John Woo nasce a Guandong, Canton, Cina nel 1946.
Il suo vero nome è Ng Yu sum in cantonese, in mandarino
è Wu Yu-sen.
Nel 1949 dopo la presa del potere da parte dell'Esercito di
Liberazione Popolare di Mao, la famiglia di Woo, il cui padre
era un alto ufficiale dell'Esercito Nazionalista, si vede
costretta a trasferirsi a Hong Kong.
Il padre di Woo, malato di tubercolosi non riesce a trovare
lavoro e rimane a lungo in ospedale, ed è la madre
ad occuparsi della famiglia, costretta a vivere addirittura
senza una casa, sulla strada.
Questo stato di indigenza avrebbe sicuramente impedito a Woo
di ricevere un'adeguata istruzione, se non fosse stato per
l'intervento della chiesa luterana.
Una famiglia americana offrì a Woo la possibilità di studiare per otto anni in una scuola luterana guidata da
un americano, periodo durante il quale Woo entra in contatto
per la prima volta con la cultura statiunitense.
Negli anni sessanta non esistevano scuole di cinema a Hong
Kong, e l'unico modo per il giovane John di imparare qualcosa
sull'arte cinematografica era guardare film, grazie anche
al direttore del giornale "Chinese Student Weekly",
che ospitava nei suoi uffici una specie di centro culturale
frequentato da studenti, e metteva a disposizione film per
visioni collettive, che venivano poi discussi in modo approfondito.
Tra il 1968 e il 1970, periodo di violenti scontri a Hong
Kong tra il partito comunista e quello nazionalista, Woo gira
cortometraggi in 8 e 16 mm e cerca di trovare lavoro come
tuttofare nei set dei film indipendenti.
All'età di ventitré anni Woo viene assunto alla
Cathay Studios come supervisore alla sceneggiatura.
Nel 1971 trova lavoro presso la Shaw Brothers, all'epoca la
più grande e potente casa di produzione di Hong Kong,
in qualità di aiuto regista sotto la guida di Chang
Cheh, grande regista di film di arti marziali e wuxiapian,
per il quale Woo si occupa soprattutto di montaggio e di mixaggio.
Film in cui collabora sono: Water Margin (1971, conosciuto
anche con il nome di 7 Blows of the Dragon), Boxer from Shantung (1972), Four Riders (1972 uscito in italia con il titolo:
I 4 scatenati di Hong Kong), Blood Brothers (1973).
Nel 1973 Woo dirige il suo primo film, grazie all'investimento
di un amico, Ronald Lui. Woo e Wang Kai-yi, fondano una piccola
compagnia di produzione e girano Farewell Buddy. Autore della
sceneggiatura, insieme a Woo, Ni Kuang (Ai Hong), che aveva
scritto molti film di arti marziali, da Mantieni l'odio per
la tua vendetta a Dalla Cina con furore.
In questo film figura anche come coreografo delle scene di
arti marziali, Chen Yuan-long, che sarebbe poi diventato famoso
con il nome di Jackie Chan.
La pellicola non ottiene il visto di censura a causa della
violenza troppo esplicita e ne viene impedita la circolazione
nelle sale.
Alcuni produttori importanti come Raymond Chow, Leonard Ho
e Andre Morgan visionarono il film e la Golden Harvest decise
di acquistarlo e offrì a Woo il suo primo contratto
da regista.
Alcune scene di Farewell Buddy vennero rigirate e il film,
rimontato per ottenere il visto della censura, uscì nelle sale nel 1975 con il titolo di The Young Dragons.
Il film successivo per la Golden Harvest è The Dragon
Tamers del 1974. Girato in Corea del Sud è anche conosciuto
come Belles of Taekwondo.
The Dragon Tamers è un altro convenzionale film di
arti marziali, e la produzione impone a Woo di rigirare alcune
scene.
Così Woo parla di The Dragon Tamers:
"La mia intenzione era quella di fare un vigoroso film
di kung fu, pervaso da un'aura di spirito cavalleresco, ma
una volta completato il montaggio, la produzione decise di
introdurre qualche scena sexy. Così dovetti rigirare
alcune sequenze in cui delle donne giapponesi, in vesti succinte,
combattevano e si dimenavano. Non è un film del quale
vado fiero, come sovente capita quando si è costretti
a fare ciò che non si vorrebbe. All'epoca mi sentivo
molto frustrato". (tratto da Bertolino-Ridola, John Woo.
