Simon Yam Tat-Wah


Attore

Simon Yam è senza dubbio uno dei più prolifici e al contempo talentuosi attori viventi. Più di 200 titoli che hanno solcato tutti i generi, anche i più impopolari e diverse buone manciate di capolavori indiscussi. Ha lavorato con tanti maestri del cinema di Hong Kong come in produzioni internazionali (Lara Croft: Tomb Raider – La Culla della Vita (2003)). In questa intervista inedita ed esclusiva ci racconta 40 anni di storia del cinema, dalle origini in tv passando per i CATIII, i kung fu movie, gli erotici e poi nomi del calibro di Patrick Tam, Wilson Yip, Tsui Hark, Johnnie To, Ringo Lam, Ann Hui, Soi Cheang…
L’intervista è stata raccolta nel corso del Dragon Film Festival 2016 a Firenze, ed è una rara intervista in cui l’attore ha avuto come interlocutori solo la nostra redazione. Questo ha reso possibile la realizzazione di un’intervista-carriera organica che parte dalle origini e coerentemente percorre l’intero corpus filmico di Yam. Ringraziamo gli organizzatori del Festival, gli addetti stampa e l’attore per averci/vi offerto questa opportunità.

 
Asian Feast: So, mr Yam…


Simon Yam: Please, call me Simon!

AF: Lei ha iniziato la propria carriera negli anni ’70 lavorando in televisione. Abbiamo visto alcuni lavori di registi dell’epoca del calibro di Patrick Tam Kar-Ming e Ann Hui On-Wah come ad esempio la serie poliziesca C.I.D. della TVB (canale TV di Hong Kong) e li abbiamo trovati molto sperimentali anche più del cinema di quel periodo. Cosa ricorda di quegli anni sia al cinema che in tv?

SY: Ho fatto il mio primo lavoro con Patrick Tam Kar-Ming nel 1976, si, si chiamava C.I.D., che è una serie tv. A quel tempo in tv non avevamo il tempo di prendere una pausa perché giravamo il primo giorno, poi il secondo giorno avveniva il montaggio e il doppiaggio, e il terzo giorno la puntata doveva andare in onda. Quindi si lavorava duramente. Quell’epoca era un buon allenamento per uno come me, perché ti insegnava ad essere veramente paziente, a calmarti. Non c’era tempo per dormire. Ma ovviamente ero giovane, non dormivo anche per 2 o 3 settimane. Questo era il periodo che va dal 1976 fino al 1985, che sono 10 anni. I ritmi lavorativi erano questi. Ma per il cinema, per i film è totalmente differente, trovavi del tempo per dormire e fare un sonnellino perché dovevano sistemare le luci, fare le prove e tutto il resto. Alle produzioni televisive non interessa della tua vita privata. 
Patrick Tam mi ha davvero dato l’ispirazione su come essere un attore. Vuole ottenere le cose in modo super perfetto. Vuole una ripresa perfetta e esige una recitazione perfetta. Da lui ho imparato molto sullo spirito adatto per recitare. Anche Ann Hui è un mio idolo, stesso periodo di Patrick Tam, 1976-77-78, entrambi lavoravano per la tv, quindi ci conosciamo da più di 40 anni. Lei è adorabile, produce un cinema soprattutto per le donne, i personaggi principali sono dotati di sensibilità per ragazze e l’uomo fa sempre parte del cast secondario. Lei è una donna, quindi conosce bene le donne, non gli uomini. Ma sono fortunato, dopo 30 anni ho fatto un film con lei che si chiama Night and Fog. Mi è molto piaciuto. La stimo molto e la aspetto di nuovo, è davvero brava. Al giorno d’oggi, ad Hong Kong, alcuni dei più grandi registi vengono dalla TVB. Sono degli specialisti nel raccontare Hong Kong. La TVB ha allenato molti bravi artisti, bravi cameramen, bravi registi, bravi attori, come me e Chow Yun Fat.

AF: Negli anni ’90 il cinema di Hong Kong era molto produttivo e lei ha recitato in decine di film. Com’era il cinema di Hong Kong negli anni ’80 e ’90? Ci racconta i cambiamenti che ha avvertito?

