Sammi Cheng Sau-Man


Sammi Cheng Sau-ManAttrice.

 

 

Infernal Affairs, Yesterday Once More, Everlasting Regret sono solo alcuni dei titoli in cui Sammi Cheng ha recitato. Presentiamo brevemente Asian Feast e iniziamo l’intervista in una camera dell’Hotel Excelsior durante la 62° Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia.
In questa occasione l’attrice presentava il film di Stanley Kwan, Everlasting Regret di cui è protagonista. Insieme al sottoscritto due colleghe di due riviste cartacee.


Asian Feast: Ci può raccontare la sua storia da cantante pop ad ora?

Sammi Cheng: Il passaggio da cantante ad attrice è stato naturale, più naturale di quanto pensassi. Ho avuto l’occasione ed ho provato. Di solito recito in film commerciali ma ho avuto questa occasione stavolta e l’ho presa e secondo me è un passo avanti.

AF: Questo film è probabilmente la sua interpretazione più intensa e matura, lei comunque ha lavorato con Johnnie To in commedie romantiche, spesso in ruoli brillanti come in My Left Eye Sees Ghosts o in commedie derivanti da fumetti come Feel 100%. E’ stata dura interpretare questo ruolo ed è stato difficile lavorare con Stanley Kwan?

SC: Questo regista fa di solito film d’autore, e per me era la prima volta che mi cimentavo con questo tipo di film, durante le riprese ho scoperto che il personaggio che ho interpretato ha delle caratteristiche simili a quelle del regista e Kwan avrebbe potuto interpretare lui stesso il ruolo se fosse stato donna.

AF: Pensa che questo film possa avere dei problemi in vista dell’uscita cinematografica in Cina a causa delle tematiche in esso contenute?

SC: A dire la verità il film ha già avuto il via libero dall’ufficio censura cinese e credo non ci sia nessun problema, probabilmente sarà mostrato tranquillamente nel mercato cinese.

AF: Si era parlato di alcuni tagli di circa 7-8 minuti, ci può dire di cosa si tratta?

SC: Sinceramente non saprei, la mia parte è stata lasciata integralmente. Probabilmente se ci sono dei tagli sono durante le sequenze della rivoluzione culturale.

AF: Facciamo un salto indietro, Wu Yen di Johnnie To. In quel film recitava con una ragazza della sua generazione, Cecilia Cheung e un’altra attrice, probabilmente una delle più intense del cinema di Hong Kong, Anita Mui. Volevo sapere se tra colleghe in questo set c’è stata rivalità o rispetto e se è stato difficile il confronto con queste due attrici.

SC: Nella vita o nel set?

AF: Nel set.

SC: Ah, è stato tutto molto bello e tranquillo, io ho praticamente iniziato la mia carriera in quel periodo e devo dire che Anita Mui mi ha dato ottimi consigli per interpretare il ruolo.

AF (collega): Leggo di un genere cinese che sono le commedie romantiche per donne che lavorano in ufficio. Ci può spiegare cos’è?

SC: Allora, per farle un esempio ho fatto un film con Johnnie To, Needing You, che è una commedia sentimentale su una coppia che si insulta e tratta male e questo rapporto esemplifica quello dell’ufficio tra capo e segretarie.

AF: Spesso nei suoi film il suo corpo viene deformato, ad esempio, in Love on a Diet le facevano indossare un pesante make up da obesa, in Wu Yen aveva una macchia rossa in viso, in questo film è stata invecchiata. Per una ragazza come lei, molto bella e famosa questo fattore di imbruttimento lo trova penalizzante o una sfida ad andare oltre i soliti ruoli stereotipati?

SC: Secondo me un’attrice non deve fare troppa attenzione alla propria bellezza o al fatto se nel film risulti bella o brutta. Quando si recita è importante il ruolo da interpretare; ad esempio in questo film (Everlasting Regret) ho aumentato il mio peso di 10 Kg.

AF: Lei ha recitato anche in TV in The Monkey King – Quest for the Sutra; quali sono ad Hong Kong le maggiori differenze tra il girare per la TV e per il cinema?

SC: Il mondo del cinema è molto più serio e professionale, quindi personalmente preferisco lavorare per il cinema.

AF: Fell 100% è tratto da un fumetto. C’erano delle esigenze produttive di aderenza ai personaggi, l’hanno diretta in modo molto ferreo per interpretarli?

SC: No, mi hanno lasciata molto libera di recitare, personalizzando il personaggio senza diretta dipendenza dal fumetto.

AF: Johnnie To. Lei ha interpretato molti film di Johnnie To. com’è lavorare con questo regista e cosa ne pensa di lui?

SC: Ho una sola cosa da dire a questo proposito, se lui non fosse esistito, io ora non sarei qua.

AF: Sempre di più ci sono co-produzioni tra Hong Kong e Cina. Pensa che questo fatto possa potenziare entrambe le cinematografie o penalizzare e togliere qualcosa a quella di Hong Kong?

SC: Attualmente è una tendenza reciproca, da questo punto di vista si nota che il mercato è sempre più aperto e noto che in occidente c’è una forte attenzione a questo fenomeno.

 

Foto di Senesi Michele:

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