Yamanouchi Daisuke


Yamanouchi DaisukeIl giullare dell’estremo
-benvenuti nella stanza rossa-

 

Perchè interessarsi ad un personaggio come Daisuke Yamanouchi? Per più motivi. Uno semplicemente relativo alla completezza e ai nostri intenti dichiarati, ossia di studiare con gli stessi parametri di giudizio e di visione sia il cinema alto e autoriale che quello basso o come in questo caso “bassissimo” relativamente sia al genere, che ai formati di ripresa, che alla qualità del prodotto finale. Non che l’autore non sia un autore in questo caso e lo dimostrano chiaramente sia i suoi prodotti che l’illuminante intervista qui pubblicata. Inoltre Daisuke Yamanouchi è degno rappresentante di una zona periferica ma produttiva del cinema giapponese, una zona praticamente unica al mondo, quella che va dal V-Cinema ai pink, un sottosuolo solitamente trascurato e poco studiato dalla critica ufficiale occidentale e non, snobbato in toto tranne che in pochi casi obbligatori, in seguito a scandali e fraintendimenti di portata mondiale come per la saga di Guinea Pig. Siamo quindi orgogliosi di presentare quello che è probabilmente il primo speciale al mondo che cerca di mettere un pò d’ordine e di presentare uno sguardo critico sulla cinematografia di Daisuke Yamanouchi, il giullare dell’estremo.

Daisuke Yamanouchi si muove nell’ambito del V-Cinema e dei Pink, mescola con apparente semplicità tematiche e immagini appartenenti alle pratiche più basse dell’estremo, ricevendo la definizione di “un melange tra la Troma, la serie dei Guinea Pig e quella di All Night Long“. Dopo aver fatto l’assistente in due film, nel 1998 passa alla regia rimanendo sempre anche sceneggiatore dei propri lavori. In poco più di cinque anni dirige una decina di film, la maggior parte di V-cinema e un Pink in 35mm nel 2002.
L’estremo, sia esso sessuale o di rappresentazione di violenza gore è sempre spinto ai massimi livelli, da qui l’apparente comunione con i Guinea Pig. Ma si può anche affermare senza eccedere in entusiasmi che i contenuti forti dei Guinea Pig possono rappresentare il punto base e di partenza del cinema di Daisuke Yamanouchi, punto di partenza da cui salire -e di molto- verso le vette del disturbante. Qualcuno potrebbe obiettare che al suo cinema mancano però le vette di lirismo che contraddistinguono i migliori Guinea Pig. Questo è anche vero (in generale, ma non si può affermare che manchino alte vette di lirismo ad un film come Girl Hell 1999), ma non rientra negli interessi del regista. Il punto in più che ha il suo cinema è un personalissimo senso dell’ironico e del grottesco (che manca o è poco convincente nell’altra saga) che lo contraddistingue e che emerge a volte più a volte meno all’interno dei propri lavori senza farlo ricadere nelle derive trash sbragate di un Takao Nakano (Exorsister, Killer Pussy). Manca anche la paradossale tendenza intellettualoide di alcuni Guinea Pig, la forma dei suoi film è nettamente più cinematografica, magari più trascurata (a volte consapevolmente, v. intervista), ma l’ambizione dei progetti, uniti ad una notevole capacità nel raccontare, all’estremo irraggiungibile e al supplemento ironia creano una formula inattaccabile che riesce a far fronte ai vari difetti o carenze che di volta in volta colpiscono i suoi film. D’altronde siamo all’interno del V-Cinema, un cinema fatto di budget limitati, sottomarche di attori, set ridotti, tempi di ripresa strettissimi e uscite solo in video. E’ sintomatico come spesso anche i set siano degli scarti, degli avanzi di porzioni urbane utilizzate dal cinema “ricco”; praticelli irsuti di erbacce, località poste sotto ponti e piloni di cemento, lunghe passeggiate grigie, complessi industriali o edifici abbandonati, casette periferiche sudicie e cadenti.
Deprivati della rappresentazione dell’estremo e diretti con un budget dignitoso i suoi film sarebbero degli ottimi prodotti da sala. Padronanza del racconto, mai una caduta di ritmo, tematiche interessanti. D’altronde i due Red Secret Room non sono altro che la visione distorta ed estremizzata di un buon reality show, Muzan-E è un (finto)documentario, Kyoko vs Yuki un action al femminile virato col gusto del cinema di Hong Kong, Blood Sisters un rape & revenge, i due Android Girl due lavori di fantascienza.
Su dei prodotti base ben diretti si innestano poi tutte le sue tematiche e caratteristiche, perfette e riconoscibili marche autoriali.
Nel corso della propria carriera, galleggianti in un pugno di pink il regista ha diretto due dittici, quello delle Red Room e quello delle Android Girl. Tanto sono estremi e geniali, rudi e polemici i primi, tanto sono patinati, asettici, cromaticamente impastati e freddini i secondi. Un buon approccio al regista potrebbero essere proprio i due Red Secret Room. Il picco dell’estremo viene raggiunto nell’insopportabile quanto glaciale e sorprendente Muzan-E, mentre Girl Hell 1999 è la sua controparte lirica e più cinematografica. Blood Sisters è l’ennesimo colpo allo stomaco mentre il più ludico (restando però coerente alle tematiche del regista) è senza dubbio Kyoko vs Yuki.

