Bad Genius

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Fosse uscito negli anni ’80 probabilmente non staremmo a parlare di Bad Genius con l’entusiasmo e la carente compostezza che dovremmo controllare.

Perché il cinema di genere più popolare e senza restrizioni di target, anche in occidente, spesso era costruito con un piglio ricercato e autoriale, con attenzione, rispetto per il pubblico, e focalizzazione primaria sulla storia e sulla narrazione.

Ma nel tempo le cose sono cambiate e nel 2018 un film come Bad Genius si rivela un’eccezione assolutamente esaltante e rara; un lavoro così elaborato e qualitativamente rilevante da inserirsi senza remore tra i film più interessanti del 2018 cinematografico. Oltre a rilevare come un film così onesto, qualitativamente elevatissimo, non banale né semplificato abbia riscosso un meritato successo di pubblico in tutta l’Asia e in molti Festival occidentali.

Continuiamo a ripeterlo ma le dinamiche del cinema mondiale stanno mutando. E stavolta a realizzare un film iconico e definitivo su un tema, prerogativa quasi esclusiva di Hollywood in passato, è la Thailandia.

Il succo del successo è nel concept; realizzare un thriller che abbia come fulcro gli esami scolastici e la tensione generata dal tentativo di copiare i compiti.

Questa idea che può apparire puerile è invece sostenuta da un impianto produttivo di elevatissima caratura.

In primis la sceneggiatura ad orologeria, perfetta, che avanza per suggerimenti, suggestioni, indizi, elementi, personaggi in perenne evoluzione, costruzione della tensione magistrale. Una direzione di scrittura d’altri tempi, articolata e onesta come non si vedeva da anni e che si può scorgere sempre in meno esemplari.

A questa è affiancata una regia perfettamente mimetica e di straordinario talento; il regista Nattawut Poonpiriya arriva dalla pubblicità e da un precedente film, Countdown (2012), non esaltante. Ma in questa seconda prova, sembra già avere il controllo, il polso e il talento dei grandi.

La costruzione delle articolatissime sequenze più tese, svolte durante le prove di esame e i compiti in classe, posseggono livelli di tensione così alti da risultare quasi disturbanti.

Ma ci troviamo in un film miracoloso e miracolato anche nel cast che avvicenda esordienti e modelle, entità non provenienti direttamente dal cinema che una volta dirette con sapienza regalano performance indimenticabili e pluripremiate ai Festival di tutto il mondo.

Bad Genius è il cinema che vorremmo vedere sempre di più. Un cinema capace di emozionare e parlare a fasce di pubblico mastodontiche e strasversali ma senza necessariamente dover abbassare l’asticella della qualità e della nobiltà del prodotto. Cinema onesto che tratta lo spettatore con rispetto, che emoziona con temi universali sfruttando al meglio gli strumenti propri del genere, un cinema in cui non sia più il gap tecnologico o la prepotenza monetaria, ma il semplice e cristallino potere della narrazione e della comunicazione a divenire elemento e fulcro centrale del successo, della bellezza e dell’emozione suscitata dal cinema.

Non autoriale e ostentatamente arty, né vuoto, aggressivo e sterilmente ricco, Bad Genius è forse il miglior cinema possibile e auspicabile, almeno per ciò che riguarda quello popolare e di massa.

Maggiore incasso della storia in Cina per un film thailandese (25 milioni di euro).

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