La violenza come redenzione)
Nel 1975, con Princess Chang Ping, Woo realizza una personale
trascrizione di un'opera cinese classica, un musical in costume,
remake di Tragedy of the Emperor's Daughter, del 1959. Pur
non riuscendo a rilanciare il genere operistico il film è
stato un buon successo di pubblico.
Sempre del 1975 è Hand of Death (noto anche come Countdown
in Kung Fu), altro film di arti marziali che vede tra i protagonisti
anche Jackie Chan, Samo Hung (altro grande attore e regista
di film di arti marziali) e lo stesso John Woo nei panni di
uno studente Shaolin. Questo film, non si discosta dai soliti
canoni del genere, senza stravolgimenti tematici, tradimenti
e vendette e si susseguono con regolare progressione e gli
esiti commerciali non sono eclatanti.
La pellicola successiva invece, Money Crazy, risulta uno dei
più grandi successi del 1976. Il film, noto anche come
The Pilferer's Progress, girato con un budget molto limitato,
incassa molto bene ma il successo si ritorce contro lo stesso
Woo, costretto a girare altre commedie dello stesso genere.
Il successivo film, Follow the Star è del 1977. Nel
1978 segue un'altra commedia girata insieme a Louis Sit e
T.C. Lau, Hello Late Homecomers e nello stesso anno Woo gira
Last Hurrah for Chivalry un wuxiapian, nato come omaggio a
Chang Cheh.
"Gli fu offerto un budget più alto per realizzare
un film di cavalieri erranti e spadaccini; Last Hurrah for
Chivalry, che uscì nel 1978. Come per Princess Chang
Ping, fu un ulteriore tentativo di far rivivere un genere
non più di moda, il wuxiapian, in cui Woo portò
il suo tocco di modernità. (…) Il film portò
poca cosa sia alla popolarità del genere che a Woo,
ma mostrò che il regista aveva un interesse per le
forme convenzionali, gli effetti stilistici e le preoccupazioni
tematiche propri di un genere d'azione. Se perseguiva l'obiettivo
di innovare rifacendosi a vecchi generi non ci riuscì
con questi due film. Ciononostante Last Hurrah for Chivalry è interessante per aver individuato tematiche che Woo
approfondirà nei suoi film successivi. Woo stesso definisce
Last Hurrah for Chivalry come un "preludio" ad A
Better Tomorrow, trattando entrambi di cavalleria e lealtà".
(Stephen Teo, Hong Kong Cinema, The Extra Dimension)
Nel 1979 Woo realizza un'altra commedia, From Rags to Riches,
che ha come interprete principale la star della comicità
cantonese Richy Hui. Woo comincia ad usare i suoi film come
un'arma contro il sistema produttivo che lo ha imprigionato
nel genere della commedia, e costretto a ripetersi e ricalcare
formule di successo.
Il primo effetto di questa intenzione è il fallimento
commerciale dei film, che diventano viaggi allucinanti e caotici,
carichi di sadismo e livore autobiografico.
Nel 1981, oltre a girare per la Golden Harvest To Hell with
the Devil, una commedia bizzarra su di un uomo perseguitato
da un diavolo che vuole la sua anima, realizza per la Cinema
City il film Laughing Times (firmato con lo pseudonimo di
Wu Shang-fei, per aggirare i vincoli contrattuali che ancora
lo legavano alla Golden Harvest), tributo alla slapstick comedy
e al cinema muto. Ma nemmeno la Cinema City offre a Woo la
possibilità di una maggiore libertà creativa,
e per il film successivo, Plain Jane to Rescue, altra classica
commedia comica uscita nel 1982, Woo ritorna alla Golden Harvest.
