Arahan

Voto dell'autore: 3/5
Voto degli utenti InguardabileSufficienteConsigliatoOttimoImperdibile [2,33/5: 3 voti]

ArahanIl film promette bene fin dai titoli di testa in 3D, molto belli.

Sinceramente ogni volta che ci si avvicina ad un prodotto action coreano a budget dignitoso siamo sempre un pò timorosi dei risultati, visto che spesso si tratta di prodotti che non mantengono le pr-o/e-messe. E si possono citare più nomi ad esempio delle nostre parole, quali Resurrection of the Little Match Girl di Jang Sun-woo, Yesterday di Jeong Yun-su, The Legend of the Evil Lake di Lee Kwang-hoon, prodotti talvolta dignitosi, talvolta meno, sempre sfarzosi e pregevoli ma che lasciano un grosso amaro in bocca. La soluzione finale sembra averla capita un pugno di registi ed è quella di fondere un genere ancora tutto da reinventare in Corea del Sud come l’action, unito ad un altro ormai collaudatissimo come la commedia. Un risultato così riuscito non lo si vedeva forse dai tempi dell’irresistibile My Wife is a Gangster, passando per altri film minori del genere ma comunque piacevoli come Spy Girl. E se (quasi) tutto sa di già visto a volte in meglio a volte in peggio è notevole il modo in cui tutti gli elementi vengono svecchiati e rimessi in gioco.

Merito forse degli attori, un carismatico Ryoo Seung-bum (fratello del regista) che già picchiava duro in Conduct Zero e che ormai si è ritagliato un bel posto nello star system coreano, non solo action, la bellissima e brava Yoon  So-yi (esordiente) il collaudato Ahn Sung-kee (Nowhere to Hide, Last Witness), oltre a  Jung Doo-hong, coreografo del film e di molti altri successi come The Foul King e No Blood No Tears.

Un poliziotto sfigato (Ryoo Seung-bum) entra in collisione con una ragazza (Yoon  So-yi) dotata di strani poteri e decide di raggiungere i suoi, facenti parte di una pseudo setta dedita allo studio del Tao. Accetterà di sostenere un duro allenamento (si va da Matrix alle classiche torture da Shaolin Temple) prevalentemente per imparare la ‘palma radiante’ e usarla contro dei gangster che lo avevano umiliato. Nel frattempo risorge il classico nemico storico del gruppo ed è guerra, totale, guerra contro le persone e contro la gravità.

Infatti il film sfodera delle coreografie davvero ben riuscite come Hong Kong non ce ne proponeva da un pò, magari non montate perfettamente ma che riescono a coinvolgere grazie alla fantasiosa inventiva e bizzarria. 3D, salti da un palazzo all’altro, e una profusione di palme radianti precise o fuori strada allietano la pellicola.

Il regista ci sa fare, dirige bene gli attori e, giovanissimo, ha già sul groppone titoli del calibro di Die Bad e No Blood No Tears, oltre ad aver recitato in altri film. Assolutamente divertente.

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