SY: Quella è stata l’età d’oro del cinema di Hong Kong. Dal 1988 fino al 1997. Facevamo circa 200 film ogni anno. Io ero in tv negli anni ’70, negli anni ’80 e ’90 ero sia in tv che al cinema, nei 2000 ero al cinema. Le persone di Hong Kong sono molto creative, giocano duro. Sono molto fiero delle mie origini, sono cinese, vengo da Hong Kong. E siamo molto creativi. Cerchiamo di creare storie nuove, invece che copiare. Al giorno d’oggi l’industria cinematografica non è valida come prima, ma siamo ancora molto creativi. Ecco perché sono così fiero, perché le persone di Hong Kong e gli attori di Hong Kong, sono molto originali. Abbiamo numerosi tipi di film, come i film d’azione, di psicopatici, commedie, azione balistica e kung fu. In tutto il mondo si amano i film cinesi, anche in India o in Africa! Sappiamo cosa è il kung fu e conosciamo bene le arti marziali. C’è un grande uomo che nessuno potrà mai rimpiazzare, si chiama Bruce Lee. Lui ha portato le arti marziali in tutto il mondo. Anche al giorno d’oggi Bruce Lee è colui che nessuno, nessuno può rimpiazzare. Siamo molto fieri di avere avuto Bruce Lee a rappresentare il cinema del nostro paese.

AF: Lei è stato uno degli attori più presenti all’interno di un “genere” definito categoria 3. Film come Naked Killer, Raped by an Angel, Run and Kill, Twist

SY: Twist è basato su una storia vera. Ad Hong Kong abbiamo molti film ispirati a storie vere e il personaggio che interpreto è esistito davvero. Ho fatto differenti film tratti da storie vere e il protagonista di Twist è reale. E ho fatto molti film violenti, si. Poi si, sesso e violenza, come Hong Kong Gigolo. Ad Hong Kong piace “il sesso” come parola, il titolo rende il film interessante. Questi film sono tutti negli anni ’90. In quel periodo erano molto popolari perché gli anni ’90 sono l’epoca d’oro di Hong Kong. Facevamo un sacco di film, ci divertivamo molto, tutto l’universo sembrava convergere in Hong Kong; uscivamo la sera ed erano 3 o 4 ore di felicità assoluta, andavamo nei bar, nelle discoteche, per strada, bevevamo molto e quindi avvenivano un sacco di eventi che si succedevano in una sola notte. Quindi quelle sono storie reali. Perché alle persone piacciono quei film? Perché sono storie di vita vera. Ecco perché quando guardi quei film pensi “wow, Hong Kong è così? Hong Kong è così sexy?”. Gli anni ’90 sono l’epoca d’oro, facevamo un sacco di soldi, e poi andavamo in disco, nei bar, moltissima vita notturna. In questo modo abbiamo creato i film di Hong Kong.

AF: …Nonostante fosse un genere sempre pieno di sesso e violenza a differenza di altri suoi colleghi come Anthony Wong Chau-Sang lei rimaneva comunque sempre una figura anche se violenta molto bella. Come mai? Per fare un esempio, c’è una grossa differenza tra il serial killer di Untold Story (diretto da Herman Yau Lai-To) e quello interpretato da lei in Dr. Lamb (diretto da Danny Lee Sau-Yin).

SY: Si, esatto! (ride) Sono il tipo che può interpretare una persona violenta ma anche bella e ben vestita. Il fatto è che ho una mente artistica. Amo dipingere, amo gli oggetti d’arte, amo la fotografia, sono anche un pittore. Ho una mente artistica quindi posso recitare anche in altre tipologie di film, come film romantici, che ti fanno sognare o sperare. Devo dire che Anthony Wong è davvero bravo a recitare. A volte prendo un sacco di ispirazione da lui. Come la prendo da Anthony Hopkins, per esempio. Lui  è un grande attore, ho trovato molta ispirazione guardando i suoi film. Perché lui possiede una storia e una mente artistica. È artistico nella recitazione, ecco perché Anthony Hopkins è un grande attore. Voglio dire, quando sei un attore devi preparare te stesso, devi imparare e studiare l’arte ed educare te stesso, provare a fare ruoli diversi quando ne hai la possibilità… Quando interpreti un personaggio cattivo hai molti più dettagli da aggiungere. Non devi aggiungere enfasi solo sul tuo viso. Proprio per questo molte persone mi amano, perché “oh, wow, Simon Yam può fare un tipo violento, un tipo cattivo, uno romantico, un inglese…” . La mente artistica è molto importante.

AF: Nel 1997 Hong Kong ritorna alla Cina e molti suoi colleghi vanno a lavorare negli Stati Uniti. Un regista invece come Johnnie To Kei-Fung rimane in patria e inizia a dirigere film diversi dal solito in cui lei spesso è protagonista, pensiamo a film come The Mission, PTU, Election, Exiled, etc. Come ha vissuto questo passaggio drammatico per molti hongkonghesi?

