Sonny Chiba Shinichi


Sonny Chiba ShinichiPremessa

“Il corpo dell’attore dovrebbe dimostrare la propria capacità espressiva, sia essa felicità o tristezza, sofferenza o gioia, furia o esaltazione. Bisogna esprimere se stessi con tutto il corpo. Gli attori giapponesi normalmente non lo fanno. Quello che sto facendo come “ action star” è ciò che ogni attore dovrebbe fare.
Se non fossimo in grado di coinvolgere il pubblico non saremmo dei veri attori.
Tutto ciò potrebbe risultare idealistico ma è la verità.”
(Sonny Chiba, 1989)

Chiba crede in tutto ciò che dice, ma la cosa più importante è che lui lo faccia credere allo spettatore. Ma chi è Sonny Chiba?
Parlare di Shinichi “Sonny” Chiba oggi, significa tracciare un percorso cinematografico / televisivo giapponese di quarant’anni, per un totale di oltre cento film e svariate serie televisive. Un’impresa non da poco, che – a dir la verità – non ci ha nemmeno sfiorato la mente. L’intento semmai è quello di indicare la via, di generare un minimo di curiosità intorno ad un personaggio fondamentale del cinema (exploitation) giapponese.
Fenomeno di recente tornato alla ribalta grazie all’interessamento del “solito” Tarantino, che ha voluto proprio Mr. Chiba nel suo Kill Bill nella parte di Hattori Hanzo. A quanto pare le premesse c’erano tutte già dai tempi di True Romance (da noi Una Vita al Massimo), nel quale Clarence (Christian Slater) sorta di alter ego di Quentin, passa le serate nei cinema a gustarsi gli spettacoli “Grindhouse” con protagonista Sonny Chiba.
Nel film in questione assistiamo ad una sequenza di The Street Fighter, film simbolo della sua cinematografia. Giusto per fare un esempio: il protagonista Takuma “Terry” Tsurugi sta a Sonny Chiba come Henry Callaghan sta a Clint Eastwood.
La migliore introduzione a quest’argomento è stata già scritta da Tarantino proprio nel film sopraccitato, quindi direi di dare inizio alle danze menzionandola.

TRUE ROMANCE / UNA VITA AL MASSIMO

CLARENCE
A Sonny Chiba triple feature. “The Streetfighter”, “Return of the Streetfighter”, and “SisterStreetfighter”.
LUCY
Who is Sonny Chiba?
CLARENCE
Who is Sonny Chiba?
[Looking at Lucy as if  Sonny Chiba is the vein of pop culture]
He is, bar none, the finest actor working in martial arts movies today.

Questa prima parte dell’aggiornamento prevede una breve biografia dell’attore con le fasi salienti della sua carriera, ed una disamina di dieci film tutti aventi come comune denominatore le arti marziali e l’action (in contesti contemporanei, nonché spesso urbani).
A breve (si spera) replicheremo con altre recensioni di film in costume e fantasy, così da avere un corpus filmico minimamente adeguato alla scoperta, perlomeno in Italia, di un attore fondamentale del Sol Levante e non solo.

 

Capitolo 1
Sonny Chiba: il pugno dell’Inferno!

Nato a Fukuoka nel 1939, secondo di cinque bambini e figlio di Haruko e Maeda Shichinosuke, pilota militare, il giovane Maeda Sadao si trasferisce insieme alla famiglia nella base militare della prefettura di Chiba durante la seconda guerra mondiale. Prefettura che in seguito darà il soprannome al nostro.
Sadao si dedica sin da giovane alla ginnastica e al teatro tradizionale giapponese, infatti nel 1964 viene selezionato per entrare a far parte della squadra olimpica di ginnastica dell’università di Nihon Taiku, ma un incidente causato durante il lavoro part-time gli impedisce di parteciparvi.
Grazie alla riabilitazione e alla perseveranza negli allenamenti presso la “Kyokushinken Karate University” fondata da Oyama Masutatsu, Chiba ritrova la forma perduta e scopre il suo nuovo amore. Le arti marziali sono dapprima l’aiuto per il ritrovamento della forma fisica e poi una vera passione che lo portano a conquistare la cintura nera fino al primo dan di Shorinji kempo, secondo di Goju ryu, secondo di Judo, quarto di Ninjutsu e primo in Kendo (la scherma giapponese).
Come per le arti marziali (apprese quasi fortuitamente), Chiba grazie ad un concorso di “nuove facce” della Toei, intraprende la carriera di attore, non sapendo che il suo nome sarà per molto tempo un punto di riferimento per i giovani smaniosi di successo.

