Agent X44

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Agent X44Quando si chiede a qualcuno qual è il più famoso agente speciale del cinema, la stragrande maggioranza della popolazione potrebbe rispondere, James Bond, l’agente 007. Eppure, da metà anni ’60, nelle Filippine, proprio sulla scia del successo dell’agente 007, furono prodotti una serie di film a sfondo action-spionistico in cui Tony Falcon, l’infallibile e affascinante Agente X44, si trovava ad affrontare vari pericoli ed ostacoli per compiere il suo lavoro. Ed è da questo personaggio che Joyce Bernal prende ispirazione per il nuovo film. Quarant’anni dopo le vicende di Tony Falcon, nella principale scuola nazionale per agenti speciali, si stanno per eleggere le nuove reclute e tra queste King Aguila (Vhong Navarro) e il suo piccolo amico Junior (Mura) non vengono promossi ad un incarico specifico, ma inseriti come agenti di riserva.

Intanto, nel museo nazionale avviene un furto incredibile; scompare il pugnale lapu-lapu, (il più importante manufatto filippino) per mano di criminali internazionali, le Vaklavas. L’agenzia di spionaggio viene subito chiamata in azione, ma Junior e King falliscono nel loro compito. E’ qui che interviene Tony Falcon, padre di Junior, l’unico vero Agente X44, che insiste per far proseguire King nel suo compito. E dopo una serie di esilaranti vicissitudini, King diventerà il nuovo Agente X44 e cercherà di risolvere il caso.

La Bernal, con questa commedia/action fusa a spy-story, riporta sulla scena i suoi attori favoriti e la sua già famosa verve comica. Il ruolo di Agente X44 per più di quindici anni è stato interpretato da Tony Ferrer che vediamo qui comparire proprio nei panni dell’anziano Tony Falcon. Spetta a Vhong Navarro, più in forma che mai, il duro compito di ereditarne il ruolo. Le sue ottime capacità recitative vengono nuovamente messe in luce in questo personaggio dove azione e giochi di parole sono praticamente onnipresenti. Non si deve certo scordare che in questo caso è fortemente favorito dalla fantastica spalla comica ovvero Mura, un incredibile nano che abbiamo già visto recitare su D’Anothers in un ruolo d’antagonista nei confronti del personaggio interpretato da Navarro. La loro accoppiata qui, invece, crea un continuo susseguirsi di scene al limite del paradossale (VHONG: Wow! You look good! MURA: You look good too! WHONG: Look at you! MURA: Pikachu!), sia per la perfetta interazione tra i due, sia per la strana dicotomia che creano, dove l’uno è il bello, ma stupido, e l’altro il piccolo, ma furbissimo. Non si può certo dire che il film rappresenti qualcosa di nuovo né che sia totalmente riuscito. Chiaramente l’omaggio ad Agent X44 è solo uno spunto, perchè le avventure prendono una piega ben diversa da quelle affrontate dallo storico Tony Falcon. Eppure, scene su scene, come tipico della maggior parte della produzione comica della Bernal, sono un citazionismo parodistico, che passa attraverso film, animazione, teatro e serie televisive. Una buona parte di comicità è anche donata senza dubbio dal character design dei personaggi, a partire da King e Mary Grace (sua spasimante sfortunata) che partono come due bruttini nerd e diventano affascinanti agenti speciali, passando per la colonnella Cynthia (Pokwang), l’inquietante capo dalle narici pelose dei reparti speciali, fino alle Vaklavas, le transessuali criminali che hanno rubato il pugnale lapu-lapu. Il film è un’opera molto leggera, realizzato come sempre al limite a causa del budget ridotto, dove tutto è dato più dalla recitazione e dal susseguirsi di invenzioni (non tutte riuscite a dire il vero), piuttosto che ad effetti speciali e sontuose scenografie. Eppure, come sempre, quando si proietta una commedia della Bernal, non mancano fragorose risate per le gag memorabili, confermando la bravura della regista, che ad oggi, però, non ha le possibilità economiche adeguate per creare un’opera perfetta e più articolata. Certo che dopo numerosi film basati sulla stessa impronta la fiducia verso la Bernal inizia a barcollare; la maggioranza delle invenzioni comiche non sortiscono nessuna reazione e il suo tentativo di accumulo per ovviare alla mancanza di tutto il resto porta talvolta alla noia e alla perdita di interesse da parte dello spettatore.

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