2 Young

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2 YoungAnno 2005, la morte artistica di Derek Yee?
 2 Young racconta, nel vuoto pneumatico, una sagra dei luoghi comuni e la più classica e basilare delle storie da cinema, apparentemente un film inutile.

Fu (Jaycee Chan, il figlio di Jackie Chan) è un ragazzetto impacciato che passa la vita tra una scuola povera e partite di calcio con gli amici. Vive in un condominio grigio con i suoi genitori interpretati rispettivamente da Eric Tsang e Teresa Mo. Nam (la popstar Fiona Sit al suo esordio cinematografico) frequenta una ricca scuola privata e vive in una villa con gli zii visto che i due genitori (Anthony Wong e Candice Yu), potenti avvocati, sono sempre in viaggi di lavoro. La ragazza dall’ormone iperattivo  attira Fu, i due si frequentano di nascosto dai genitori di lei e dietro l’entusiasmo di quelli di lui, fino a che lei rimane incinta. Dopo aver rifiutato l’aborto per paura, i due fuggono di casa e decidono di andare a vivere in un edificio sperduto in campagna dovendo far fronte alla loro maturità apparentemente latente. Mentre il loro idillio si sviluppa nel locus amoenus, in città è guerra tra i rispettivi genitori e le profonde differenze sociali.

In casi come questo è la mano del regista a fare la differenza e a rendere anche un film esile un oggetto interessante. E invece no, sembra che il talento di Derek Yee si sia del tutto spento, dissolto, non un guizzo creativo, non una trovata surreale o un accesso geniale nella composizione. E allora cosa resta? Un film fatto di attori, una prova di attori da prendere seriamente in considerazione, un demo dello stato dell’arte dell’interpretazione made in Hong Kong, da millantare in tutto il mondo. Erik Tsang, bravissimo, in perenne equilibrio tra tragedia e farsa, Teresa Mo calibrata, invecchiata e molto più bella di quando era giovane, davvero in forma, Anthony Wong uno dei più grandi attori viventi chiuso in un guscio interpretativo, costretto ad esprimersi solo con sguardi e carisma, ogni volta che apre la bocca fa tremare lo spettatore, e la bellissima Candice Yu speculare a Wong, capace di esprimere una gamma di emozioni stupefacente solo con lo sguardo; amore, rabbia, sensualità, senso materno, tenerezza, tensione emotiva. Infine i due protagonisti al centro del mirino, su cui il film è costruito e preventivamente calamite per le critiche; Fiona Sit, in una recitazione espansiva è molto convincente fino a divenire intensa e Jaycee Chan in un ruolo a sottrarre funziona ed è l’unico che non cerca di strafare. Probabilmente suo padre gli ha dispensato buoni consigli e nell’attesa di ottenere quelle capacità che solo l’esperieza può dare cerca di ottimizzare e centellinare ogni eccesso espressivo. Bravo anche lui. Ciliegina sulla torta, la comparsa improvvisa del veterano David Chiang ex “spadaccino monco” ai tempi di Chang Cheh, nei panni di un giudice, ancora bravo come allora.Ma nonostante la morte cerebrale del regista il film coinvolge. 2 Young cambia ritmo e forme di narrazione durante i suoi 100 minuti riuscendo a convincere lo spettatore. E in uno dei moncherini del film esso sembra trasformarsi in una versione riveduta e corretta del The Younger Generation di Yueh Feng. Ma nonostante tutto, stando al gioco, il film riesce a definirsi come un melodramma abbastanza intenso in questi ultimi anni oscuri, il che può far riflettere sullo stato di salute del cinema di Hong Kong. Non resta quindi che considerare il film un passo falso nella carriera del regista e sperare nel futuro. Sbagliato. Il successivo Drink Drank Drunk è ancora peggiore, senza nemmeno una sequenza da salvare. Abbiamo perso un altro nome importante? Il film aveva quattro nomination all’edizione 2006 degli HKFA e ha vinto il premio come migliore attrice non protagonista (Teresa Mo).

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