Nel 1983 gli viene affidata la regia di The Sunset Warrior,
il suo primo film d'azione contemporaneo, sempre per la casa
di produzione Golden Harvest. Girato tra il Vietnam e la Tailandia,
è un film di guerra, che ha come protagonisti un gruppo
di mercenari cinesi che vengono inviati nel Triangolo d'Oro
(Birmania, Tailandia e Cambogia) per rapire uno dei grandi
trafficanti di droga della zona. La produzione tuttavia giudica
il film troppo duro e pessimista e Woo abbandona il montaggio.
Il film uscirà solo nel 1986, dopo il successo di A
Better Tomorrow, con il titolo di Heroes Shed No Tears. Questo
film è importante soprattutto perché in esso,
seppur con limitazioni imposte dalla produzione, sono accennati
quei temi che Woo potrà affrontare solo con A Better
Tomorrow.
La carriera di Woo sembra ormai irrimediabilmente compromessa,
e il regista lascia la Golden Harvest per passare alla Cinema
City.
Dopo aver prodotto per la nuova casa di produzione due film
a Taiwan, Super Citizen e Love, Lonely Flower, dirige sempre
a Taiwan The Time You Need a Friend, una sorta di remake di
I ragazzi irresistibili (commedia del 1975 di Herbert Ross).
Il film, uscito nel 1984 risulterà un altro insuccesso
commerciale, come il successivo Run, Tiger, Run, del 1985,
libero adattamento del Il Principe e il povero di Mark Twain,
che vede tra i suoi interpreti Teddy Robin Kwan, celebre rock
star degli anni sessanta.
Al suo ritorno ad Hong Kong, la Cinema City non offrirà
a Woo la possibilità di girare altri film.
Le cose cambieranno quando Tsui Hark, divenuto uno dei maggiori
produttori di Hong Kong (con la Film Workshop e la Cinefex
Workshop), deciderà di saldare il debito di riconoscenza
che aveva con John Woo, il quale anni prima lo aveva introdotto
nei circuiti commerciali e produttivi della Golden Harvest.
Era nelle intenzioni di Woo e di Hark, di cambiare i canoni
tradizionali del cinema d'azione, e non soltanto dal punto
di vista stilistico, ma anche dal punto di vista delle tematiche.
A Better Tomorrow è la risultante di questo sforzo,
che combina tematiche proprie dei wuxiapian, noir urbano,
spettacolari scene di sparatorie coreografate come veri e
propri "balletti di piombo", come nei film di kung
fu vengono coreografati i combattimenti a mani nude. Il film
uscito nel 1986 rimarrà un punto di svolta fondamentale,
non solo per la carriera di Woo, ma per tutto il cinema d'azione
di Hong Kong; viene addirittura coniato per definire questo
film, il termine Heroic Bloodshed (tradotto alla lettera significa
eroico bagno di sangue).
Per la prima volta Woo, non costretto a sottostare a limitazioni
creative, riesce ad arrivare al successo e l'anno successivo,
il 1987, vede l'uscita del sequel, A Better Tomorrow 2. Non
supportato da una sceneggiatura altrettanto felice rispetto
al primo episodio, in questo film tuttavia Woo ha modo di
perfezionare il suo stile e il suo utilizzo del linguaggio
cinematografico. Nascono con questo film anche i primi dissidi
tra Woo e Tsui Hark, a causa di problemi con il montaggio
definitivo del film che lascia insoddisfatti entrambi.
Quasi contemporaneamente Woo dirige in collaborazione con
Wu Ma, e sotto la supervisione di Chang Cheh, Just Heroes,
che poi uscirà nel 1989.
Il film è una saga famigliare, che vede protagonisti
i tre nipoti di un boss della malavita, in lotta per la successione,
a cui Woo partecipa più per la riconoscenza nei confronti
dell'anziano maestro che per un reale interesse per lo script.
Anche in questo film comunque Woo mostra la sua perizia nel
mettere in scena sequenze d'azione e sparatorie, ponendo l'accento
sulle figure eroiche dei suoi protagonisti, che agiscono ai
confini della mitologia, e alla intrinseca necessità
di ricorrere alla violenza per difendere i valori in cui credono,
confermando anche il teorema androcentrico derivato da Chang
Cheh. Just Heroes potrebbe suonare come il metatitolo di tutta
la filmografia di John Woo, perché riassume in sé
quella condizione di eroismo, a cui i protagonisti sono condannati,
la loro desolazione è dissimulata con legami di amicizia
straordinari, ma in modo marcato e distante allo stesso tempo.
