Angel Guts: High School Co-Ed

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Angel Guts: High School Co-edLa Nikkatsu aveva già iniziato ad impiastricciarsi le mani negli estremi del sesso e della violenza, e da quasi un decennio produceva i mitici roman porno. D’altronde c’era crisi e questa era una delle risposte ad essa. Nel frattempo un problematico Ishii Takashi, autore di manga, amava alla follia il cinema ma per una lunga lista di cause avverse non riusciva ad accedere a questo universo. Anche il mondo dei manga si stava contaminando di immagini sempre più forti ed estreme, basti solo pensare al contributo sia nell’ambito del sesso che della violenza portato dalla matita di Go Nagai. Ishii, col suo tratto iperrealista, iniziò a forzare la mano fino a realizzare nel 1972 il famoso Angel Guts che sarà alla base di questa fortunata serie di film. Nel 1978 la Nikkatsu a caccia di nuove storie forti si interessò al manga e ne produsse una riduzione cinematografica. Nel 1988 e al quinto episodio della serie finalmente Ishii Takashi potrà firmare la regia di uno dei film, Angel Guts: Red Dizziness (Tenshi No Harawata: Akai Memai). Per questo primo film, invece, viene chiamato alla regia Chusei Sone, e la sua mano ricercata e raffinata ben si adatta alla storia.
Riassunto in breve, il tutto assume la forma grottesca di pura exploitation; il film narra le vicende di un trio di motociclisti dediti al continuo sballo, allo scorazzare in moto, alle risse e ai quotidiani stupri di giovani studentesse vestite alla marinaretta. Il corto circuito è rappresentato da uno dei tre che a causa della presenza in casa della sorella coetanea delle vittime inizia ad avere alcuni rimorsi. Difende prima una ragazza, poi per onore del gruppo la stupra, fino alla deriva della follia che lo porta a scontrarsi con uno yakuza rissoso.
A fare la differenza da tanti film del genere (perchè se ci dovessimo basare solo sulla storia l’interesse del film sarebbe decisamente basso) è lo stile. La fotografia è ottima, varia e regala dei titoli di testa strabilianti in bianco e nero senza graduazioni di grigio (di derivazione fumettistica nel rispetto delle tavole illustrate) che anticipano di 30 anni gli esperimenti del Sin City di Miller e Rodriguez. La regia è fine e aggressiva, soprattutto nelle folle corse motociclistiche dove la macchina da presa viene posta sempre in posizioni estreme regalando delle soggettive mozzafiato. Un film di elemento acqua (e per questo rispetta decisamente il manga) perennemente permeato di pioggia, pozzanghere, docce, liquidi, che regalano sequenze molto suggestive. Questo primo episodio genererà diversi sequel di cui uno diretto da Toshiharu Ikeda (Evil Dead Trap) e tre dallo stesso Ishii Takashii.

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