specie di storia fantastica, una specie di favola, che secondo me non può accadere al giorno d’oggi. Nel mio film, invece, i personaggi sono molto reali. Si possono vedere ogni giorno per strada ragazzi che si comportano in un certo modo e ragazze che si comportano in un certo modo, è il ritratto reale di una città urbana come Hong Kong. Sia l’amore che l’amicizia sono molto verosimili, quindi non vi è una reale influenza tra i due film.

Ci sono delle parti che ricordano un videogame. Volevo sapere se è un giocatore.

LTC: Sì, sì, amo moltissimo i videogiochi, sono un assiduo giocatore ed è per questo che ho deciso di mettere dentro certe scene. Oltretutto nella sequenza dei punteggi, vedendo quei punteggi in alto si ha un impatto molto forte sul pubblico.

Quali videogame preferisce?

LTC: Io gioco soprattutto con l’X-Box e la Playstation. Amo soprattutto Winning Eleven e il Rally, ma anche le gare di cavalli. Non amo i giochi di ruolo.

 

Foto di Senesi Michele:

CONDIVIDI: