Azumi 2: Death or Love

Voto dell'autore: 3/5
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Dopo i sanguinosi combattimenti del primo capitolo che hanno portato alla morte di due dei tre generali della guerra, la missione di Azumi e Nagara, ultimi sopravvissuti della squadra addestrata dai Tokugawa per “portare pace a tutto il popolo giapponese”, non è di certo finita e sono così pronti a scatenare tutta la loro violenza vendicativa sull’ultimo Generale rimasto in vita, Sanada Masayuki. Sulla loro strada incontreranno non solo diversi nemici dall’aspetto e dalle armi sempre più strane e letali ma un inaspettato alleato, Gingaku, giovane bandito dall’incredibile somiglianza con il primo amore di Azumi che lei stessa aveva ucciso da piccola durante il terribile addestramento tenuto dal loro maestro Gessai.
E così ci ritroveremo di nuovo invischiati in un jidaigeki dai toni molto videoludici e di chiara ispirazione manga (tratto appunto dall’omonimo titolo di Koyama Yu ma che già col primo film ne prendeva solo spunti e personaggi) tentando di portare avanti il successo del primo titolo.
Alla regia non troviamo più quel Kitamura Ryuhei (Versus) che per una volta era riuscito pure ad essere abbastanza misurato col primo Azumi ma tale Kaneko Shusuke noto ai più per avere all’attivo diversi Kaiju eiga (i tre Gamera recenti, Mothra and King Ghidorah: Giant Monsters All-Out Attack) e che successivamente girerà i due non troppo esaltanti ma questi si di successo Death Note.
Kaneko essendo buon mestierante fa si il suo compitino e nulla più non lasciando però il segno. C’è poco uso di cg e fondali e questo è bene (anche se un paio di squartamenti digitali sono terribili), la cura per i dettagli, dalle armi ai vestiti sempre più colorati e sgargianti è buona ma non è di certo una novità in produzioni di questo tipo. Nota positiva invece la resa di alcuni cattivoni caratterizzati davvero bene. Da segnalare anche la presenza di Sakaguchi Tak (Versus, Battlefield Baseball) nelle vesti di un villain che intrappola le sue vittime in una specie di ragnatela fatta da fili avvelenati, così come i ninja “carne da cannone” che finiscono in pasto ad Azumi, un misto tra i cattivoni di Shinobi e quelli delle Tartarughe Ninja.
Quello che manca però è quel guizzo di regia, di elaborazione e cura nei combattimenti,  o di violenza e cattiveria in più tale da alzare la soglia di attenzione. Anche lo scontro finale, che aveva dato quel qualcosa in più al primo Azumi qui è proprio poca roba e anzi è proprio una delusione.
Il punticino in più lo offrono quindi solo le due attrici protagoniste; in aggiunta alla bella e brava Ueto Aya in questo seguito troviamo anche la presenza di quella piccola e misteriosa gatta all’apparenza così indifesa di Kuriyama Chiaki (la ricorderete senz’altro in Battle Royale, Kill Bill, Exte: Hair Extensions).
Un onesto seguito in definitiva (edito assieme al primo in dvd in Italia), con la giusta dose di violenza e di katana incrociate che non stufano mai e che piacerà probabilmente a chi ha amato il primo;  tutti gli altri invece lo possono tranquillamente evitare.
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