Non ci sono figure ambivalenti come nel caso del successivo
The Killer, nessuna dualità, ma soltanto storie di
dannati, costretti alla violenza. Non si tratta più
di buoni e cattivi, di bene e male, perché nessuno
se lo può permettere.
Tra gli interpreti, oltre a Danny Lee, David Chiang e Ti Lung,
tutti "discepoli" di Chang Cheh, anche Stephen Chow
Sing Chi, ancora sconosciuto, ma che in futuro si affermerà
come grande mattatore della commedia comica cantonese.
Dice Woo del film e del suo lavoro con Chow Sing Chi: "Ricordo
che quando giravamo la cosa più interessante era lavorare
con lui. La storia era così banale, sciocca, gli attori
così tipici, il budget bassissimo. Ma quando lavoravo
con Stephen era davvero eccitante perché ritenevo questo
ragazzo veramente dotato di molto talento. La sua interpretazione
era così emozionante, così vera, fresca. Lui
era l'unico a suggerirmi nuove idee. Sapevo che sarebbe diventato
una grande star, proprio come l'avevo avvertito con Jackie
Chan ai tempi di Hand of Death. (…) Quindi quando abbiamo
lavorato insieme l'ho sempre incoraggiato. Gli dicevo:"
Tu lavori duramente, hai il tuo personaggio, il tuo stile,
vedrai che diventerai un grande, non devi arrenderti".
(…) La sceneggiatura di Just Heroes era molto povera,
molto semplice. All'inizio avevamo intenzione di fare del
film qualcosa come A Better Tomorrow. Stephen era molto preso
dal suo lavoro. La sua parte era molto piccola, ma c'erano
alcuni momenti molto intensi in cui aveva l'opportunità
di dimostrare tutto ciò di cui era capace." (da
Cineforum n.368, ottobre 1997)
Nel 1989 Woo riesce finalmente a realizzare il suo film più
voluto e personale: The Killer. L'avvio della produzione è
tuttavia molto travagliato, come spiega Terence Chang, produttore
del film insieme a Tsui Hark: "Tsui è un regista
eccezionale, ma è anche un uomo molto sensibile, sempre
sulla difensiva, al limite della paranoia. I suoi problemi
con John iniziano esattamente in questo periodo. John aveva
appena realizzato A Better Tomorrow 2 e Tsui riteneva che
il film fosse meno riuscito del precedente. I due erano amici
e John voleva rimanere leale nei confronti di Tsui: dopo A
Better Tomorrow rifiutava tutte le offerte di altri produttori,
preferendo restare alla Film Workshop, dove guadagnava meno
denaro ma poteva continuare a lavorare per Tsui. Il quale
era sempre "geloso": aveva ripescato John, e adesso,
quando era al culmine della popolarità, non sopportava
quello che faceva. Allora mi ha chiesto di mandarlo via. Gli
ho detto che era impossibile, che non si poteva fare una cosa
simile senza motivo, anche perché era protetto dal
suo contratto e A Better Tomorrow aveva guadagnato molto.
Era una posizione difficile. Avevo conosciuto John ai miei
esordi alla Golden Harvest, mi aveva protetto quando mi rifiutavano
per via dei miei studi all'estero e del mio curriculum poco
ortodosso. Ma alla Workshop, il mio capo era Tsui Hark e dovevo
fare del mio meglio. Non avevo avvisato John che Tsui voleva
cacciarlo e durante diversi mesi John si è visto rifiutare
tutti i suoi progetti senza capire quello che accadeva. Tsui
Hark ha rifiutato di produrre Once A Thief perché Chow
Yun Fat non era libero, poi ha rifiutato Bullet in the Head spiegando che per la prima parte il film andava bene, ma che
non si poteva andare a girare in Vietnam. Ha anche rifiutato
The Killer dicendo che nessuo si sarebbe interessato a una
storia del genere, che era troppo "sixties", anacronistica…
John era frustrato. Era al suo apice, ma non poteva girare.