SY: È una cosa molto semplice. Gli amici devono aiutarsi a vicenda e Johnnie To è un amico. 
All’epoca la sua compagnia perse un sacco di soldi. Ecco perché in quel periodo abbiamo cooperato insieme, perché Johnny è un ottimo artista. Amo lavorare con lui, ma all’epoca la sua società non aveva soldi. Così gli dissi “perché non facciamo qualcosa insieme, per te lo faccio gratis”. Per Johnny lavoro gratis. Lo ammiro, è un grande regista, può anche usare tutte le mie risorse. Per fare The Mission avevamo solo 3 milioni di dollari hongkonghesi. The Mission ha provato che Johhny To è un bravo regista. E poi PTU, molto low budget, fatto in 4 anni. Voglio dire, non so cosa pensino gli altri attori ma personalmente amo lavorare con Johnny perché è un grande regista e per lui faccio di tutto gratis. Ad oggi è ricco, la sua compagnia è ricca. Anche quando Johnny mi chiama adesso posso comunque lavorare gratis. Voglio dire l’amicizia, lo spirito d’amicizia è molto importante. Non stiamo parlando di soldi. I soldi sono solo immaginazione. Non puoi giudicare solo dai soldi, che tu ne abbia molti o affatto. L’amicizia è importante, ecco cosa devi giudicare. Amo Johnny e Ringo Lam. Per loro lavoro non retribuito! Ringo mi chiamò, non aveva fatto film per circa 8 anni. C’era da fare Wild City, che poi ha avuto un buon successo. “Hey Simon, puoi venire per un paio di giorni?”. Ho risposto “certo, perché no?”, e lui “quanto vuoi?”. Ho detto “Ringo, sono 40 anni che ci conosciamo. Cosa sono i soldi? I soldi non rappresentano nulla. Offrimi una tazza di tè”. Andai per i due giorni e mi offrì una cena.
Per me nulla è cambiato dopo il ritorno alla Cina. Ad Hong Kong abbiamo molta esperienza. Il tipo di esperienza che può aiutare registi cinesi e produttori a fare più film e migliori. Al giorno d’oggi il sogno è divenuto realtà: l’industria cinematografica cinese è grande, molto grande. Ma è ancora come un bambino, ha ancora molto spazio per crescere. Così devo lavorare anche in Cina. Ho passato gli ultimi 5 anni in questo modo, 6 mesi in Cina, 6 mesi ad Hong Kong, 3 mesi a Taiwan, 2 mesi ad Hangzhou, ho lavorato molto per produzioni cinesi. Stanno esplodendo. Hanno molti ottimi registi. Ovviamente quando stai lavorando in Cina, loro hanno una censura che è molto severa e a quella devono attenersi. Così faccio un po’ di film in Cina e poi torno ad Hong Kong. Perché la censura e la cultura sono differenti. Ho bisogno di fare un po’ di film ad Hong Kong e un po’ di film Cinesi.

AF: Exiled era al Festival di Venezia e lei interpreta un personaggio particolarmente riuscito e carismatico, più che in altri film di To…

SY: Exiled è un buon film anche se al box office di Hong Kong non ebbe successo. L’obiettivo principale di Exiled era il mercato europeo ed infatti andò molto bene a Parigi. Poi abbiamo fatto un film con Johnny Hallyday (si riferisce a Vendicami, 2009) e poi Sparrow. Il mercato principale di Sparrow non era cinese ma principalmente europeo, specialmente la Francia dove fece un buon box office. A tutti i francesi piacque Sparrow. È molto romantico, parla di 4 amici che litigano a causa di ragazze, è una buona storia, romantica e indicata per il mercato europeo.

AF: Lei all’interno dello star system di Hong Kong ha sempre incarnato comunque una figura di latin lover o comunque di bellezza. Ma nell’ultima parte della sua carriera invece abbiamo notato che sta affrontando ruoli in cui sembra mettere in dubbio la sua bellezza, pensiamo a The Midnight After e Two Thumbs Up entrambi con delle acconciature molto improbabili, ma soprattutto nel suo esordio alla regia dell’horror Tales from the Dark. Come mai in questo film in cui ha curato la regia si è reso così brutto non solo nel carattere ma anche nell’aspetto e nei gesti come probabilmente non era mai avvenuto nel corso della sua carriera?

