Suzzanna e il volto dell’horror indonesiano.


Anche l’Indonesia ha goduto di una straordinaria sovrapproduzione di cinema fantastico, spesso particolarmente brutale ed efferato, sorta di risposta autoctona alle influenze di cinematografie vicine più prepotenti come quella filippina o hongkonghese. Alcuni titoli sono entrati di diritto nella storia del cinema o almeno di certo cinema come Mystics in Bali (1981, mediamente noto anche in occidente grazie ad alcune edizioni import) che narra le vicende di un “leyak”, il krasue indonesiano, la saga di The Warrior (1981) del pioniere Sisworo Gautama Putra o The Devil’s Sword (1984) di Ratno Timoer. Ma a segnare i generi marchiandoli a fuoco con il proprio carisma riconoscibile è stata una donna che lottando contro altre quotate colleghe si è guadagnata il ruolo di regina dell’horror (e non solo) locale. Nota come Suzzanna (Suzanna Martha Frederika van Osch), di origini miste indonesiane, giavanesi, olandesi e tedesche e vincitrice di alcuni premi (nel 1960, migliore giovane attrice all’Asian Film Festival e nel 1972 come attrice più popolare dell’Asia al Asia-Pacific Film Festival in Seoul) è ricordata per la sua indimenticabile partecipazione a deliranti titoli locali. Il più noto e quello la cui immagine è più legata è Queen of Black Magic (1979), ma è comunque indimenticabile nel fantasy visionario The Snake Queen (1982) che si muove tra donne serpente, uomini con la testa in fiamme, nudi e violenza varia e in Santet (1988) film sulla magia nera con un coccodrillo dal viso di donna che vive in una caverna piena di funghi, un cattivo mutato in cane e gente a cui escono anguille dalle orecchie. Si, il livello di delirio dell’horror e fantasy locale è decisamente sopra la media. Va infine citata, più per valenza pop che per reali meriti, la sua presenza in Perjanjian Dimalam Keramat (1991), nientemeno che una versione indonesiana e al femminile di Nightmare dal Profondo della Notte in cui Suzzanna interpreta proprio il Freddy Krueger della situazione in un film che ne ricalca le scene più note con un sovraccarico di effetti naif e di delirio sparso a ampie manciate. In patria invece è particolarmente ricordata per il suo ruolo nel film del 1982 Sundelbolong un horror diretto -di nuovo- da Sisworo Gautama Putra. Negli anni ’90 si ritira dal cinema, salvo poi offrire un gradito ritorno nel film del 2008 Hantu Ambulance, che sarà la sua ultima apparizione sul grande schermo.  Vita particolarmente avvolta nel mistero in patria sia riguardo la sua scomparsa prematura, sia per il proliferare di leggende dietro la sua innata bellezza e giovinezza fisica anche in tarda età.

 

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