Una nota polemica: come negli anni 80 e 90 è stata la pirateria a permettere la diffusione di certo cinema così accade con Daisuke Yamanouchi. All’epoca scambi di copie di pessima qualità tra collezionisti di tutto il globo, viaggi in loco e spese pazze per comprare copie da noleggio, duplicazioni tra studiosi, hanno permesso la diffusione di un cinema che in occidente non è stato mai importato ed è grazie a queste azioni che oggi abbiamo le informazioni esistenti. L’unico modo fino ad oggi per vedere i film di questo regista è stato o un viaggio in Giappone o uno scambio di files via internet, per raggiungere copie oltretutto non sottotitolate in nessuna lingua. Non ci sono altre possibilità anche se qualcosa sembra si stia muovendo. Reperibile con una certa difficoltà è un DVD che contiene i due Girl Android (senza sottotitoli), mentre dovrebbero uscire lentamente pochissimi dei suoi lavori in DVD in occidente. E’ legittimo quindi parlare di pirateria di fronte ad una ricerca e ad uno spirito di diffusione altrimenti impossibile?

 

FILMOGRAFIA (solo regie):

1998

Onnanoko No Heya: O-Teire Namachukei

1999

Akai Misshitsu (Heya): Kindan No Osama Gemu
[Red Secret Room]

Muzan-E: Av Gyaru Satsujin Bideo Wa Sonzai Shita!
[MUZ AN E]
[Cruelty]

Shojo Jigoku Ichi Kyu Kyu Kyu
[Girl Hell 1999]

Deddo a Go! Go!
[Dead a Go! Go!]

2000

Saikyo Joshi Kose Densetsu: Kyoko VS Yuki
[Kyoko VS Yuki]

Senketsu No Kizuna: Kichiku Reipuhan O Shinkan Saseta Shimai
[Blood Sisters]

Shin Akai Misshitsu (Heya): Kowareta Ningyo-Tachii
[New Red Secret Room]

[Red Secret Room 2]

2002

Yumeno Maria: Cho-Inran Onna No Shiseikatsu

2003

Uzuku Gibo To Musume: Nekojita Kurabe

Andoroido Garu Nami: Gekito!! Onna Vampaia VS Meka-Bishojo
[Android Girl Nami]

Andoroido Garu Rima: Shirei Onna-Gokoro O Insutoru Seyo!
[Android Girl Rima]

2004

Benriya Kaseifu: Kagi No Ana Kara

2005

Zetsurin Gifu: Shonanora No Wafaku Niiduma2005

Mofuku Furin: Kuro-Tabi Fujin

Boshisokan Yugi: Jukujo AV Jo No Kokuhaku
Boshisokan Yugi 12
[Youth Movie 12 – First 7 Days of Mourning] 

Boshisokan Yugi: Deguchi Naki Nikuyoku – Haha To Ko
Boshisokan Yugi 14

Boshisokan Yugi: Igen Takaki Haha No Erosu
Boshisokan Yugi: Igen Takaki Haha No Eros
Boshisokan Yugi 16

Epuron Ryobo: Karamitsuku Chitai

Joshiryo No Koshoku Oyaji: Yaneura No Nozoki-Ana

2006

Bishimai Rezu: Kichu no hi ni…

IL PROFILO CONTINUA SU...
INTERVISTA
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