SY: Perché così è la storia. Perché parla di persone reali. Sono quello che non sempre è vestito bene. Stiamo parlando del periodo 2014-2015-2016. Non è un buon periodo ad Hong Kong. Abbiamo cercato di creare qualcosa che rispecchiasse questo periodo. Perché gli anni 80 e 90 sono l’epoca d’oro di Hong Kong. Dopo il 1997 fino ai duemila è un’epoca minore. Le persone, il pubblico guardano i film su persone comuni. Ecco perché mi sono reso brutto, per sembrare una persona “vera”. E va bene perché ha molto successo. Rappresenta la cultura di Hong Kong nel 2014, 2015, 2016, non un periodo felice. Abbiamo differenti periodi e differenti film. Nel 1990, epoca d’oro, facevamo film d’azione con molti bei ragazzi e ragazze ben vestiti, ma il 2014, 2015 e il 2016 non sono anni felici, quindi dobbiamo fare film che rappresentino questo periodo. Tra 20 anni quando la gente guarderà questi film vedrà che rappresentano il 2014-2016, gli anni infelici di Hong Kong. Dopo la Lheman Brothers nel 2008 il mondo è collassato. Quindi anche l’economia di Hong Kong non andava bene ed era un periodo difficile anche per le persone. Per questo motivo ho dovuto interpretare dei personaggi brutti e far diventare la mia immagine brutta. Voglio testimoniare con i film che questi anni sono anni infelici. Non c’erano abbastanza soldi per comprare vestiti, per mangiare, per comprare una casa… Abbiamo bisogno di fare film su questo momento storico. Molte persone mi amano per questo, perché non mi interessa la mia immagine. A me interessa la cultura negli anni. E se incontri le persone di tutto il mondo e quelle di Hong Kong, sapranno perché eri infelice negli anni 2013, 2014, 2015, basta guardare i rispettivi film.

AF: Lei nella sua carriera di più di duecento film ha partecipato a moltissimi action urbani ma abbiamo notato che ha recitato in molti pochi wuxiapian e film di arti marziali in costume che comunque è un genere molto prolifico ad Hong Kong. Come mai?

SY: Si, incredibile! (ride). Mi piacciono i film moderni/contemporanei. Rappresentano la cultura. Nei film in costume non riconosci l’anno e le persone hanno difficoltà ad essere coinvolte, in quei periodi. Ma con i film moderni è più semplice. Certo, c’era molta scelta per me ad Hong Kong e in Cina per far parte di uno di quei film, ma ho sempre preferito i film moderni e non quelli in costume. Amo il personaggio del poliziotto, perché i poliziotti sanno cosa è successo nel 2016 e nel 2015, la polizia conosce la società e come va il mondo, perché è in prima linea sulle strade. Per questo motivo amo i polizieschi. Tra 50 anni tutti gli addetti ai lavori che amano il cinema, che siano registi o produttori, e desiderino conoscere gli ultimi 50 anni di Hong Kong, dovranno vedere i film con Simon Yam, perché i film di Simon Yam rappresentano sempre la cultura di tale anno. Devono mettere alcuni film nelle librerie, perché tra 50 anni se vogliono sapere cosa è successo nel 2016 o nel 1997 o nel passato, dovranno mostrare alla gente i film di Simon Yam. Simon Yam rappresenta la cultura di Hong Kong. Ho fatto 200 film negli ultimi 30 anni, amo questa cosa. Incredibile.

AF: In questo periodo anche altri suo colleghi attori (Nick Cheung Ka-Fai, Francis Ng Chun-Yu o Juno Mak Chun-Lung) hanno diretto film. Come ha preso la decisione di passare alla regia? Ha trovato particolari difficoltà, come ha trovato l’esperienza?

SY: Divertente. I registi hanno tutto sotto controllo, conoscono tutto del progetto, è divertente. Una volta ogni tanto va bene, ma non fa per me. Voglio essere un attore più che un regista. Ma farò un altro film alla fine di quest’anno, si. Quell’altro, Tales from the Dark è circa di due anni fa. Voglio fare film ogni 3-4 anni, ogni 3 anni circa dirigerò altri film. Questo significa… la cultura: ogni 3-5 anni c’è un cambiamento. Voglio fare film che rappresentino quell’anno. Quando dico che Tales from the Dark rappresenta quegli anni è perché le proprietà erano così costose che neanche gli spettri trovavano spazio! Perché il prezzo delle proprietà cresce! Ho usato lo sfondo dei fantasmi per dire che noi siamo persone normali ma non possiamo permetterci di comprare proprietà, non puoi vivere ad Hong Kong, neanche i fantasmi possono permetterselo, e questa è cultura. Nei film devi mettere dell’ispirazione e devono essere belli, certo, ma raccontare quello che avviene nel presente, questo è quello che voglio.

