Angel of Darkness Vol.2

Voto dell'autore: 3/5
Voto degli utenti InguardabileSufficienteConsigliatoOttimoImperdibile [2,00/5: 1 voti]

A riportare dignità alla serie nel duro confronto tra origine animata e deriva live è questo secondo capitolo che raddrizza il tiro e fa riemergere le varie componenti più estreme che avevano fatto la fortuna (codificata poi comunque nel filone TEENtacolare) degli episodi d’animazione; aumentano i nudi, aumentano le scene di sesso, aumenta il sangue, aumenta il numero di tentacoli, ci sono più effetti speciali e un maggiore senso di morbosità. Aumenta anche la suggestione dovuta ad una regia più capace e talvolta ponderata, più attenta al contenuto stesso dell’inquadratura; non sempre però, a volte, specie durante le sequenze di sesso, avvengono inaspettati e bruschi scavalcamenti di campo.
Si lascia anche (e inizialmente sembra quasi inammissibile per un purista del genere) l’ambientazione scolastica ma non il contesto.

Protagonisti sono comunque i membri di una mini scolaresca (due docenti e 5 alunni) che si recano in gita in mezzo alle montagne. Casualmente, poco prima, un terremoto aveva fatto riemergere dalle profondità della terra delle spore verdognole che incarnano l’”angelo dell’oscurità” e che –di nuovo casualmente- assunte trasformano l’uomo in un demone ipersessuato e violento. Inizia la docente e rapidamente il morbo si espande a tutta la scolaresca.

I tentacoli fuoriescono da ogni orifizio e non solo; esplodono dall’interno dei seni, divengono vere estensioni dei peni, e sbucano dal collo o dalle ascelle come nel precedente episodio. Altro bonus malsano (ma tipico del sottofilone) sono le esplosioni eiaculatorie dei suddetti tentacoli, con getti spermatici di adeguata consistenza ma colore verdastro, mentre inaspettatamente anche alcune fontane di sangue illuminano lo schermo. Insomma, tutte le carenze del primo episodio vengono colmate reimpostando anche un’iconografia classica del filone (es. il demone che tramite tentacoli tiene legata e/o penetrata a mezz’aria la propria vittima). Inaspettatamente i demoni temono e sono respinti dalle croci cristiane elemento poco chiaro che si ricollega  nel finale con l’arrivo sul luogo della tragedia di un sacerdote. Per i fans delle attrici va menzionata la sequenza lesbo in cui la professoressa posseduta da un demone (interpretata da Miyuki Tanigawa) abusa di una propria studentessa particolarmente coinvolta. Niente pixellizazioni dei genitali o del sangue; in pieno stile pink eiga, assistiamo alle classiche contorsioni fisiche e della macchina da presa per evitare l’esposizione di particolari “vietati”, mentre non ci sono limiti di visione per seni e sangue anche in quantità elevate. Alla fine gli si riescono anche a perdonare le immotivate citazioni de La Casa (Evil Dead) di Raimi. Siamo comunque sotto i livelli di guardia ma almeno questo secondo episodio si lascia guardare.

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