![]() |
|
||||||
|
|
||||||
Sostanzialmente si tratta di un film sulla vendetta, da parte del giovane Riki Fudoh, per la morte del fratello al quale era strettamente legato, il quale e' stato ucciso dal padre per porre rimedio ad un errore che avrebbe portato inevitabilmente ad una guerra tra gang. I legami familiari sono delineati in maniera efficace nei primi minuti del film, dove vediamo Riki ancora bambino che gioca a baseball col fratello maggiore Ryu il quale da quasi l'impressione di essere il padre di Riki, anziche' il fratello. Pochi minuti dopo, vediamo i due fratelli e il padre che mangiano alla stessa tavola in una bellissima e significativa inquadratura, con Iwao sulla sinistra e Ryu e Riki sulla destra, e dietro di loro due fiamme dipinte a destra e a sinistra del muro che non fanno altro che amplificare la sensazione di antagonismo che vede il padre da un lato e i due figli dall'altro. Questa inquadratura verra' ripetuta altre due volte durante il film, e la sua funzione sara' sempre quella di enfatizzare questo antagonismo. Dopo l'uccisione di Ryu la vicenda fa un balzo temporale di 10 anni nel futuro, dove troviamo Riki ormai adolescente che davanti all'altare del fratello morto ricorda al padre del decimo anniversario della triste vicenda, il quale dice con noncuranza di essersene dimenticato: questo fa capire quanto diversi siano i sentimenti che Iwao e Riki provino verso il defunto Ryu e non fa altro che aumentare il desiderio di vendetta da parte di Riki.Tutto cio', assieme alla spettacolare sparatoria nei bagni e all'introduzione del personaggio di Nohma/Riki Takeuchi e dei boss del clan Niho, sta nei primi quindici minuti del film, prima dei titoli di testa. Questo lungo incipit diventera' quasi un marchio di fabbrica del regista di Osaka, che trovera' l'esempio migliore nel primo Dead or Alive: 7 minuti al fulmicotone montati e girati magistralmente. Ma questa e' un'altra storia. Le tematiche miikiane sono ben presenti in Fudoh, a partire dalla figura del reietto privo radici alla ricerca dell'unita' familiare e della felicita', il tutto ammantato da una patina di violenza, ovviamente di colore rosso. Ogni personaggio e' "diverso" e ai margini della societa', dal gigantesco Aizone che dopo un attentato torna addirittura semiricoperto da placche metalliche, a Mika, una delle compagne di classe di Riki nonche' killer per suo conto, che in una delle scene piu' erotiche del film rivela a Junko di essere ermafrodita, e afferma addirittura che "non potra' mai essere felice". Riki, dopo la morte del fratello per mano del padre, sente di non appartenere piu' alla famiglia composta da suo padre ma anche dal suo clan Niho, e addirittura si ritrova ad essere contro di loro, per vendetta innanzitutto ma anche perche' non approva e non sente suoi i metodi tradizionali utilizzati dalla Yakuza: emblematico e' in questo caso il titolo completo del film, ossia Fudoh: The New Generation, la nuova generazione. Gia' da questo film si percepisce come Miike, nel descrivere il clan Niho, abbia dipinto un modello di Yakuza sulla via del tramonto, crepuscolare, legata a vecchie e anacronistiche tradizioni, e che preferisce giocare a golf o guardare gli spettacoli di strip tease piuttosto che combattere per la conquista e il mantenimento del territorio. Lo stesso modello di "Yakuza crepuscolare" che verra' descritto in seguito nel 2002 da Graveyard of Honour. Un'altra scena indicativa del livello di degrado e di squallore a cui il clan Niho e' giunto si ha quando Riki, assieme al suo gruppo, va al tempio Niho durante la notte ad uccidere i due boss gemelli del clan. In questo caso, vediamo che uno dei due nasconde sotto le proprie coperte nientemeno che il proprio figlio, col quale sicuramente non stava giocando a briscola, e questo porta a fare un confronto con la situazione familiare di Riki, che mai e poi mai sarebbe capace di compiere un gesto del genere. Infine, quando Iwao Fudoh nelle ultime scene del film cerca di uccidere Riki nel sonno, quest'ultimo blocca la spada con la mano e, incurante del sangue che sgorga dal palmo dice: "l'era del sacrificio di un bambino per i genitori e' finita", facendo cosi' capire al padre che il passaggio da una generazione all'altra, sia dei Fudoh che del suo clan Yakuza, e' imminente. In mancanza della propria famiglia di sangue quindi, Riki va alla ricerca di un surrogato, formando un gruppo eterogeneo di "outcast" tipicamente miikiani, come Aizone (che da piccolo uccise i genitori, e per questo Riki rimane affascinato visto che lo rende in qualche modo simile a lui) o Mika l'ermafrodita. E tipico di Miike e' anche il fatto che, non appena il gruppo comincia a perdere i suoi elementi, in questo caso con l'uccisione dei due bambini da parte di Nohma, la disintegrazione dello stesso diventa inevitabile; infatti, alla morte dei bambini seguono le uccisioni di Mika e di Toko, un'altra killer appartenente al gruppo, nonche' l'attentato ad Aizone (presagito pochi istanti prima dell'esplosione da alcune inquadrature fatte a dei corvi, i classici uccellacci del malaugurio) che pero' sopravvivera' al prezzo di qualche chilo di metallo in piu' cucito sulla pelle. Il gruppo rinascera' con l'arrivo di Junko, che si rivelera' una preziosa alleata di Riki, salvandolo da morte certa per mano del micidiale fratellastro Gondo (altro personaggio senza radici, nord coreano in terra giapponese) che non avrebbe esitato un minimo a farlo fuori; in questo scontro, tra Gondo e Riki, si ha quasi l'impressione che quest' ultimo sia titubante nell'affrontare l'avversario per il semplice fatto che questi rimane pur sempre suo fratello, ma l'intervento esterno di Junko risolve ogni tentennamento. Ora, tralasciando le analisi approfondite, Fudoh funziona alla grande anche come film di puro intrattenimento. L'intreccio semplice, le immagini colorate ed eccessive, il ritmo abbastanza sostenuto, sono tutti elementi che fanno assomigliare Fudoh ad un colorato fumettone. I personaggi poi, sembrano davvero usciti pari pari da un manga: guardate Nohma, interpretato da Riki Takeuchi, come e' esagerato con quella pettinatura da tamarro, oppure Aizone, il gigante con le placche di ferro, o Gondo con la sua ghigna tra l'indifferente e lo psicopatico. In questo senso, Fudoh puo' essere visto come una sorta di anticipazione a Ichi the Killer, a mio avviso uno dei film di Miike che piu' si avvicinano all'universo manga. Insomma, se non si fosse capito, Fudoh e' uno dei suoi film che preferisco, eccessivo ma con tutti gli elementi amalgamati in maniera equilibrata, dannatamente divertente ma anche di notevole spessore. Nell'analizzare Fudoh, e' chiaro come Miike preferisca comunicare con le immagini, ottimamente fotografate da Hideo Yamamoto, anziche' con le parole, e questo film e' uno dei migliori esempi dove si puo' notare come il suo stile sia altamente comunicativo e innovativo.A cura di Valerio Spisani |
|||||||
|
|||||||