AF: Lei ha recitato in film tratti da fumetti come ad esempio Future Cops e Storm Warriors. Ma mentre il primo utilizzava effetti speciali classici il secondo è pieno di effetti digitali. Per un attore come lei com’è l’approccio ad un film particolarmente effettato? Quale metodo preferisce?

SY: Certo, amo i film classici. Ma il mondo sta cambiando così in fretta. Prima usavamo props, ora è tutto digitale quindi abbiamo bisogno di seguire la corrente. Al giorno d’oggi è tutto CGI, ma io non la sento reale. Non è reale, non è grezza, non puoi “annusarla”. È tutto un grande spettacolo della CGI. Se guardi i film Marvel, usano tantissima CGI! Ma quando la guardi, ti manca qualcosa. Ecco perché amo i film francesi e i film tedeschi. Sono fatti con il cuore. Anche i film italiani, c’è sempre tanto divertimento. Le commedie sono sempre fatte col cuore e rappresentano tutta l’Italia. Certo, si può usare un po’ di CGI ma non per tutto il film, lo detesto, non mi piace e preferisco le cose reali. La vita vera delle persone.

AF: In passato ha anche lavorato con dei grandi registi in film molto riusciti. Ci viene subito in mente Juliet in Love di Wilson Yip Wai-Shun e Burning Snow di Patrick Tam Kar-Ming. Cosa ricorda di questi due film? Qualche aneddoto?

SY: Ricordo che era il 1988, eravamo a Taiwan, ed era un duro lavoro. Patrick Tam normalmente lavorava 20-24 ore al giorno. Lui è il tipo che potrebbe fare un intero mese in quel modo. E lui è molto bravo, tutto è sempre molto nei dettagli, ogni singola inquadratura, la recitazione, a lui piace entrare nei dettagli. Ecco perché ottiene sempre inquadrature perfette. Mentre Wilson Yip ti permette di creare te stesso, quello che vuoi, quello che senti. Ti libera, come fa Ann Hui. “Crea te stesso. Sei arrabbiato? Okay, mostrami che cos’è la rabbia nella tua mente”. E lavorare così mi piace. A proposito di “giovani”, ho recentemente fatto SPL2, l’hai visto? È di un grande regista (Soi Cheang). Questo ragazzo può rappresentare i prossimi 10 anni. Sono entrambi miei amici e abbiamo lavorato insieme.

AF: In Triangle lei ha recitato contemporaneamente con tre maestri del cinema di Hong Kong, Ringo Lam, Johnny To e Tsui Hark. Ci può dire qualcosa su ciascuno di questi registi e le loro differenze?

SY: Sono tutti dalla TVB, hanno tutti fatto serie tv. Sono tutti amici. Siamo tutti amici e abbiamo lavorato insieme. Tsui Hark è molto, molto creativo. Lui ha la mente rivolta al mondo. Insiste nell’avere passione per i film di Hong Kong, insiste nel rappresentare lo spirito dei film di Hong Kong. Tsui Hark può fare di tutto, è un regista molto creativo, un grande regista, sempre avanti. Cerca di fare tante tipologie di  film, alcuni hanno successo altri non molto, negli ultimi due anni ha avuto molto successo. E usa moltissima CG. Johnny To e Ringo Lam invece la odiano, come me! (ride) 
Loro vogliono tutto reale, ma Tsui Hark usa molta CG. E ha molto successo. Mi hanno tutti dato stimoli e idee su quello che significa fare film. A volte devi essere… vicino alla gente. Il personaggio, lo spirito, il mondo nel film, prima ancora che la CG che ha un valore se utilizzata in una bassa percentuale rispetto alla “realtà”. Ma Tsui Hark usa un sacco di CG tipo 20% di persone reali e 80% di CG! Gli altri due, invece, amano 80% persone e 20% CG, così che quando mescoli questi due elementi, ecco che escono dei bei film! Ho incontrato Tsui Hark nel 1978. Facevamo una serie tv. 1978… tu non eri nemmeno nata!

AF: Di tutti i suoi film qual è il suo preferito e perché? Non le chiedo qual è quello che ama di meno? O si? Me lo direbbe?

SY: Amo PTU. Amo Ringo Lam, amo Full Contact. Mi piacciono tutti i miei film. Amo tutti i miei film perché rappresentano la cultura dell’anno di produzione. Non ho un film che non mi piaccia, mi piacciono tutti, anche alcuni che sono brutti! Questo significa che guardando i miei film fatti in un certo anno il pubblico riconoscerà la cultura di quel determinato anno. Certo, a parte i film di gangster, ci sono stati periodi con molti gangster in tutto il mondo. Quindi quei film sono molto amati, perché rappresentano la cultura di ogni paese.

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