Lilia Cuntapay


Lilia Cuntapay, la regina del cinema di genere (e non solo) filippino.

Le Filippine vantano una brillante tradizione cinematografica annegata nei generi più disparati nel passato come oggi. Qui nasce una delle più longeve saghe horror della storia (Shake, Rattle & Roll), prolifica un universo supereroistico di origine fumettistica (su cui svetta Darna, protagonista di decine di film e serie tv) e di certo cinema degli eccessi non si è mai fermata la produzione, dal classico del fantasy Ang Panday, fino ai recenti robot giganti di Resiklo, il fantasy ipereffettato Exodus: Tales from the Enchanted Kingdom e il Dal Tramonto all’Alba locale Tiktik: The Aswang Chronicles, questi ultimi due diretti da Erik Matti. Figura di punta di questa cinematografia e sorta di classico esempio in cui attrice e personaggio si fondono in un’unica entità è Lilia Cuntapay, scomparsa a ottantuno anni ad agosto del 2016. Cuntapay era passata al cinema dopo la pensione, e in breve diventata figura di spicco nel ruolo di strega o aswang nella già citata saga di Shake, Rattle & Roll o in numerosi horror locali. Caratterista inconfondibile, instancabile professionista si è saputa far valere anche quando uscendo dalla propria “maschera” si è avventurata in altro cinema anche d’autore, come nell’impressionante capolavoro di Mario O’ Hara, Demons. Poco trucco e un’attitudine al gioco, Cuntapay gigioneggiava con il suo fisico e volto scavato e scolpito dall’età e con i propri capelli lunghi, irti e biondi, facendo del propro corpo l’effetto speciale più efficace sulla piazza. Nel 2013 Lilia Cuntapay è diventata anche protagonista di un mockumentary incentrato sulla propria vita e diretto dall’esordiente Antoinette H. Jadaone, Six Degrees of Separation from Lilia Cuntapay, illuminante bignami per penetrare in maniera diretta la figura di questa divertente e folgorante donna di cinema. Gli spettatori italiani hanno avuto un’occasione particolarmente fortunata per incontrarla durante la quattordicesima edizione del 2012 del Far East Film Festival di Udine dove hanno potuto constatarne la deflagrante comicità, disponibilità ed esuberanza; un personaggio che per ore ha scherzato, abbracciato e si è fatta coccolare dai flash di chiunque passasse nella zona del Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

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