Allora Chow Yun Fat ha fatto di tutto per costringere Tsui
a produrlo." (da HK Orient Extrème Cinema n.2
del 1997)
Woo parla del progetto di The Killer con Chow Yun Fat, e l'attore
entusiasta decide di fare il possibile perché venga
realizzato. Per fare questo contatta la Golden Princess, una
holding a capo di diverse case di produzioni cinematografiche
(tra le quali la Film Workshop di Tsui Hark), per sollecitarla
a finanziare il progetto. Rimaneva tuttavia un problema: avendo
firmato un contratto in esclusiva con la Golden Princess,
Chow Yun Fat, divenuto dopo A Better Tomorrow una delle star
più richieste, non poteva interpretare più di
due film nello stesso momento (cosa abbastanza frequente a
Hong Kong, di lavorare su più set contemporaneamente).
In quel periodo Chow era impegnato su City War e Triad, due
gialli senza interesse. Al termine di un'animata discussione,
i dirigenti della Golden Princess acconsentirono ai voleri
dell'attore e ordinarono a Tsui Hark di produrre The Killer.
Questo film renderà a Woo la consacrazione internazionale,
aprendo le porte dell'occidente, non soltanto per il regista,
ma per tutto il cinema di Hong Kong. Woo utilizza per questo
film l'allegoria e il simbolismo derivate dalla sua cultura
multipla, a metà tra oriente e occidente. Hong Kong
rimane soltanto lo sfondo operativo della lotta di un uomo
contro le forze del male in una sorta di combattimento mistico
per arrivare alla propria redenzione. I nemici non hanno consistenza
umana, ma sono orde infernali contro cui l'eroe compie il
proprio tragico sacrificio in nome dei suoi ideali, l'amicizia,
l'amore.
Woo avrà per questo film la totale libertà da
parte dei produttori, commentando come segue la riuscita delle
sue intenzioni.
"Credo nei miei personaggi, nei sentimenti che esprimono.
(…) Penso che la riuscita del film venga dal fatto che
sono stato libero di agire sulle riprese e ho potuto impegnarmi
a fondo. Tutto quello che c'è in questo film sono io.
Lo humor, l'azione, i sentimenti, tutto è davvero personale."
Dopo The Killer, Woo lascia la Film Workshop per produrre
da indipendente Bullet in the Head. Il film originariamente
era stato concepito come terzo episodio della saga di A Better
Tomorrow e situato temporalmente prima degli altri due. Ma
il progetto incontra l'opposizione di Tsui Hark, intenzionato
a dirigere lui stesso il terzo episodio: A Better Tomorrow
3: Love and Death in Saigon, uscito nel 1989.
Bullet in the Head, ambientato in parte in Vietnam durante
la guerra, è la messa in scena della perdita dei valori
che culminano nel tradimento dell'amicizia, per causa dell'avidità
e del potere. Woo distrugge la costruzione morale su cui si
basa il suo cinema, e il duello finale tra l'eroe vendicatore
Ben e l'amico traditore Paul, finisce tra esplosioni e fiamme,
dalle quali il primo ne esce vincitore. Ma non c'è
catarsi in questi caso, nessuna redenzione. E' il ritratto
di una generazione di persone che come lo stesso Woo hanno
attraversato un periodo molto travagliato, quello sul finire
degli anni sessanta, scosso da molti avvenimenti, influenzato
anche dagli avvenimenti recenti della Cina, con la repressione
di piazza Tien An Men.
Gli esiti commerciali di Bullet in the Head non sono soddisfacenti
e il film non rientra neanche nei costi di produzione, ma
Woo ha modo di rifarsi l'anno successivo con Once A Thief.
Il film, tra action e commedia è un grande successo
di pubblico, e segna quasi un ritorno alle origini per Woo.
Questa volta però, non più imprigionato dalle
rigide esigenze produttive del periodo in cui era alla Golden
Harvest, riesce a confezionare un film gradevole e di successo.
