1987: When the Day Comes

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La democrazia in Corea del Sud, sebbene al giorno d’oggi possa essere data per scontata, è stata  ottenuta alla fine degli anni ’80 grazie agli innumerevoli sforzi della popolazione. 1987: When the Day Comes di Jang Joon-hwan (regista anche dell’eccentrico e particolare Save the Green Planet!), è uno di quei film che ci descrive con grande efficacia e attenzione al dettaglio gli avvenimenti di quegli anni.

La trama dell’opera si sviluppa su diversi punti di vista, dandoci una visione della realtà dell’epoca attraverso gli occhi di chi combatteva per abbattere il regime e di chi invece per il governo lavorava senza scrupoli.

La presenza di numerosi personaggi e l’intreccio delle vite dei protagonisti creano una pellicola che risulta essere costantemente interessante e mai noiosa, dandoci la possibilità di apprezzare le varie sfumature di una storia che alla fine è la medesima.

Siamo appunto nel 1987, ultimo anno in cui Chun Doo-hwan rimase al potere. Tutto inizia con la morte per tortura di un giovane studente universitario, Bak Jong-cheol, interpretato da Yeo Jin-goo. Quando dunque la polizia, guidata dal temibile Park Cheo-won (Kim Yoon-seok) chiede al procuratore Choi Hwan (Ha Jung-woo) di autorizzare la cremazione del corpo senza autopsia, egli si rifiuta, e da qui nasce tutto uno scorrere di eventi dove ognuno svolge un ruolo importante e preciso.

La grandezza di questo film risiede in numerose caratteristiche. Innanzitutto nel cast stellare e straordinario. Tutti attori e attrici famosi, e basta solo leggere i nomi per accorgersene. Che la loro parte sia primaria o secondaria, Kim Yoon-seok, Ha Jung-woo, Yoo Hae-jin, Kim Tae-ri, Sol Kyung-gu, Yeo Jin-goo, Gang Dong-won, Oh Dal-su e Moon So-ri hanno contribuito all’ottima riuscita dell’opera.

Poi, sta nella bravura del regista di unire personaggi realmente esistiti a protagonisti immaginari. Per fare degli esempi, Yeo Jin-goo, Gang Dong-won e Sol Kyung-gu interpretano rispettivamente Bak Jong-cheol, Yi Han-hyeol e Kim Jeong-nam. I primi due sono stati due studenti universitari che hanno realmente perso la vita durante le proteste per la democrazia. Il primo per tortura da parte della polizia, il secondo perché colpito alla testa da una bomboletta di gas lacrimogeno. Iconica tra l’altro, la scena della dipartita di Yi Han-hyeol, la quale è stata ricreata con estrema precisione. Se si confrontano infatti la foto reale e la scena del film, non ci sono praticamente differenze.

Kim Jeong-nam invece, era una personalità importante che guidava i movimenti delle proteste, e per farlo era costretto a nascodersi continuamente in templi buddhisti o in chiese, dato che era ricercato.

Al contrario Kim Tae-ri, interpreta una giovane studentessa che sebbene all’inizio spaventata, decide pian piano di aiutare il movimento democratico. Nonostante non sia un personaggio reale, rappresenta un po’ la vita dei coreani dell’epoca, molto spesso spaventati dagli avvenimenti ma che comunque volevano aiutare il paese, decidendo alla fine di agire e fare la loro parte.

Per gli appassionati di politica e storia coreana, 1987: When the Day Comes è un must assoluto. Ricco di innumerevoli sensazioni, tensioni, e carica emotiva, è in grado non solo di far appassionare il fruitore alla vicenda, ma anche di catapultarlo in quegli anni.

Il finale poi, con protagonista Kim Tae-ri, è la ciliegina sulla torta di un film che non ha mai abbassato i ritmi e che raggiunge l’apice con un epilogo che commuove chi scrive ogni volta che lo vede.

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