 

– Parte 1
“La carriera televisiva e i primi passi sul grande schermo”

Il primo successo arriva appena ventenne, nel ruolo di Kotaro co-protagonista dello storico serial Spectral Mask (Nanairo kamen, 1959) di Kohan Kawauchi, serie che mischia sapientemente elementi ispirati al padre degli eroi mascherati Gekko Kamen con i racconti mistery di Edogawa Rampo.
Sempre nello stesso anno prende parte ad un’altra serie con protagonista un eroe mascherato The Messenger of Allah (Ala no Shisha, 1960), ma questo è solo l’inizio; una lunga carriera da star televisiva sta per iniziare.
Con l’appoggio della superstar dello yakuza eiga Takakura Ken, Chiba viene scelto come protagonista in JNR Inspector #36 (JNR sigla che significa “Japan National Railway”), serie in onda tra 1962 al 1967.
Non ancora soddisfatta la Toei sfrutta la crescente popolarità di Chiba costruendogli su misura il ruolo del maestro judoka cieco in 5th Level in Darkness (Kurayami Go-Dan, 1965) serial girato quasi in contemporanea con il sopra citato. In questi sei anni di lavoro frenetico per la televisione giapponese Chiba non trascura le offerte che arrivano dal mondo del cinema partecipando a decine di film.
Facciamo un piccolo passo indietro, all’anno di grazia 1960: la Nikkatsu, colosso nato nel 1912 dalla fusione di diverse aziende è la casa di produzione più vecchia in Giappone ed un osso duro per la Toei, che per far fronte all’indiscusso dominio cinematografico nei film d’azione, crea una nuova succursale “action”, la “New Toei”.
Sonny Chiba, tra una serie e l’altra, viene ingaggiato come star di punta, e chiamato ad interpretare diversi film. Vigilante in the Funky Hat: 200,000 Yen Arm (Funky Hat no kaidanji: Nisenman-en no ude, 1961)  e Vigilante in the Funky Hat (Funky Hat no kaidanji, 1961) entrambi per la regia del giovane Fukasaku Kinji, futuro regista di culto dello yakuza eiga.
Nello stesso anno esce L’Astronave Fantasma (Uchu Kaisoku-sen, 1961) di Ota Koji, un film di fantascienza che vede Chiba nel ruolo dello scienziato Tachibana, alle prese con la classica invasione extraterrestre. A quanto pare il film contiene anche immagini del bombardamento di Tokyo durante la seconda guerra mondiale.
Dopo la breve parentesi nella fantascienza Chiba torna a confrontarsi con ruoli più drammatici e forse più congeniali, proseguendo la sua collaborazione con il maestro Fukasaku nel noir metropolitano The Drifting Detective (Fûraibô tantei: Akai tani no sangeki, 1961)e Gang vs. G-Men (Gyangu tai G-men, 1962) quarto capitolo di una lunga serie di undici film dedicati alle gang giovanili.
Nel 1963 parteciperà anche all’ottavo segmento Gang Chushingura (Gyangu chûshingura, 1963) di Ozawa Shigehiro e nel 1967 all’undicesimo Giangyu 11 (Gyangu no teiô) di Furuhata Yasuo.
Siamo nel 1966, Chiba è ormai una star di prima grandezza, i suoi ruoli sul grande schermo spesso si confondono con quelli delle serie tv, appare nelle pubblicità di famose marche d’auto (il suo nomignolo “Sonny” deriva proprio da lì) e la Toei non ancora appagata sfrutta il momento d’oro spremendo il suo pupillo in qualsiasi occasione, anche in quelle meno “artistiche”.
Con spirito quasi anarchico (lo stesso degli esordi) Chiba affronta le riprese di due cult assoluti della fantascienza diretti da Sato Hajime: il primo, I Mostri della Città Sommersa  (Kaitei daisensô, 1966) è una co-produzione con l’occidente, un prodotto d’imitazione che mescola elementi spy movie alla Bond – tanto in voga in quel periodo – e fantascienza anni cinquanta, un vero spasso per gli amanti dei modellini e della gomma. Il plot è delirante quanto la messa in scena; lo scienziato pazzo Moore vuole assoggettare il mondo con un esercito di uomini pesce da lui creati geneticamente, l’unico baluardo per l’umanità sembra essere un sottomarino atomico!
