La Scuola Più Pazza del Mondo

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After School Midnighters di Takekiyo HitoshiL’unicità e la specificità dell’animazione giapponese la staccano con impressionante distanza dal resto del mondo. Infinite ramificazioni stilistiche e di genere l’hanno resa un’industria cinematografica parallela, sconfinata e ricchissima. Per certi versi, After School Midnighters è un buon esempio delle potenzialità di questa espressione artistica. Per altri, è un segno che gli standard dell’animazione del Sol Levante sono altissimi da raggiungere. Fucina di idee e personaggi sconclusionati, il film di Takekiyo Hitoshi è un ibrido avventura-commedia slapstick che spinge il pedale sulla computer graphica raggiungendo livelli a tratti impressionanti. Il trailer di qualche mese fa aveva alzato l’asticella delle aspettative vertiginosamente. Dietro il folgorante comparto visivo, tuttavia, c’è un intreccio che puzza di vecchio almeno quanto l’umorismo stantio di certe gag.

Nella scuola St. Claire Elementary circolano diverse inquietanti leggende. Mako, Miko e Mutsuko sono tre arzille bimbette che, girovagando per caso nei corridoi della scuola, si imbattono nell’aula di scienze, dove alcuni operai le avvertono che presto verrà rasa al suolo. All’interno, le bambine trovano un modello anatomico che si divertono a vandalizzare. Non sanno che quel modello è in realtà Louis Thomas Jerome Kunstlijk, un demone geloso della sua aula che con l’amico Goth (uno modello di scheletro) decide di vendicarsi della barbarie subita e invita Mako, Miko e Mutsuko ad un party di mezzanotte per spaventarle. Le cose andranno in un altro modo, e presto per le nostre protagoniste inizia una corsa contro il tempo e contro la verità dietro alle leggende che infesta la St. Claire Elementary.

After School Midnighters cala perfettamente nell’atmosfera orrorifica, senza dimenticarsi dell’ironia. Si ha subito l’impressione di stare per cominciare a vedere un racconto del brivido, un incrocio balordo tra il Rocky Horror Picture Show, Creepshow e i Goonies. Bisogna resistere alle urla fastidiosissime delle bambine, certo, ma armati di santa pazienza ci si ritrova a correre con loro in una scuola vivissima, popolata di personaggi memorabili da superare per recuperare le fatidiche medaglie. L’umore generale è chiaro dall’inizio. L’orrore è deviato da una leggerezza più frivola ed adatta ad un pubblico di tutte le età, tra battute e gag slapstick che stemperano i toni notturni e tetri in cui si svolge l’avventura. Qui il problema principale di After School Midnighters. L’umorismo è poco originale e prevedibilissimo, soprattutto quando avanza verso qualcosa di più scollacciato. Si sorride, ma scordiamoci di ridere a crepapelle. A questo si aggiunga una storia la cui fantasia, per quanto colorata, non stupisce chi mastica un minimo di folklore e cultura pop giapponese. Basta un po’ di familiarità con le opere del maestro Miyazaki Hayao per provare la sensazione di già visto che aleggia su tutto After School Midnighters. Lo stesso Kunstlijk, che come idea di fondo è anche affascinante, perde di mordente con il passare del tempo. Si ha l’impressione che Takekiyo avesse per le mani tante cose da incastrare in qualche modo in fretta e furia, piuttosto che lavorare di immaginazione. Questo non toglie che i conigli gangster-yakuza ed alcuni demoni della St. Claire Elementary siano ben pensati. A loro, come al resto dei protagonisti, manca solo un po’ più di spessore nella caratterizzazione per renderli qualcosa in più di marionette bellissime a vedersi.

After School Midnighters ha buone carte da giocarsi sul piano puramente visivo, e in questo senso vale la pena guardarlo. Anche il neofita che di Giappone capisce ancora poco può trovare più di un motivo per farsi piacere il lavoro di Takekiyo, a patto di passare oltre dopo la visione. Gli altri, probabilmente, un lungometraggio del genere possono saltarlo tranquillamente con la consapevolezza di lasciare per strada un film che aggiunge quasi nulla all’olimpo dell’animazione giapponese.

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