Nel 1992 il ritorno alle armi, Hard Boiled sarà il
suo ultimo film ed estremo saluto ad Hong Kong. Anche questa
volta Chow Yun Fat è l'attore scelto per il ruolo di
protagonista, affiancato da Tony Leung Chiu-wai. Tequila e
Alan, i loro personaggi, sono entrambi poliziotti, che per
circostanze diverse si ritrovano da parti opposte della barricata,
entrambi solitari ed emarginati, perché il primo è
deciso a combattere il crimine a con qualsiasi mezzo, anche
poco ortodosso, il secondo invece è un infiltrato,
costretto a vivere secondo le regole della malavita. La loro
rivalità diventerà amicizia, con un percorso
simile a quello che avveniva in The Killer tra Jeff e Lee.
Dopo Hard Boiled, Woo lascia Hong Kong, accettando di realizzare
Senza Tregua (Hard Target 1993), per la Universal Pictures.
Molti altri suoi colleghi di Hong Kong cominceranno un esodo
verso gli Stati Uniti, alle soglie della fatidica data, il
1997, anno della restituzione di Hong Kong alla Cina. La sua
prima esperienza con gli studios hollywoodiani risulta difficile,
come appare dalle stesse parole del regista (in una intervista
rilasciata ad Asian Trash Cinema n.5 del 1994): "Nove
produttori per Senza Tregua! Non mi aspettavo questo genere
di problemi, e non ero abituato al sistema hollywoodiano.
Troppa gente interferisce con la creatività".
Il film avrà qualche travaglio, sia per la non perfetta
intesa con l'attore protagonista Jean Claude Van Damme, sia
per la risposta non felice delle anteprime. Il film, inizialmente
montato dallo stesso Woo, viene rimontato da altri, lasciando
insoddisfatti un po' tutti gli estimatori del regista di Canton,
ma la risposta del pubblico è comunque buona, facendo
aumentare la fiducia degli Studios.
Il passo successivo è la versione televisiva di Once
A Thief (Soluzione Estrema), episodio pilota di una serie
del 1996, interrotta però dopo pochi episodi.
Sempre nel 1996 è la volta di Broken Arrow (Nome in
codice: Broken Arrow), un film gastronomico per la Twentieth
Century Fox. Il film, girato ancora come prova della propria
affidabilità commerciale (dopo che al suo debutto negli
USA gli avevano affiancato addirittura Sam Raimi come stand
by director), è servito per ribadire il proprio valore
e vincere lo scetticismo e la diffidenza degli americani.
Il film, per quanto impersonale è un altro successo
al botteghino.
Solo con il successivo Face/Off, Woo (Face/Off - Due facce
di un assassino 1997) ritorna a "fare" almeno in
parte il proprio cinema. In Face/Off, Woo riesce ad avere
maggiore libertà dai produttori (Michael Douglas e
la Paramount) riuscendo ad ottenere di nuovo un buon riscontro
di pubblico e di critica, arrivando finalmente alla consacrazione
internazionale definitiva.
Nel 1998 Woo ritorna a lavorare per la televisione, realizzando
Blackjack, un altro episodio pilota per una serie, con Dolph
Lundgren come protagonista e realizza anche uno spot pubblicitario
per una casa di abbigliamento sportivo a Rio de Janeiro.
Il resto è ormai storia. E porta il nome di “Mission:
Impossible II”, “Windtalkers” e “Paycheck”.
A cura di Daniele Malavolta
INDICE:
--CAPITOLO 0 - BIOGRAFIA
--CAPITOLO 1 - FORTUNA CRITICA
-1.1- L'ambasciatore del cinema di Hong Kong
-1.2 - Sei film che hanno cambiato il cinema di Hong Kong
-1.3 - Un fomani migliore a Hollywood
-1.4 - Come faccio il regista
-CAPITOLO 2 - DALLA COMMEDIA ALL'HEROIC BLOODSHED
-2.1 - Le commedie
d'azione
-2.2 - Stile orientale
- CAPITOLO 3 - MAESTRI
-3.1 - Zang Che
-3.2 - Melville
- CAPITOLO 4 - DA HONG KONG A HOLLYWOOD
-4.1 - Melodramma
-4.2 - Personaggi
ed eroi
-4.3 - Americani
-4.4 - La Vendetta di Hollywood
- CAPITOLO 5 - FILMOGRAFIA
- CAPITOLO 6 - BIBLIOGRAFIA
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