Esistono differenti edizioni del film, quella per il mercato orientale da più spazio ai suoi attori – come da prassi – oltre ad essere notevolmente più violenta.
Il Ritorno di Diavolik (Ogon batto, 1966) è il secondo “cult”, ispirato al fumetto di Suzuki Ichiro disegnato da Nagamatsu Takeo da noi noto per la trasposizione a cartoni animati col nome di Fantaman, giustiziere mascherato dall’aspetto di uno scheletro d’oro. Come spesso accade in queste trasposizioni cinematografiche; la storia originale cambia notevolmente trasformandosi (in questo caso) in un polpettone catastrofico per bambinoni troppo cresciuti. In più Fantaman nel demente adattamento italiano viene rinominato Diavolik.
Consigliato esclusivamente ai fanatici della gommapiuma e affini.
Nel luglio del 1967 reduce dal grande successo di JNR Inspector #36, Sonny Chiba s’imbarca in un altro progetto che diventerà il serial più seguito di tutti i tempi in Giappone: Key Hunter (Kii hanta) una specie di Mission: Impossible farcito di scene action d’ogni sorta. Chiba collabora anche allo script cercando di dare il suo tocco e trasformandolo in uno show personale, anche se non bisogna dimenticare che ad accompagnarlo in quest’avventura ci sono professionisti del calibro di Tamba Tetsuro, Tani Hayato, Miyauchi Hiroshi, Ogawa Eiko e Nogiwa Yoko, sua futura moglie.
Negli anni successivi nascono diversi spin off: Operation: Eyeful (Aifuru Daisakusen), Operation: Birdie (Badeii Daisakusen), G-Men ’75 e G-Men ’82 con protagonista Tamba Tetsuro al posto di un Chiba ormai totalmente proiettato verso la carriera cinematografica.
Durante i cinque anni di Key Hunter, Chiba non si ferma un attimo, anzi trova il tempo di proseguire la sua carriera sul grande schermo con maggiore libertà artistica, partecipando solo a progetti del quale è pienamente convinto. Ed i risultati non tardano ad arrivare.
Gli anni settanta sono alle porte e l’esperienza maturata con la serie sopra citata permette a Sonny Chiba di realizzare il suo progetto più ambito: una scuola di stuntmen ed esperti marziali per produzioni ad alto tasso di spettacolarità; nasce così il Japan Action Club.
Mai intuizione fu più azzeccata; nel corso degli anni settanta e ottanta il JAC e Sonny Chiba Enterprises lanceranno le future star del cinema d’azione giapponese:
Shiomi “Sue” Etsuko (Sister Street Fighter) e Sanada “Henry” Hiroyuki (Twilight Samurai) quest’ultimo “noto” anche da noi grazie ad una vecchia serie televisiva chiamata Guerre fra Galassie (Uchu kara no message, 1978).
L’influenza del Japan Action Club rivoluziona le scene d’azione dei film giapponesi e  pianta radici ben salde nelle serie dei Tokusatsu (eroi di ogni dimensione contro creature più o meno giganti che attentano alla sicurezza terrestre) nelle quali Chiba spesso appare in brevi cameo, Robot Detective (Robotto Keiji, 1973) e Space Sheriff Gavan (Uchu Keiji Gyaban, 1982) ne sono alcuni esempi.

(Continua…)

 

 

RECENSIONI

Bodyguard Kiba

The Executioner

Explosive City

Golgo 13

Karate Bearfighter

Karate Bullfighter

Karate for Life

The Killing Machine

The Power of Aikido

Return of the Street Fighter

Il Ritorno di Diavolik

The Street Fighter

The Street Fighter’s Last Revenge

Survive Style 5+

Yakuza Deka

 

 

 

Si ringrazia henshinonline per la mole di informazioni sull’attore

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